Cemento in Franciacorta: Legambiente contraria. E i produttori di vino?

Prima che qualche frustrato da prestazione mi accusi, nuovamente, di porre l’accento solo sulla Valténesi e mai sulla Franciacorta, eccovi servito su un “vassoio d’argento” l’ennesimo caso di totale pochezza umana, nella mia provincia.

In Franciacorta e precisamente in quel comune salito alla ribalta delle cronache, grazie a diverse apparizioni in tivvù del suo sindaco, (impossibili da dimenticare, assolutamente da mostrare ai vostri figli… Soprattutto le dichiarazioni da Santoro) Adro appunto, si è pensato bene di cementare 33000 metri cubi (credetemi, gli zeri non sono troppi!) attorno ad un laghetto di importantissimo valore ambientale per un territorio che ha fatto della viticoltura, dell’ambiente e del verde, il suo biglietto da vista per mostrarsi al mondo.

Dal momento che qui in Franciacorta, dovrebbero aver capito da tempo che ciò che succede a Adro, interessa direttamente tutto il sistema di comuni che formano il territorio franciacortino, mi chiedo cosa ne pensino i produttori di vino e naturalmente il Consorzio di Tutela del Franciacorta nella figura del suo presidente, Maurizio Zanella, che so non essere particolarmente avvezzo a commentare in un blog(e di questo non voglio certo fargliene una colpa), ma al quale chiedo di comunicare come meglio crede e dove meglio crede, una sua personale posizione a riguardo.

Legambiente si è già espressa chiaramente e Qui potete leggervi interamente la vicenda.

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17 thoughts on “Cemento in Franciacorta: Legambiente contraria. E i produttori di vino?

  1. Giovanni, ti ringrazio per la dolorosa segnalazione.

    Sai che per me notizie di questo genere sono delle vere pugnalate e continuo a non capacitarmi della miopia dei nostri politici locali. Possibile che non capiscano che hanno fra le mani un vero gioiello dell’artigianato alimentare/vinicolo/turistico del nostro paese? Che con il proprio indotto dà da lavorare a tantissima gente ed una qualità di vita altissima. Non serve nulla di più, forse qualcosa di meno… Ma bisogna fermarsi adesso con il cemento!!
    Cosa dobbiamo fare per farglielo capire?
    Se hai delle iniziative in mente io aderisco subito, a patto che si tenga fuori la strumentalizzazione politica e si usi il buon senso; forse un po’ demodé di questi tempi, ma tanto efficace secondo me.

    1. E’ necessario che i produttori di vino della Franciacorta, quelli che credono sia necessario fermare queste dannose e inutili speculazioni edilizie, facciano quadrato, comunicando all’opinione pubblica di essere fedeli ai principi etici per i quali producono vino.
      Si potrebbe cominciare così.

  2. Caro Giovanni, sono felicissimo di trovare ancora gente legata al proprio territorio e che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su aspetti importanti come la “cementificazione” in questo caso nel comune di Adro. Sappi che questa amministrazione non e’ nuova a queste scelte basti pensare al nuovo parcheggio di 10.000 metri quadri che vogliono realizzare per il nuovo polo scolastico propio ai piedi della Bolesina, con relativo stravolgimento della viabilità che coinvolgerà pure la zona del Santuario (forse l’ultimo angolo di paradiso ad Adro). E i produttori di vino?? So per certo che uno in particolare ha finanziato l’iniziativa…a voi i commenti..
    Grazie e buon lavoro

    1. Dodi, sarebbe interessante saperne di più anche della Bolesina, così da poter mettere altra “carne al fuoco” per sensibilizzare ulteriormente i produttori di vino e il consorzio.
      Sarebbe anche curioso sapere il nome del produttore che avrebbe finanziato l’opera.
      Scrivimi, anche in privato.

      1. La zona ai piedi della Bolesina segna il confine tra Adro e Torbiato. Salendo da quest’ultimo si trova a sinistra la Bolesina, a destra uno splendido terreno coltivato con ai suoi piedi il Santuario, sullo sfondo il lago d’Iseo. Tutto questo e’ già in parte rovinato dall’enorme nuovo polo scolastico, come dicevo verra’ fatto un enorme parcheggio sul terreno di fronte e in più si vociferava che il sindaco volesse addirittura realizzare un università del vino!!! Invito tutti a visitare la zona e di commentare…

  3. ma io mi domando, c’è così tanto bisogno di case nuove?
    non so in franciacorta, ma da noi continuano a costrire case nuove, mal fatte, coi muri in carta velina che, per scaldarle d’inverno ci vuole una centrale nucleare, e raffreddarle d’estate ci vuole un iceberg, però hanno il giardinetto e le travi a vista.
    mentre i centri storici vanno spopolandosi, case di anni e anni coi muri larghi un metro, naturalmente coibentate (i miei spendono 300 euro l’anno di riscaldamento, il resto tutto stufa a legna), certo non è facile vivere in paese (case attaccate l’una all’altra, difficoltà di parcheggio, etc.), ma sono cose che se le amministarzione volessero potrebbero risolvere con molti meno soldi che non costruendo a nuovo.
    misteri della fede (leghista)

    1. Enrico, a Brescia si pensa che l’edilizia sia l’unica cosa intelligente che si possa fare. Se almeno il 10% delle imprese edili fossero durate un quarto di quanto dura una cantina che produce vino…

  4. Mi viene in mente la famosa scena di Amici Miei quando vanno nel centro del paesello e, fingendosi tecnici edili, iniziano a segnare i vari portoni con una X bianca dicendo “Qui giù!”.
    Purtroppo nel Bresciano conta di più una cazzuola che una bottiglia di vino fatto bene!
    Ma c’è bisogno di due ristoranti al laghetto Sala quando sono tutti in crisi piena? C’è bisogno di nuove abitazioni quando in provincia di Brescia più del 70% dei nuovi alloggi risulta invenduta? C’è bisogno di nuove strade quando quelle che abbiamo sono tenute in maniera scandalosa? Probabilmente non c’è mai fine al peggio…
    Purtroppo la zona in questione è già stata vittima in passato di abusi edilizi concessi per tornaconti personali (anche se il paese in questione non era Adro, ma Erbussco) e mi sembra sia terreno troppo facile di conquiste.
    Che vadano a cementificare ditero la discarica di Rovato!!!!!!!!!!!

  5. Gentile Giovanni,

    è vero, non mi sento a mio agio con questo “strumento”, ma visto che sono stato tirato in ballo e l’importanza dell’argomento – rispondo volentieri.

    La mia posizione come Presidente del Consorzio Franciacorta non può che essere che di plauso per Lei e tutti coloro che hanno a cuore realmente la difesa e la valorizzazione di un “territorio magico” come il nostro, già messo a dura prova in alcuni punti da disinvolti interventi edilizi di scarsa qualità.

    A questo proposito sottolineo – per chi non lo sapesse – che Il Consorzio si è già mosso lo scorso anno con un osservazione legale nei confronti della Provincia di Brescia sul nuovo Piano Territoriale di coordinamento Provinciale, con l’appoggio delle delibere di 16 Comuni, sui 19 Franciacortini.

    Mentre la mia personale posizione specificatamente all’argomento Laghetto del Sala, premesso
    che non desidero ergermi ad urbanista, mi vede contrario alla posizione di Lega Ambiente.

    Ci sono interventi ed interventi : quello di I.S.P.A.R.O è sicuramente molto importante, ma qualificante e ritengo avrebbe un impatto particolarmente significativo per il nostro territorio.

    La pregherei di approfondire le Sue conoscenze sull’argomento, visionare il progetto nei dettagli, farsi spiegare le funzioni delle singole attività, dopodiché potrà trarre le Sue conclusioni finali.

    Quanto sopra al di là delle finalità sociali (cosa quasi unica nel Nostro Paese) che sono il primo obbiettivo di I.S.P.A.R.O.

    Cordialmente

    Maurizio Zanella

    1. Gentile Maurizio,

      La ringrazio innanzitutto per aver risposto.

      Ero a conoscenza dell’osservazione legale nei confronti della Provincia di Brescia sul nuovo Piano Territoriale di coordinamento Provinciale, da parte del Consorzio, ed è proprio sulla base di questa sensibilità, di questo modo di dialogare con le amministrazioni locali per “fare Territorio”(che ho apprezzato moltissimo), che ho pensato che il tema in questione potesse essere d’interesse per il Consorzio stesso. Ecco perché mi sono permesso di chiamare in causa Lei, poiché massimo rappresentante dei produttori di vino del territorio franciacortino.

      Come ho scritto nel post successivo, non voglio entrare nel merito dell’utilità dell’opera e ancor meno delle sue finalità sociali(sono sempre sensibile a temi sociali), la mia critica è legata alla cementificazione, che sta’ opprimendo la provincia bresciana in alcune delle sue zone più significative e in maniera eccessiva.
      Approfondirò certamente il tema, come da Lei consigliato, ma dubito che riuscirò a trovare elementi che possano farmi cambiare posizione. Quando si toglie “del verde”, in una Provincia dove ne viene tolto quotidianamente troppo, trovo sia particolarmente doloroso a prescindere.

      Cordialmente

      Giovanni Arcari

  6. Riflessione da fare ; Il consorzio attraverso il suo direttore , Maurizio Zanella nella copia di ieri sul giornale corriere della sera , risponde al giornalista Bebbe Servergnini , sulla questione nome unico del vino metodo classico , dunque mi chied0 e chiedo : il nocciolo della questione è la forma e non la sostanza ? il vino che si sogna ( come il mulino …..) e non il vino come prodotto di un territorio che crea valore ( tutela dell’ambiente e delle sue risorse ) e non lo erode.

  7. Scrivo x la prima volta in vita mia un commento su un blog. E lo faccio su una questione riguardante l ambiente, l ambiente dove con mio cognato Enzo e mio Padre coltivo vigna e produciamo Franciacorta dal 1986. Mi viene da dire , “non mi stupisco ormai più di nulla” Ma come si fà nel tempo in cui viviamo proporre (e cè gente che ha il CORAGGIO di approvare) Simili progetti? Gente che si riempie la bocca di frasi del tipo ” Il nostro ambiente é importante, dobbiamo salvaguardare il nostro territirio”. Poi sono gli stessi che partecipano(direttamente o INDIRETTAMENTE) a trovate di questo tipo. Bene penso che sia un insulto alla sensibilità e intelligenza di tante persone. Dunque grazie a Legambiente al Comune di Erbusco e a te Giovanni x mettere in luce queste cose tristi , basse, ipocriti, finalizzate comunque e sempre al DIO SOLDO . Altro che le dolci verdi colline delle Franciacorta.

  8. Il problema cementificazione e ambiente, è certamente il più appariscente.
    Il problema dei veleni distribuiti in zona che ormai sta alzando la media dei tumori dei residenti,è meno appariscente ma esiste. In una riunione qualcuno ha invitato i viticoltori a seminare insalata tra una vigna e l’altra ,e mangiarsela tutto l’anno per dimostrare l’effettiva innocuità dei prodotti usati.
    E poi c’è il problema del caporalato estero, è già scattata qualche denuncia , ma la piaga è molto più grossa di quello che sembra.
    Anche se i viticoltori si sentono in regola, si capisce benissimo che c’è qualche cosa di oscuro che si nasconde.
    Questa bella Franciacorta ha anche problemi di amministratori pro e contro i feudatari, i quali han tutti un prezzo e i principi di turno lo sanno.
    Ma tornando alla cementificazione, noi e le nostre idee non arriveremo al 2100 senza traumi pesanti , se uno studio di sviluppo demografico proietta la popolazione italiana a 10-15 miloni di abitanti(nel 2100).
    Se analizziamo bene i comuni contiamo diverse centinaia di appartamenti vuoti in ognuno di essi.
    Le soluzioni non son tutte a portata di mano, è vero che la crisi porterà la meccanica e l’edilizia a livello del tessile(quasi a zero), ma noi come alternativa non possiam puntar solo su servizi e commercio, la parte del leone la faranno di sicuro agricoltura turismo e ambiente in equilibrio tra loro, solo in questa ottica potremo ereditare ai nostri figli una Franciacorta migliore!(dovrebbe essere lo scopo della nostra esistenza)

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