Un rapper dalla Franciacorta sì ci sta

Le chiacchiere da bar sono per me sempre molto interessanti e spesso, come in questo caso, si scoprono curiosità e cosine simpatiche. E’ successo la settimana scorsa quando, durante un aperitivo ad uno dei miei locali di fiducia, il Planet Cafè a Paratico (bonus per la scelta del caffè e per il servizio da parte di Ivan Balestra e Stefano Rocchetti), mi è stato segnalato questo ragazzo, Davide “Delpo” Delpozzo, rap franciacortino.

Io di musica ne so ben poco, non parliamo poi di Rap, la mia conoscenza si assesta tra il tormentone dell’estate di Fedez/Jax e le rimembranze giovanili degli Articolo31 alla “Ohi Maria”, ma poco male, ho aperto YouTube per ascoltare la canzone e vedere il video e… Sorpresa! Qui non si tratta solo di un giovan(issimo) che attraverso il tubo spara parolacce a raffica agognando ad una legge pro marijuana, ma ci si trova davanti ad un ragazzo che rappa della Franciacorta tra i vigneti e balle di fieno. Non potevo non incontrarlo per scoprire qualcosa in più di lui.

Davide Delpo Delpozzo

“Delpo” è classe 2000 e sin da bimbetto ha iniziato ad amare il rap ascoltando i “classici” del genere. Si rifà al sopra citato Jax che considera il rapper italiano per antonomasia, ammira Caparezza per la sua originalità e anela a scrivere testi come quelli di Jesto.

Delpo, residente a Corte Franca, comune centrale del distretto vitivinicolo, vorrebbe che la Franciacorta fosse il suo marchio ed elemento distintivo. Da qui il pezzo Franciacorta Doc. Da sempre (fa un po’ ridere pensando che ha solo 16 anni) vive gli aspetti agricoli ed enoici del nostro territorio. Dal nonno e dallo zio, viticoltori, ha acquisito la quotidianità e l’attenzione verso la campagna, fatta per lui dai vigneti che la famiglia possiede e lavora proprio dietro a casa. Vigneti che hanno fatto da scenografia al video di Franciacorta Doc. Dal padre ha ereditato la passione per il vino (che naturalmente non consuma ancora) fatta di tante etichette conservate nella cantina di casa e della quale Davide parla con orgoglio.

“L’acronimo Doc, che fa parte del titolo della canzone – precisa Delpo – non è un errore, so che la denominazione è Docg ma la “storpiatura” vuole ricondurre anche alla mia squadra di calcio che ha questa sigla nel nome. Inoltre per la “massa” la più semplice Doc fa pensare subito a qualcosa di autentico, cosa che io voglio essere, portando nel mondo del rap la mia terra”.

Davide studia, ma contemporaneamente sta portando avanti anche altri progetti musicali. Nei prossimi mesi è prevista l’uscita di un mixtape di dodici pezzi tra i quali Franciacorta Doc, tre canzoni dello scorso anno ed altri pezzi inediti (io spero che tra questi ultimi ce ne siano a tema vino e/o territorio perché se davvero vuole essere marchiato come rapper franciacortino non può essere altrimenti). Altre iniziative saranno quelle legate a Muretto Brixia, l’associazione di promozione della cultura rap e hip hop della nostra città.

Le mie parole si fermano qui, lascio spazio a quelle della canzone Franciacorta Doc sperando possa diventare, almeno per i franciacortini, il tormentone dell’estate.

FB: @Davide Delpo Delpozzo 

SnapChat @Delpo_MC

Instagram: @Delpo_MC

Mi sveglio la mattina
Ma che orizzonte
Vedo i campi, le montagne, non vedo oltre
Il gallo suona la sveglia che non era partita
La gallina con le uova colazione servita
Vivo in campagna non in città
Molto meglio, troppo bordello la
Scarpe da lavoro, cappello di paglia
Questa è la mia, la mia vera Italia
Serenità niente spada
Ada che ghe de laürà, schena falada
Nato qui, forse per questo con la voglia di fare
Tanti sogni e tanta voglia di cambiare
Ma piu cresco più mi accorgo che non è così male
Da bambino vorresti scappare, poi ritornare
In questo posto che vorresti ripudiare
Ma più ci stai più lo impari ad amare

Un rapper della franciacorta, si, ci sta
Ai concerti Cá del Bosco e Bellavista
Una bella vista, un bel panorama
Guarda che roba, guarda che giornata

Amo il mio paese, amo questa zona
Verde e solo verde così si ragiona
Ed è così bello
Aprire la finestra sentire il vento
E più in là un ruscello
Respirare aria di malinconia
Dall’inizio di questa via
È il posto dove sono nato e cresciuto
Non me lo toglierà dalla mente nessuno
E non racconto della città trafficata
Racconto di una vita impegnata ma sciallata
E se stai sciallo vivi tutto con felicità
Una serata a casa, un’altra al Number One
Guardo fuori è già l’ora del tramonto
Quanti ne ho visti? Ho perso il conto
E lo ripeto a più non posso
Amo questo cazzo di posto

 

 

 

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