Comunicare male fa male alla Franciacorta

Ma a voi produttori il posizionamento e riconoscimento del prodotto franciacorta al pari di un brand che rappresenta il lusso, vi piace? Vi calza? Vi riconoscete? Hai letto il comunicato stampa del consorzio Franciacorta?”. Giovedì mattina di pioggia intensa, un giorno d’autunno com’è dovuto a un vero autunno. Il risveglio di queste domande si è assorbito il suono dell’acqua facendomi digrignare i denti.

Anche in questo caso, dinanzi a un comunicato stampa come quello in merito all’indagine condotta da AstraRicerche, non posso stare zitto. Non posso anche per rispetto nei confronti di quei giornalisti che mi hanno chiamato e scritto per chiedermi se fosse vero quello che avevano davanti agli occhi. Non posso anche per via del sarcastico tamburellare che si fa in rete a proposito del “…sorpasso dello stesso Champagne…” e, come se non bastasse, scritto in grassetto e che ha prodotto cose come “quindi se domani vado al mercato a Testaccio fermo gente a caso e chiedo se conosce il franciacorta, il 96% mi dice si, se invece chiedo dello champagne alle stesse, solo l’86% dirà di conoscerlo. Ma che cazzo state a dì?”. Io avrei scritto lo stesso ma citando Porta Portese per nostalgica baglioniana memoria.emoticon, what'app

A prescindere dal fatto che non ho alcun elemento per contestare il dato di Finzi e che quindi lo prendo per buono, (ma sono anche conscio della quantità di variabili che concorrono al risultato in indagini demoscopiche) siete proprio sicuri che fosse la cosa più intelligente da comunicare? La più accattivante da riportare sulla prima pagina del Times? Il dato che mostra l’inequivocabile forza dell’impero? Aveva già creato un boato da parte dei produttori durante l’esposizione in sala; non era il caso di chiedersi perché e magari placare l’entusiasmo?

Tra le cose omesse nel comunicato, ma evidenziate QUI da Ziliani, non si può non farsi rapire, per esempio, da quel 71,5% di persone che abbinano il franciacorta ai dessert. Ecco, un problema da risolvere. Pensare a come risolverlo, applicare una strategia per far accrescere la cultura nel consumatore medio (perché il successo passa dalla cultura e non dal mantenimento speranzoso dell’ignoranza) e poi rifare l’indagine demoscopica dopo due anni per vedere se ciò che si è messo in campo ha portato risultati o meno. Oppure il dato terrificante di un 66,6% che giudica il territorio come popolato “da tante fabbriche grandi e piccole”, e un 66,5 sostiene che la Franciacorta, la zona, non il vino, ha fatto poco per farsi conoscere. Certamente se cominciassimo a comunicare il territorio per tutte le sue bellezze artistiche, la cultura gastronomica e i luoghi indimenticabili, aiuteremmo questo 66,6% a vedere gli orrori architettonici presenti molto più piccoli, fino quasi a dimenticarne l’esistenza. Questo mi sembra un buon modo di agire. Queste mi sembrano alcune delle argomentazioni sulle quali poter riflettere a fondo. Investire sul Territorio è molto più utile di tante sterili iniziative.

Il resto poteva tranquillamente rimanere segreto, anche perché a cosa serve che lo sappiano gli altri? Si è certi, poi, che sia una cosa interessante e non eccessivamente ridicola?

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8 thoughts on “Comunicare male fa male alla Franciacorta

  1. Giovanni carissimo, sai che ti voglio bene (in senso buono, ad entrambi continuano a piacere, e di molto, le donne: siamo all’antica forse?) e che ti considero un amico, ma credo che questa volta sbagli ed il Consorzio abbia fatto bene a commissionare la ricerca a Finzi, un’autorità, e a comunicarne gli stupefacenti risultati.
    Quanto al comunicato, mi permetto, dall’alto dei miei 30 anni di esperienza di giornalismo del vino, di affermare che avrebbe potuto essere migliore e diverso. Ma un conto é come scrive un giornalista, INDIPENDENTE, come il sottoscritto e un conto come scrive, calcolando tutte le virgole, dicendo e non dicendo, un dipendente del Consorzio.
    Porta pazienza amico mio. Io dedicherò altri post a questa ricerca e spero di poter avere dal professor Finzi, con il quale sono in contatto, altri utili chiarimenti.
    Un abbraccio

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