Expo 2015. Lo sponsor sarà la Franciacorta o Ca’ del Bosco?

La questione va affrontata con un sorriso e senza allarmismi ma, certo è che qualcuno ha sbagliato qualcosa o altri non hanno capito. L’ultima segnalazione dei produttori di Franciacorta è la foto qui sotto che, invece di accendere in loro una reazione fatta di telefonate e madonne da tirare, hanno pensato di inviare a questo blog.

La prima notizia riporta la data del 6 ottobre e l’enfasi era alle stelle. Pareva una vittoria dell’Italia del Rugby contro la Nuova Zelanda nella finale dei prossimi mondiali. Mr. Wolf avrebbe saputo certamente come riportare alla calma gli eroi della crociata. Una grande gara vinta dalla Franciacorta per essere “sponsor ufficiale di Expo 2015” che ha portato a un aumento della quota a bottiglia che ogni azienda dovrà versare al Consorzio campione.

Il problema è che in questo interessantissimo articolo letto da un produttore mentre aspettava la moglie che finisse la piega dal parrucchiere, s’insinua che Zanella con la sua Ca’ del Bosco sia “il fornitore ufficiale dei vini dell’Expo” e a dar manforte a questa tesi il “Poker di re in bottiglia” riportato a destra. conflitto d'interessi

Ora, o mi sono perso una puntata io ovvero che magari la Franciacorta, all’ultimo, abbia rinunciato a essere “sponsor ufficiale” e Ca’ del Bosco si sia assunta oneri e onori, oppure qualcosa nella straordinaria macchina comunicativa del consorzio (altro che Associated Press!) non ha funzionato come avrebbe dovuto per l’ennesima volta.Conflitto d'interessi

Che qualcuno debba spiegare qualcosa?

 

 

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86 thoughts on “Expo 2015. Lo sponsor sarà la Franciacorta o Ca’ del Bosco?

  1. Giovanni questa tua interessante segnalazione mi indurrà purtroppo ad acquistare, cosa che non ho mai fatto, copia di questa rivista, per leggermi con la giusta attenzione questa doppia paginata. Sebbene sia un dannato cadelboschiano ritengo legittime le domande che ti sei posto e alle quali sono sicuro l’azienda interessata saprà dare convincente risposta… a me la serata dà fastidio perché mi sembra l’ennesima adunata di Bbilanisti…
    E ce ne sono tanti purtroppo in Franciacorta: che si tratti di un virus diffuso nell’aria?

    1. Grazie per il commento Franco, ma a me della risposta di Ca’ del Bosco non me ne frega nulla. Invece non vedo l’ora che risponda il consorzio, che è guidato dallo stesso che presiede anche l’azienda di Erbusco. Un velatissimo conflitto direi. 🙂

  2. Non so gli altri produttori ma personalmente sono saltata sulla sedia appena ho letto questo articolo! A parte correre in edicola con Franco e copiare una copia della rivista in questione, sarà mia premura tenere le antenne tirate in questi giorni e capire la posizione del consorzio in proposito. Grazie Giovanni per l’informazione

  3. Consorzio Franciacorta e Comité Interprofessionnel du vin de Champagne. Stessa cosa, no? Stessa serietá. Improvvisamente scopriamo che Maria forse non era Vergine. Gran fiuto.

  4. ho molto riflettuto su questo post, che pone un tema così appassionante che la gente, il popolo, i produttori della Franciacorta si stanno letteralmente accapigliando per commentarlo…E alla fine sono arrivato alla conclusione che preso da chissà quale furor ideologicus, come un kamikaze che si fa saltare scegliendo il martirio tu hai preso un colossale granchio. Anzi come direbbe un comune amico americano, an enormous misunderstanding. Non ti é mai venuto il dubbio che l’autore del servizio di Chi – beh complimenti a chi ti ha segnalato l’articolo, fa davvero letture di grande livello intellettuale… – abbia capito fischi per fiaschi e che la notizia che non il Consorzio Franciacorta, bensi Cà del Bosco sia “il fornitore ufficiale dei vini dell’Expo” sia una clamorosa bufala? Scritta perché chi c’era alla festa (un po’ troppo milanista) alla Cà del Bosco non era molto attento e lucido a quanto gli era stato raccontato, ovvero che la Franciacorta non ha affatto rinunciato a essere “sponsor ufficiale” di Expo, che lo sarà al 98%, ma che alcuni dettagli siano ancora da perfezionare?
    E se magari prima di sparare a zero contro quella che sembra essere diventata una tua ossessione (che ti ha fatto Zanella, ti ha magari portato via una ragazza?) tu avessi pensato ad informarti. E apprendere che “la grande gara vinta dalla Franciacorta per essere “sponsor ufficiale di Expo 2015″, gara che “ha portato a un aumento della quota a bottiglia che ogni azienda dovrà versare al Consorzio campione”,resta tale? E che sa la Franciacorta dovesse rinunciare ad avvantaggiarsi sarà un noto produttore e una zona concorrente? Vuoi che davvero succeda questo perché tu critichi – legittimamente -l’aumento della quota a bottiglia da parte di ogni azienda, stata presa da una libera assemblea (da un CDA) e non imposta da Zanella con un golpe armato?
    Questo avresti dovuto fare, amico (io ti considero ancora tale) Giovanni. Avresti reso onore alla verità e avresti evitato di fare una non brillantissima figura…

    1. Franco, sei fantastico in quanto contraddizione di te stesso. Prima il mio post era “interessante segnalazione” e le mie “domande legittime”, adesso invece “non ho fatto una brillantissima figura”. E per cosa, ma perché non ho pensato alla possibilità che il giornalista abbia capito male? Sono io a chiedermi cosa ti abbia fatto Zanella perché tu lo debba difendere per ogni cosa!
      Leggi quello che c’è scritto sul settimanale o lo vedo solo io? Poi starà a lui chiarire se ne avrà voglia, oppure chiarirai tu per lui tra un volo pindarico e l’altro.
      Ps: il post ha avuto circa 8mila visualizzazioni anche se i produttori della Franciacorta, come al solito, non commentano.

  5. voglio aggiungere una cosa: se ci sarà qualcuno, giornale o blog, che speculerà su questa vicenda, se getterà legna da ardere sul fuoco dell’enosnobismo antifranciacortino, e del tiro a segno obbligato sul Consorzio, quei soggetti faranno la figura che meritano, e tu, oggettivamente, figurerai come loro complice, come quello che ha ordinato di sparare. Facendo l’interesse di noti produttori di zone concorrenti della Franciacorta? Vuoi questo Giovanni e te la senti di assumerti questa responsabilità?

      1. Giovanni per me le cose sono andate così. Ziliani ha dapprima letto quello che hai scritto e poi ha parlato con Zanella. il risultato è che Ziliani pensa che tu prima di scrivere questo post avresti dovuto prendere in considerazione il fatto che il giornalista potesse aver capito male. Avresti dovuto tu, che non sei giornalista, avviare un’indagine prima di capire se ciò che è già stato riportato nero su bianco fosse vero o meno. Avresti dovuto chiamare la redazione del giornale e semplicemente chiedere del giornalista, domandargli quanti bicchieri ha bevuto quella sera e cercare, sempre tu, delle prove concrete a sostegno della tesi di Ziliani. Sei ancora in tempo, anche perché come sostiene lui la figuraccia la fai tu e non lui con le sue prove schiaccianti.
        Nel secondo commento di Ziliani però si evince qualcosa di strano quando dice “facendo l’interesse di zone concorrenti della Franciacorta”. Che Ziliani abbia scoperto qualcosa che non dice? Che magari quella frase riportata sul giornale sia stata un’operazione strategica per evitare che la franciacorta perda il posto in expo e che nel caso sia rimpiazzata da un’azienda che parla la stessa lingua e non da altre trentine o oltrepadane?
        Cosa nasconde questa frase?

      2. Maccerto Stefano! Da domani ogni volta leggerò una notizia dubbia chiamerò subito la redazione del giornale in questione e cercherò di capire cosa abbia fatto il giornalista che ha scritto, nelle 24 precedenti l’articolo.
        Purtroppo alcuni giornalisti in Italia campano di sterili polemiche e non si preoccupano più di montare un’inchiesta. Andare a fondo delle questioni non è affar loro: vale la teoria

  6. ma che si sia trattato di un “errore”, svista, dimenticanza innocente del “giornalista” di Oggi che magari non ha proprio colto la differenza tra l’ospite del party e il vincitore della gara di sponsorizzazione (che certo, da un punto di vista commerciale, male non farà alla cara Franciacorta) e che, inoltre, il consorzio tramite il suo presidente -patron di Ca’ del Bosco- si sia “dimenticato” di correggere o di dichiarare non proprio preciso? senza bisogno di vederci chissà quali tramini dietro.
    Poi certo, signor Ziliani (che leggo sempre in “casa sua”) pare certo non un’ottima immagine del “mondo franciacorta” questa..più che altro per il livello di festa-presentazione stile amici di Vespa e paillettes che certo non sono la miglior espressione di cultura della vite e del vino.
    (scusate per le numerose virgolette e ora facciamo tutti pace stappando un DosaggioZero Arcari+Danesi)

    1. si si era un mio refuso (non conosco molto queste riviste). addirittura bannato? beh forse tutti intendevano un po’ troppo rispetto a quello che è in realtà..

  7. la gazzosa e l’acqua minerale San Pellegrino non appartengono né alla categoria vino né alla categoria spumante, categorie di cui fanno parte sia il franciacorta che lo champagne che il Prosecco. Infatti, le fonti deputate a farlo (si veda l’articolo, 1 di 1000 analoghi) li paragonano, mentre le bevande citate no, spiritoso/disinformato! Brucia che il franciacorta non se lo fila nessuno mentre il Prosecco è più venduto dello champagne, vero?

    1. bah…come paragonare platino e argento, stesso colore, ben diversa qualità (soprattutto per lavoro e tempo che dietro ci sta)
      ci mancherebbe anche facessero 300 milioni di bottiglie di Franciacorta, voglio dire

      1. Apple fa prodotti di alta qualità e altissimo prezzo, e vende tantissimo.
        Il franciacorta se avesse tutta questa qualità verrebbe comprato di più, dentro e sopratutto fuori italia.
        Il prosecco è di alta qualità altrimenti non venderebbe più dello champagne.
        La storia della presunta qualità che però non determina vendite è una mostruosità in termini marketing.
        E comunque classificare volumi di vendita tra prodotti di medesima classificazione merceologica è un fatto pacifico x qualsiasi tipologia di prodotto: franciacorta, champagne e Prosecco fanno parte della categoria legale, tecnica e commerciale spumante.

    2. Se si basano i ragionamenti su “Più quantità = più qualità”. Tavernello rischierebbe di essere il miglior vino italiano. Converrebbe cercare un rapporto con un valore oggettivo, quale può essere il prezzo medio a bottiglia (o il fatturato della denominazione sul numero di bottiglie).

  8. Anch’io sono interessata ad avere un chiarimento dalle parti in causa, come produttrice in Franciacorta credo di averne il diritto….
    non commento prima di sapere, anche se la spiegazione dovrebbe essere già stata data e spontaneamente

  9. Il meglio del meglio del circo! E chi si muove più? Pop corn e gazzosa. Avanzi il grasso crapulone che prima ha salassato al collasso la sua azienda, rifilandola in tempo per ritornare in sella e rimetterlo in culo al prossimo. Giornalisti del settimanale della (anziana ormai) casalinga di Voghera, pieno di pubblicitá per dentiere e clisteri alla glicerina. Strenui difensori di una bevanda con le bolle, fatta come lo champagne, ma che vende a malapena come la “cedratatassoni” (e tirandosela un frego, per sovrammercato).
    Mancano la donna barbuta, il nano superdotato e l’azienda agricola Boschi.
    Ma arrivano dopo l’intervallo.

    1. Tu ambirai al ruolo del nano superdotato suppongo! La tassoni fa piú di 25milioni di bottiglie e ha un un utile che sfiora il 50%. Hai preso un’esempio di merda perche anche Selosse vorrebbe avere quote della tassoni

    2. e lei lo giudica fare un “commento” Ivan, scrivere, come ha scritto, lei, parole simili? “Avanzi il grasso crapulone che prima ha salassato al collasso la sua azienda, rifilandola in tempo per ritornare in sella e rimetterlo in culo al prossimo”. Io fossi in lei mi vergognerei, se lei avesse una minima cognizione di cosa sia la vergogna.
      Una cosa é certa, quello che lei definisce in quel modo, di cui non sono l’avvocato difensore ma solo un amico da trent’anni (do you know amico, é un concetto e una parola che capisce?) é troppo intelligente e troppo “signore” per degnare di una minima attenzione il suo raglio d’asino che sale al cielo….

  10. Giovanni, non sono permaloso. 🙂
    “Francamente me ne infischio” (qui le virgolette servono)
    Io il vino lo compro, non lo produco.
    Lo bevo e lo confronto.
    Bevendone parecchio ed avendo facoltá degustative ed intellettive almeno nella media, ritengo di non aver scritto poi delle cose lunari, al netto del sarcasmo.
    Goditi pure l’elegiaco ed ecumenico mondo di Franciacorta e del Franciacorta.
    Io ed il mio portafogli (insieme a quello di tutti gli altri consumatori) continueremo ad esprimere le nostre preferenze.

    1. Ivan, io non sono famoso per la proverbiale pazienza nè tantomeno perché mi preoccupano le scelte di altri in seno al vino o alle donne. Fai quel cazzo che vuoi e con i tuoi soldi ci puoi pure fare dei fusi per giocare a “cül bisú” con glia amici il sabato pomeriggio. Ti ho solo detto che non ho trovato quel tuo commento ironico/sarcastico calzante con quanto si sta dicendo e tutto senza che mi si sia scompigliato un capello. Poi rimani libero di dire, fare, baciare quello che preferisci e ci mancherebbe! Buone bevute

  11. Grazie, Giovanni.
    Provvederó. 😄
    Annoto con piacere il consiglio sui fusi.
    Mi emoziona sempre la condivisione di pagine di vita vissuta.
    “Senza che mi si sia scompigliato un capello”.
    Chapeau!
    Folgorante umorismo pirandelliano.

  12. Anche io come Maria da produttore attendo chiarimenti…..continuo a non stupirmi più di ciò che accade in questo paese delle meraviglie quale è la Franciacorta , ciao Giovanni .

    1. caro Lorenzo, tu fai parte, tu sei un protagonista di quel mondo. Definirlo “paese delle meraviglie” non mi sembra il massimo. Perché vuoi denigrare qualcosa di importante che anche tu, tuo cognato, la tua famiglia tutta, hai contribuito a costruire e rendere grande? Sei troppo intelligente, e ti voglio troppo bene, per accettare che tu ti esprima in questo modo…

  13. sono stupefatto dal leggere produttori franciacortini, che fanno parte del Consorzio, che lavorano bene, che sono persone serie e perbene chiedere “chiarimenti in merito” con un tono che sembra tanto quello di un cittadino che ha subito un torto e che fa scrivere dal proprio avvocato alla parte che dice averla danneggiata una lettera dal tono risentito… Non credo che questo modo di fare faccia bene all’immagine della Franciacorta e alla crescita di un dibattito, interno innanzitutto, che deve essere vivace e non precludere alcun tema, ma deve restare sui binari del rispetto reciproco e non scadere nel sospetto…

  14. Io mi chiedo: ma perché se un produttore non commenta è omertoso e se invece chiede chiarimenti lede l’immagine della Franciacorta? non siamo mica una setta segreta di invasati! Ritengo legittimo, proprio in merito al senso di appartenenza al Consorzio, esigere spiegazioni in merito a un articolo fuorviante e falso, ma poi la questione si ferma lì. Non vedo dietrologie e non ritengo che l’essere o meno sponsor di expo dipenda dai commenti di un blog o dalle reazioni dei social su un articolo che fa notizia. Punto. Amen. ciao

  15. Aggiungo: ma perché se su altri blog si dileggia il Prosecco, il suo consorzio, i produttori, per non parlare dei consumatori (che sono 1000 volte di quelli del franciacorta) ci si fa delle battutine (tutte legate ai gusti soggettivi e quindi personali e quindi arbitrari) che sanno tanto di setta di invasati, e se invece si commentano notizie (e quindi non si parla di gusti) sul Franciacorta o Cà del Bosco, apriti o cielo. Ma non è un paradosso questo? Possibile che non si rimanga ai fatti, da una parte (vedi la notizia apparsa oppure i dati di vendita), e quando si parla di prodotto non ci si limita a dire la propria impressione senza sberleffi, battute triviali, visioni fanatiche e via andare. Anche perché, tanto, la gente continua a fare come gli pare. E soprattutto: se poi si fanno sul prosecco (che alla fin fine vende tantissimo) poi però bisogna anche prendersele senza insultare quando qualcuno le fa sul franciacorta. Non si può pretendere urbanità e pacatezza quando si è i primi a non usarla.

      1. Mi riferisco a quanto osservavo sopra, alle risposte di Ziliani e al recente articolo sul suo blog in cui egli e i suoi commentatori parlano di prosecco e di chi lo beve in termini parecchio offensivi. Poi, se uno dice qualcosa sul franciacorta o il suo mondo utilizzando lo stesso metodo (il dileggio o qualcosa di simile), o si è insultati o si è derisi. Ma che modo di fare è? Tu mi meni e quando lo faccio io mi minacci con la maestra? Ecco cosa intendevo.
        Poi, basta continuare a scrivere una banalità ovvia come il prosecco è diverso dal franciacorta. Lo sanno tutti. Ma pur diversi appartengono alla stessa categoria di vino, ergo è sensato confrontarli. Se uno studente di enologia sostenesse all’esame che non sono tutti e 2 vini spumanti, verrebbe bocciato.

    1. In parte corretto, anche se le “battutine” degli altri blog (che già hanno parlato sopra) si basano su un concetto, ovvero che Prosecco e Franciacorta SONO cose assai diverse e se i gusti “personali e soggettivi” non lo capiscono sono gusti tendenzialmente ignoranti e pochissimo istruiti o esercitati; inoltre in questo caso si sta parlando di una non chiara esternazione giornalistica che si spera sia causata solo da un’incomprensione del, non credo troppo informato, giornalista della rivista gossipara e che in effetti sarebbe meglio il Consorzio chiarisse.

      1. Abbia pazienza: ma mi spiega perché per tutti (competenti e popolo bue) è pacifico, ad esempio, mettere insieme iOS e Android (sono ambo sistemi operativi per dispositivi mobili), e poi fare dei distinguo se si vuole o si è capaci, invece nel vino questo è un tabù? Prosecco e Franciacorta sono ambo spumanti. Punto. Poi, entriamo nel dettaglio (metodologie, prezzi, differenze organolettiche, abbinamenti, storia, diffusione, etc. etc.) se si vuole e si è capaci. Ma siccome fanno parte della stessa categoria merceologica (esattamente come “sistemi operativi per dispositivi mobili”) è persino scontato compararne i volumi di vendita e altri dati commerciali. Questo io voglio significare, è tanto banale quanto corretto.

      2. Non si dimentichi però che prima di tutto un vino è territorio, la più alta rappresentanza di quel confine politico ovvero l’unica cosa non replicabile altrove.

  16. @camilla inizio da lei ringraziandola del suo intervento, molto civile, espresso con una vibrante convinzione, che non contesto, anzi (io non sono la voce del Consorzio Franciacorta che credo abbia ben altri strumenti per esprimersi e fare sentire la sua…), che i produttori franciacortini abbiano il diritto di esprimersi e di mugugnare quando necessario. Io, da amico, mi consigliavo di ricorrere ad un tono meno sferzante di quello utilizzato in molti interventi e auspicavo un dibattito, interno innanzitutto, che deve essere vivace e non precludere alcun tema, ma deve restare sui binari del rispetto reciproco e non scadere nel sospetto
    @ caronte: le consiglio di utilizzare meglio i suoi carontiani “occhi di bragia” per leggere meglio, e provare a capire, senza parocchi, quello che ho scritto su Franciacorta e/o Prosecco. Mi sembra che doxor abbia perfettamente capito. Lei invece o fa l’indiano o le fa gioco farmi passare per quello che non sono: why?
    @doxor una domanda: il “non credo troppo informato, giornalista della rivista gossipara” sarebbe il padrone di casa, Giovanni Arcari, o il sottoscritto?

    1. Franco, nessuno è scaduto nel sospetto perchè si è svegliato male un mattino: c’è una cosa scritta che dice il contrario di quello che tutti credono. Io non credo che sia stata volontà di Zanella o Ca del Bosco quanto scritto, ed è proprio per questo che bastavano due righe private ai produttori con un chiarimento. Hanno preferito chiamare solo quelli che hanno commentato qui sopra e nemmeno tutti. Di solito “è il silenzio che alimenta i sospetti” dicono😉

    2. @Ziliani
      Guardi che io la stimo, so che è preparato, però lei è un sanguigno/irruento/batturaro che spesso non ama i sanguigni/irruenti/batturari oppure tutti quelli che utilizzano toni “sferzanti” (è l’aggettivo che ha utilizzato lei) su prodotti/enti/produttori/autori/persone/zone che lei ama o di cui ha grande considerazione. La faccenda prosecco vs franciacorta (questo articolo e quello sul suo blog) è una traccia dimostrativa. Perché banalizzare una mia riflessione (e i 1000 articoli di giornali che citano le fonti deputate a farlo) che per quanto banale è sacrosanta? Poi, uno competente come lei, volendo entra nel merito e fa tutti i distinguo che vuole, però sono i toni, gli esempi, i paragoni, le battute che le fanno torto. Oppure, se lo si fa quando fa comodo o si crede opportuno, non ci si può dolere che altri (Arcari o Ivan su Cà del Bosco, l’altro commentatore sul suo blog a proposito del franciacorta in risposta ad un infelice battuta sul prosecco), etc, non si può poi rispondere con toni ancor più sferzanti perché questo ‘andazzo un po’ lei lo coltiva. Non trova? Poi, naturalmente, ognuno fa come crede.

    3. grazie, comunque ovviamente mi riferivo al “reporter” di Chi, che, credo per sua personale ignoranza-incomprensione e non per direttive-ordini redazionali dell’ospite del super party, ha scritto quelle note sbagliate. Detto ciò il silenzio generale del consorzio certamente non è il massimo della trasparenza per gli altri seri e appassionati produttori che fanno del nome Franciacorta, che si vorrebbe portare su quella grande vetrina (un po’ market-tara per molti versi) che è l’Expo, qualcosa di cui, comunque, andare fieri

  17. ringrazio Giovanni Arcari per il post,fiducioso e curioso attendo chiarimenti anche se …….. e mi permetto di fare due domande a Ziliani in un territorio dove non potrà censurare pacati interventi che sollevano dubbi legittimi, farsi spalleggiare dagli amichetti di blog o nascondersi :
    lei dice che sicuramente arrivava una nota,un chiarimento da Ca del Bosco…direi che ha toppato anche stavolta mi pare ,no?imbarazzante o embarassing come direbbe il suo amichetto di blog
    sempre lei se non sbaglio dichiara sempre ”lemillebolle”il suo blog,ma se uno nota e legge le note legali esse recano un nome: new target web,si scopre che essa è una società di marketing,e ma pensa te,si scopre che tra i clienti c’è il consorzio Franciacorta.
    Ma allora perchè non lo si dice chiaro e tondo?E perchè, per quel che pare a me, alcuni marchi , risulta facile individuare quali, hanno un trattamento che neanche al Prosecco viene riservato,almeno pare a me essendo un fedele lettore della sua propaganda.Perchè alcune cantine hanno i dividendi maggiori dall’operazione blog?altra questione:ha mai pensato che i produttori di Prosecco potrebbero farle causa?in attesa di un suo cenno i miei saluti

    1. complimenti per lo “scoop” Vittorio da Valdobbiadene e dintorni, talmente una “rivelazione” che su Lemillebolleblog ci sono due post che ne smontano ogni
      presunto carattere di “notizia” :
      http://www.lemillebolleblog.it/2011/02/01/lemillebolleblog-una-grande-campagna-di-comunicazione-on-line/
      e
      http://www.lemillebolleblog.it/2014/01/06/le-millebolleblog-il-2013-in-numeri/
      Ma in attesa che il mio avvocato mi dica come replicare alle sue parole: “mi permetto di fare due domande a Ziliani in un territorio dove non potrà censurare pacati interventi che sollevano dubbi legittimi, farsi spalleggiare dagli amichetti di blog o nascondersi”. e ancora “Ma allora perchè non lo si dice chiaro e tondo? E perchè, per quel che pare a me, alcuni marchi , risulta facile individuare quali, hanno un trattamento che neanche al Prosecco viene riservato,almeno pare a me essendo un fedele lettore della sua propaganda.Perchè alcune cantine hanno i dividendi maggiori dall’operazione blog?” e facendomi una grassa risata di fronte alla sua domanda: “altra questione:ha mai pensato che i produttori di Prosecco potrebbero farle causa?” le fornisco altre rivelazioni.
      Da New Target Web, mio partner in Lemillebolleblog, sono nate di recente due distinte società:
      http://www.newtargetagency.it/
      che ha questi clienti http://www.ntnext.it/it/#clients e tra loro
      Ubi Banca
      Regione Lombardia
      Perletti
      RDS
      e
      http://www.ntnext.it/it/
      che ha questi clienti http://www.ntnext.it/it/#clients e tra loro
      Costume National
      Camera della Moda Italiana
      Berloni
      Candy
      Hoover
      Consorzio Franciacorta
      Ma voglio essere ancora più generoso con la sua vena dietrologica (non é una parolaccia, mi creda) e dirle che http://www.newtargetagency.it/ edita un bel blog
      http://ideasforbreakfast.it/
      e che l’autore di larga parte dei testi é una Ziliani
      http://ideasforbreakfast.it/author/admin/
      Ma non una Ziliani che fa parte dell’universo Guido Berlucchi, una figlia o parente del grandissimo Franco Ziliani http://www.berlucchi.it/valori/#storia
      e parlo della Guido Berlucchi di cui di recente Lemillebolleblog ha scritto in questi termini
      http://www.lemillebolleblog.it/2014/12/19/franciacorta-sugli-scaffali-a-689-euro-il-duro-lavoro-di-cinquantanni-gettato-alle-ortiche/ e mi creda, a Borgonato di Cortefranca non hanno fatto i salti di gioia di fronte al mio post, bensi una Ziliani, Valentina, giovane, brava, indipendente di cui sono orgoglioso di dire che é figlia della mia ex moglie e mia.
      E allora vede che tutto il suo teorema un po’ travagliato (con la t minuscola) e travagliesco va allegramente a farsi benedire?
      p.s.
      per ora ci incontriamo qui, poi magari tra un po’ ci conosciamo di persona in Tribunale… il termine “propaganda”, per il mio blog, lei se lo dovrà rimangiare, scommettiamo?

  18. a Caronte (che ha risposto cortesemente) e a tutti io voglio dire solo una cosa: il tempo é galantuomo e date tempo al tempo. Che se poi le cose dovessero andare come é logico che vadano io creerò un blog apposito dedicato a battutari, dietrologi, teorici del complotto, critici per il gusto di esserlo, e lo dedicherò ad ospitare unicamente i loro commenti. Il titolo del blog? Molto semplice: E ora chiedete scusa, se siete onesti…
    A buon intenditor…

  19. Non ho capito però una cosa: se ci fossero tutte le rettifiche del caso e Cà del Bosco e/o il Consorzio chiarissero finalmente in modo ufficiale che lo sponsor Expo sarà Il Franciacorta, lei Giovanni sarebbe contento, o le fa schifo comunque l’iniziativa?

      1. Vero, esplicitamente da nessuna parte; sono io che ho preteso di leggere tra le righe del suo post. Mi può dire allora esplicitamente cosa pensa della sponsorizzazione e come ha votato in proposito? così mi chiarisco le idee

      2. Fatico ad esprimere giudizi in merito a qualcosa che sono impossibilitato a conoscere. Solitamente mi illustrano il progetto, i costi e le finalità e solo poi esprimo un parere. Per le aziende associate (non la mia quindi) ci siamo astenuti perché veniva chiesta una quota a bottiglia per Expo e nel caso in cui non fosse andato in porto Expo, tale somma sarebbe stata utilizzata per altre, non meglio precisate, iniziative.
        Dal momento che nulla era chiaro non ce la siamo sentita di esprimere preferenze.

  20. Dal suo testo non sembrava così:
    “Una grande gara vinta dalla Franciacorta per essere “sponsor ufficiale di Expo 2015″ che ha portato a un aumento della quota a bottiglia che ogni azienda dovrà versare al Consorzio campione”
    Non aveva scritto di un aumento di quota generico.
    Comunque non ho capito a che titolo scrive qui: come patron di Arcari&Danesi (cioè un’azienda non consorziata, dunque che le importa di quel che fa il Consorzio?) o come “operatore” che segue aziende consorziate come Colline della Stella e Camossi (e dunque con ben 2 voti a disposizione in assemblea e tutta la possibilità di farsi sentire e chiedere chiarimenti)

    1. Cercherò di essere breve e spero pure chiaro perché non vivo sul blog.

      Cambia poco anche se avessi scritto dell’aumento generico. Ma se ha qualcosa da dire lo faccia a cannone e senza vedere domanda dopo domanda, se c’è margine d’accusa, ok? Però si sveli senza paura!
      Come non consorziato pago il 90% (o il 95%, non ricordo) di quello che paga un consorziato. Le ricordo che io produco Franciacorta DOCG e non un vino da tavola e siccome la Franciacorta (e la sua promozione) è anche del fornaio di Erbusco come del pescivendolo di Clusane, ecco il titolo per scrivere. Il suo di “titolo” invece?
      Su “con ben 2 voti a disposizione” mi strappa la risata più bella di oggi! Forse è il caso che dia un’occhiata a come sono gestiti i consorzi per comprendere il valore di un voto come il nostro e la sua efficacia sulle decisioni da prendere. Si legga qualche post precedente a questo

      1. Mi spiace, io proprio non ho titoli per partecipare alla discussione, se non quella di lettore che vuol capire. Se servono titoli può mettere una password e restringere gli utenti del blog, non lasciandolo aperto. Non ho nemmeno cannonate da sparare contro nessuno; procedo domanda per domanda perché capisco volta per volta; se sono lento mi scusi, ma di solito chi gestisce un blog non si lamenta del tempo che ci deve passare.
        Ho seguito il suggerimento e ho letto un suo post precedente in cui lamentava che il consorzio non funziona col sistema “una testa-un voto”, ma secondo l’articolo da lei citato nell’occasione della scelta per Expo ha invece funzionato così (e magari l’articolo lo ha scritto proprio qualcuno del Consorzio e l’ha passato ai giornali, da tanto – son daccordo con lei- sembra trionfale). Dunque penso che anche il sovrapprezzo a bottiglia sia uguale per le due aziende che lei segue e per Berlucchi (che su un totale di 4 milioni di bottiglie forse pagherà un pochino più di voi…). Chi sono insomma i cattivi che condizionano tutti gli altri produttori? Cà del Bosco in testa?
        E per favore non replichi con un “dove ho scritto che…”, perché si può comunicare nettamente qualcosa anche senza scriverlo esplicitamente. E questa è un’altra cosa che chi gestisce un blog sa perfettamente.

      2. Il primo a parlare di titoli è stato lei, che non scrive nemmeno il suo cognome e non consente a me di conoscere il suo volto. Per il resto, per come gestisco il mio blog, sono solo fatti miei. Scriva da Ziliani visto che abitate vicino..

    1. Vorrei solo che Ziliani, per una volta, portasse a compimento una sua minaccia tipo “querelare Vittorio” e che dimostrasse la sua “onestà intellettuale” oltre ogni ragionevole dubbio. Non succederà mai!

  21. Giovanni, complimenti per il tuo Franciacorta Tzero riserva 2006, davvero molto buono, peccato per una lieve nota troppo amara sul finale, comunque punteggio abbondante di 4 – 4 1/2, non posso accontentarti, perché se querelo quel diffamatore di Vittorio devo querelare anche te. E poiché sei stato per anni un amico non posso farlo, anche se ora ti sei messo a fare lo…. con me. Un consiglio: segnati la data di lunedì 26. E poi magari, visto che sei onesto, sarai costretto a scrivere qualcosa. E a fare mea culpa…

  22. sei di coccio Giovanni. NON TI QUERELO. Spero con il cuore che tu ri ravveda, che tu capisca e che lunedì 26 tu non abbia ad avere dei mancamenti. Ma poiché ti conosco e so che sei persona di indiscutibile onestà intellettuale, so lunedì trarrai le tue conclusioni. Che Lemillebolleblog é disponibile ad ospitare, se non vuoi accontentarti del tuo blog, che é molto letto, ma quell’altro, scusami, di più. Peccato che non possa andare oltre al 4 nella valutazione del tuo T zero riserva 2006: il naso é stupendo, ma chiude un po’ troppo su nota di mandarla amara sul finale. Ma averne di Franciacorta come il tuo… Anche se poi ho aperto un’altra bolla ieri sera, dopo aver gustato, in compagnia di persona che di “bollicine” ne capisce, questo Cava leggendario: http://www.recaredo.com/colleccio-recaredo/#recaredo-brut-nature-2008 ed il confronto é stato un po’ ingeneroso. Finita la bottiglia di Cava, la tua rimasta a metà. Ma, ripeto, abbiamo molto apprezzato il Mont’Orfano style liberamente ispirato a Faccoli rappresentato dalla tua riserva…

  23. se vuoi ti posso portare al ristorantino accanto alla tua cantina, stappare insieme un paio di bottiglie e provare, se prometti che non mi meni, di farti ragionare. Pago io.
    Giovanni, la mia onestà intellettuale la dimostra il percorso che ho fatto in questi trent’anni di giornalismo del vino. Un’onesta che anche tu hai sempre riconosciuto e apprezzato e che, cosa fai?, ora metti in dubbio?
    Non ci credo, ora devi mostrare i muscoli ai tuoi fan, ma in cuor tuo so come la pensi. Non sei cattivo, anche se fai di tutto per apparire tale…

    1. Mostra tu ai tuoi 4 fan che non sei un codardo. Andiamo in tribunale, come hai minacciato di fare, e tra qualche anno pubblichiamo la sentenza oppure vediamo quale patteggiamento accetterai. Non scrivere più qui sopra. La tua onestà intellettuale non esiste. Querelami.

  24. ciao giovanni e ciao a tutti gli intervenuti. dopo aver dato una veloce scorsa agli interventi e relative repliche ho la netta sensazione di essere capitato sulla terra da una galassia oltremodo lontana. io da semplice agronomo ed enologo, con una trentina di vendemmie sulle spalle, con una smisurata (e prima che diventasse un’espressione modaiola ad uso della comunicazione del nulla), passione-attrazione per il terroir cui ho dedicato anni di vita e di studio, con la vigna e il vino centrali nel mio pensiero e nella mia attività professionale, con la curiosità che ancora mi spinge alla scoperta di un nuovo o per me sconosciuto vino, fatico a comprendere questa acredine nei giudizi, questo assolutismo ideologico, questo volersi contrapporre ad ogni costo. proprio non capisco. giovanni fai bene a tenere alta la guardia. i tuoi “attacchi” partono sempre sotto i migliori auspici e lasciamelo dire, con grande onestà intellettuale ma poi ti lasci trascinare nella sterile e inutile polemica. polemica alimentata da chi sotto pseudonimo non ha nulla da rischiare e spesso non conosce la materia di cui parla. se ti limitassi alla denuncia e ci fosse in circolazione un de amicis potresti impersonare la versione attuale della piccola vedetta franciacortina. fermati lì. non scendere in basso. con affetto. M

  25. Grazie per l’intervento, Mario.
    Ci tengo solo a precisare, anche se tu giustamente l’hai virgolettato, che i miei non sono attacchi: mi sono limitato a riprendere una notizia apparsa altrove e a interrogarmi.
    Da qui sono partiti gli attacchi dell’intrepido blogger eroe che ha pure commentato sotto false spoglie per rendere il tutto più divertente per lui.
    Adesso però mi diverto io a vedere che il candido (perché il celeste è Formigoni) dopo che ha spaventato il mondo con una minaccia di querela al mio commentatore e a me, non la possa portare avanti perché sa di certo che perderebbe e non solo la causa. Adesso la butta in vacche dicendo che è il sentimento nei miei confronti a non farlo proseguire legalmente. 😀
    Poi voglio dire, è lo stesso che crede che il Papa gli abbia scritto sul blog e che Acquaman abbia confermato l’identità del Papa stesso. Cosa ci si può aspettare?

  26. Visto che diversi produttori sono saltati sulla sedia, dal consorzio non e’ arrivato alcuna dichiarazione a tal riguardo?
    Sul sito web istituzionale non vi e’ nulla.

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