Pizzeria Al Fienile e la ricerca degli ingredienti perfetti

Pochi giorni fa sono stata finalmente alla Pizzeria Al Fienile a Palazzolo sull’Oglio, conosciuta fino ad allora solo di fama. In poche parole potrei riassumere così la mia esperienza: ne vale assolutamente la pena.

La pizzeria si trova in un vecchio fienile ristrutturato e molto ben arredato. Piano terra e primo piano tenuemente dipinti color tortora e bianco, mobilio recuperato e restaurato in stile shabby chic, vecchie foto e grandi stampe dedicate agli ingredienti e alla filosofia del locale alle pareti.

Paolo Ghidini Pizzeria al Fienile

Paolo Ghidini (in foto) è il proprietario del locale insieme alla sorella Laura e alla figlia. Paolo non è nato pizzaiolo e neppure nel mondo della ristorazione. Tutt’altro. L’esperienza trentennale di Paolo è nel mondo del tessile che però ha deciso di abbandonare circa tre anni fa per iniziare questa nuova avventura che ha sin dall’inizio riscosso un successo enorme.

Il perché è molto semplice da capire. Lo si vede entrando nel locale, che rispetto a molte pizzerie è decisamente più bello e curato, lo si intuisce leggendo il menu dove spicca il logo dei Presìdi Slow Food, lo si assapora in ogni fetta di pizza e lo si ascolta dalla bocca di Paolo che chiaramente trasmette la sua passione e soprattutto declama il suo intento della ricerca degli ingredienti perfetti.

Dalla farina al caciocavallo podolico, dalla mozzarella alle acciughe (per le quali nutre una vera e propria passione), dalla salsa di pomodoro ai salumi, tutto è provato, verificato, e se necessario sostituito. Di ogni prodotto conosce personalmente il fornitore che usa andare a trovare personalmente. Di tutto il meglio.

A partire dal forno, che funziona rigorosamente a legna, costruito in una settimana da Mastro Ernesto, uno dei più famosi fornitori di forni per la vera pizza napoletana.

La “semplice” pizza si trasforma in una esperienza culinaria, fatta di ingredienti, storie e persone.

In occasione della mia visita ho sì mangiato la pizza ma anche assaggiato alcuni di questi prodotti serviti come antipasto, piacevolmente accompagnati da una prima birra, la Corna Bianca del Birrificio Artigianale Via Priula.

Pizzeria Al Fienile 1

Culaccia, pancetta, capocollo di martina Franca, formaggi bergamaschi, stracciatella pugliese e acciughe del Cantabrico, tutto accompagnato da focaccia tiepida. Sarei naturalmente già stata sazia ma invece no, si prosegue e si arriva all’agognata pizza.

Ed eccola!

Pizzeria Al Fienile 2

La mia scelta è caduta sulla Zaiana, pomodoro, olive pugliesi, capperi di Salina, acciughe del Cantabrico, datterini,basilico e origano. Pizza molto saporita e piena di profumi mediterranei. La pasta ottima, alta, morbida e fragrante al tempo stesso e soprattutto con una lievitazione superlativa. Non è capitato, come spesso invece accade, di dover alzarmi di notte per bere una tanica di acqua. Se succede questo, spesso e volentieri la colpa non è degli ingredienti sapidi utilizzati per il condimento ma per una lievitazione non corretta dell’impasto. Con la pizza de Al Fienile è praticamente impossibile che ciò accada perché i panetti di pasta lievitano per giorni (minimo 72 ore) a temperatura controllata, garanzia di leggerezza e di qualità.

Bonus per l’aspetto social del locale che invita tutti i clienti a fotografare la propria pizza e a condividere l’immagine con l’hashtag#pizzeriaalfienile, per la pizza Terra Madre, parte del cui costo va viene devoluto per l’omonimo progetto di Slow Food, e per la pizza Montisola fatta con le mie amate Sarde essiccate del Lago d’Iseo.

Pizzeria Al Fienile

Via Dogane, 1/b
Palazzolo sull’Oglio (Bs)
www.pizzeriaalfienile.it

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2 thoughts on “Pizzeria Al Fienile e la ricerca degli ingredienti perfetti

  1. Pizzeria che merita davvero! Per me la migliore in provincia assieme a “La cascina dei Sapori” a Rezzato. Dovrei però iniziare ad osare ed ad uscire dagli abbinamenti classici che partono con pomodoro/mozzarella…ma quell’abbinata è come una droga…

    1. Beh, diciamo che se si parla di pizza è un pò doveroso pensare anche a pomodoro e mozzarella. Io a dir la verità non mangio i latticini quindi alla mozzarella devo rinunciare, infatti la pizza che ho mangiato al Fienile aveva solo il pomodoro. Probabilmente si potrebbero usare creme di verdure o altri ingredienti in sostituzione, ma la chiameresti sempre pizza? Convengo sulla Cascina dei Sapori. A presto, Arianna

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