“Bizzarrie” sensoriali: ho spiato i sinesteti. E quindi?

E quindi ho riso un pò (perdonatemi), conosciuto meglio il loro modo di percepire il mondo e anche le conseguenze meno divertenti del loro essere. Ho pensato di riportare qui sopra qualche spicchio di queste incursioni, magari può essere utile a qualcuno.

Faccio un passo indietro. Tempo fa dedicai un post alle sinestesie e poco dopo mi misi a cercare altro materiale sull’argomento. Più ti avventuri in un mondo, più sai di non sapere (con tutta probabilità non ti basterà una vita per scoprirlo). Ero interessata a capire come, concretamente, queste “alterazioni” percettive influenzassero il quotidiano dei sinesteti. Mi incuriosivano in particolare quei tipi di sinestesia in cui erano coinvolti odori, sapori e consistenze.  Immaginavo situazioni tipo: “scusi, ma la parola “riduzione” non si può sentire. Sa di terra ammuffita!” o chessò “il colore di queste linguine al pesto è dannatamente acido, non si potrebbero avere marroni?!” ma anche “Il naso mi ricorda degli istogrammi verdi e azzurri con dei picchi altissimi”..

fonte web
fonte web

Fantascienza? Tra un momento (forse) potreste ricredervi. Mi chiedevo insomma se questi cablaggi sensoriali un po’ bizzarri, potessero essere così potenti da alterare non solo la percezione, ma il conseguente comportamento del sinesteta (non mangio quel cibo perché non mi piace il colore e non parlo con quella persona perchè il suo nome puzza). Per farla breve, incrocio in rete un gruppo in cui sinesteti, presunti tali (chi ancora sta cercando di fare chiarezza), curiosi e studiosi si scambiano informazioni. Mi presento, faccio qualche domanda e seguo il loro confrontarsi. Quelle a seguire sono alcune delle conversazioni (o parte di esse) che ho rubato per voi:

“Io: Qualcuno di voi sperimenta forme di sinestesia in cui siano coinvolti olfatto e gusto? Una qualche forma di sinestesia che in qualche modo vi renda ‘diversi’ nel modo di approcciarvi al cibo?

A: sì, io ho scoperto di sentire dei sapori/gusti in concomitanza di alcuni suoni o rumori o pronuncia di parole/nomi. Ci sono alcuni rumori per cui il sapore o gusto si associa ad una sensazione tattile in bocca, proprio come se mangiassi il suono o la parola o come se questa mi “colpisse”. Ci sono un paio di esempi molto forti, tra cui: a) il giro di chitarra di “come as you are” dei Nirvana che sa quasi di chinotto [rido, ndr] ed è di un rosso scuro bordeaux vellutato b) il suono del campanello del tram (non tutti, quello del 16 o del 15 di torino in particolare) che è fastidiosissimo perché è un cerchio giallo chiarissimo che sa di amarognolo limone e mi picchia sui denti;
Io: quindi nel tuo caso alcuni suoni hanno colori e sapori giusto? Sarebbe interessante vedere se in presenza di questi suoni la tua percezione dei gusto dei cibi cambi. Provato ad ascoltare i Nirvana mangiando?
A: non penso, credo convivrebbero nello stesso momento, il sapore sinestetico non sopraffà quello reale. La mia sensazione sinestetica é a livello “mentale”. Un po’ come quando mangi una pera e pensi al sapore di pollo [Eh?!ndr]. È questo che intendevi per cambio percezione del gusto?
Io: si, mi riferivo proprio ad una sensazione “fisica” o meglio pseudo tale, capace di cambiare/aggiungere sapore e odore del cibo. La domanda è, mi rifaccio al tuo esempio: se assaggiassi un cibo che non ha tracce di limone, agrumi o comunque sostanze acide/amarognole che ti possano riportare con la mente lì, e mentre lo fai sentissi il trillo di quel tram il tuo “gelato al cioccolato” saprebbe anche di limone o sei certa di no?
A: a livello fisico non sento sapore di limone sopra al sapore reale, sull’interferenza non saprei in realtà quantificare; sto provando ora e non ti saprei dire se é effettivamente miscelato o meno, forse mi deconcentra dal sapore reale? Comunque interessante come punto, magari anche sfruttabile a livello più generico trovando pattern anche sui non sinesteti per utilizzarli in ristoranti, eventi…”

Oppure:
“A: guardando i vari post e i vostri commenti mi sorge spontanea una domanda: è possibile avere più tipi di sinestesia?

B: Certo, è possibilissimo!
C: Certo si possono avere più tipi di sinestesia e aver coinvolti diversi sensi. La visualizzazione spaziale ce l’ho anche io, a mio tempo io stessa non potevo credere che fosse sinestesia.
[Secondo questo studio, pare esistano 63 diversi tipi di sinestesia].

Ma anche:
“A: se associo involontariamente colori a persone e musiche, ho qualcosa che non va o sono anch’io una sinesteta?

B: anche quello che descrivi credo sia un tipo di sinestesia. Ma dimmi: i colori li associ al nome oppure sono come un’aura?
A: qualcosa di simile ad un’aura. [usignur, ndr]
B: confermo, dovrebbe essere un tipo di sinestesia. Una mia amica aveva l’aura anche per il suo gatto. Il colore dell’aura cambia?
A: Si di persona in persona. Il colore influenza anche il mio comportamento con questa persona, ad esempio se è di un colore non di mio gusto finisco per comportarmi male con lui/lei.”

E pure:
A: mi piacerebbe sapere se tra noi che vediamo lettere/numeri/mesi colorati ci sono delle corrispondenze oppure no (tipo: quanti vedono il 3 arancione? o la A rossa? o settembre verde? etc etc…)
B: Il mio 3 é verde acqua… la A è rossa però.
C: io vedo la E verde acqua!
D: io ho incontrato sinesteti per i quali le associazioni cifra-colore erano tutte differenti, le somiglianze maggiori le ho riscontrate con mio fratello, d’altronde la sinestesia ha una base genetica…
E: Io la vedo di un verde base.
B: A, come vedi l’ 1 e il 2?
A: 1 nero e 2 giallo (quindi 12 o 121 è come vedere un’ape).
B: Ahahah [rido anch’io, ndr]
A: quando ero piccola facevo i disegni con i numeri al posto dei colori: tipo 66666666 (che è blu) al posto del cielo, 88888 (che è verde scuro) al posto del prato…e dovevate vedere la faccia di mia mamma, che è insegnante di educazione artistica… adesso ci ridiamo sopra! Ma non immaginate con quanti psichiatri mi è toccato andare a parlare! Mia nonna era un genio (si laureò negli anni 50 a 21 anni), mio padre ha la sindrome di Asperger e mio fratello è dislessico. Quindi io ero semplicemente pazza…[ottimo,ndr]
F: Ti capisco! Io con una serie di logopedisti a non finire. Mi dissero che avevo un “ritardo” nel ripetere le parole che sia mia mamma mi pronunciava e così allo stesso modo le insegnanti delle elementari, constatavano ciò. In realtá mi incantavo a vedere le sfere danzanti che fluttuavano nella stanza e così non ripetevo le loro parole. Poi, col tempo questo fenomeno si é attutito o meglio allegerito. A distanza di anni sono riuscita a spiegarmi del perché delle figure geometriche colorate sottoforma di sciami colorati.”

Potrei riportare altri esempi, ogni giorno scopro qualcosa di nuovo circa il quotidiano dei sinestesi. Di recente mi è stato detto che “Stefania” è marrone (ma per alcuni azzurro con un pò di bianco), ha la consistenza della marmellata di castagne e anche il suo sapore. Un nome che induce alla calma (sò calmissima, infatti). Sembra che la risposta al mio quesito sia un bel “mah”. Quel che è certo è che il percorso che ha portato queste persone alla consapevolezza di non essere pazze è stato tutt’altro che semplice. Spesso additati come “soggetti problematici”, o incompresi  dalla società non hanno vita facile. Molti non ne parlano proprio per questo motivo. Qualcuno di voi gastro-avvinazzati si ritrova in qualcuno (o altri) di questi fenomeni percettivi?

Io nel mentre ho deciso: da grande voglio diventare sinesteta.

Grazie a chi si è raccontato e mi ha dato la possibilità di scriverne qui, questo post è per voi ragazzi.

 

 

 

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2 thoughts on ““Bizzarrie” sensoriali: ho spiato i sinesteti. E quindi?

  1. Ciao Stefy, spero che quando sente il tram non sia tra le rotaie e non pensi al limone, se no altro che picchiare sui denti

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