#Alotourarezzo: un weekend ad alto tasso calorico

[Venerdì 4 luglio, interno notte] Sono quasi le 2.00 di questo venerdì notte Aretino, l’estate sembra essere finalmente arrivata e anche Morfeo si è preso una vacanza. Rubo il pc ad Arianna e raccolgo i pensieri un po’ confusi e assonnati di entrambe, ancora adrenalinici per l’intensa giornata appena trascorsa. “Ti va di venire con me ad Arezzo questo weekend?”.  Le altre (poche) informazioni in mio possesso mi lasciano intuire che avremmo visitato luoghi, ascoltato racconti e assaggiato cose. E insomma, dopo lunga e attenta riflessione (durata lo spazio di un sì) infilo cose alla rinfusa in valigia e mi unisco alla carovana aretina.

InstagramCapture_3963b5b6-769d-419b-8909-e20e7f9027eb_jpgAlla “variabile Vianelli” non avevo pensato. I suoi programmini (lei dice che ottimizza i tempi) possono assumere connotati un tantino impegnativi. Non ho ben capito cosa faremo domani, ma posso raccontarvi per sommi capi com’è trascorsa questa giornata.

Ma perché siamo qui? Cosa ci faccio qui? La sottoscritta non ha alcun merito se non quello di condividere questo spazio (e un’amicizia) con unafranciacortinaincucina che a gennaio in terra Aretina (a quest’ora queste son le rime che passa il convento), ha vinto una sfida ai fornelli dopo 4 giorni trascorsi visitando cantine, aziende agricole e assaggiando prodotti del territorio come non ci fosse un domani. #caccialterritorioblotour ha organizzato un percorso per un manipolo di gastrofissati, enostrippati e social addicted, che si è concluso con un una sorta di food contest (se scrivo gara di cucina fa davvero così massaia anni ’70?) in cui i partecipanti, divisi per squadre, hanno elaborato un piatto utilizzando gli ingredienti delle quattro valli Aretine scoperti durante il tour. La squadra di Arianna si è aggiudica la vittoria. E insomma, eccoci qui a riscuotere il loro premio (come ti riscuoto io i premi altrui..)

InstagramCapture_9f22037f-a9d8-4c47-8c29-f82f56127e96_jpg
vista dal Pomaio

Ci aspettano da Podere di Pomaio”. Dopo una sosta forzata per rabbocco olio (non è un viaggio che si rispetti senza imprevisti) e un altrettanto veloce pitstop gastronomico, Marco Rossi, stratega social di Pomaio, ci accompagna in azienda. Colline sinuose che si snodano tra boschi, vigne e girasoli. Nuvole di panna disegnano ombre sui colori intensi della natura che esplode. Il sole scalda pelle e cuore. È impossibile non lasciarsi rapire da questi territori. Giungiamo al podere nel pomeriggio. Il rustico circondato da ettari di bosco domina le vigne di proprietà dell’ezienda. Respirare bellezza è possibile e io riempio i polmoni.

La trance agonistica da paesaggio si interrompe quando la squadra #Alo si ricompone. Ambra Orazi, vulcanica food blogger torinese e Lorenzo Carnevali, bravissimo igers del Casentino, arrivano la podere. Diamo il via a questo weekend per gastroviandanti.

WP_20140704_00620140705082928
bloggaroli & Co.

Sono rimasta davvero colpita dai ragazzi di Pomaio. Raro esempio di attenzione globale (credo sia la giusta semantica) all’impatto ambientale. Materiali naturali e di recupero per la struttura. Il concetto di rispetto è presente in tutta la filiera produttiva e non si limita alle sole pratiche agronomiche e di cantina. Dalla scelta del packaging alla progettazione del sito, tutto è #thinkgreen “l’investimento nell’immediato suona come un suicidio, bisogna cambiare prospettiva. Fare un passo indietro ora per farne molti in avanti tra qualche anno”. Marco spiega con chiarezza la filosofia aziendale e non nasconde che il sacrificio iniziale sia stato notevole. Evidentemente ciò che è fatto con criterio ed è prezioso già ora, non può che acquistare valore negli anni. Un esempio di agricoltura, innovazione tecnologica e comunicazione 2.0 (impariamo ad eccellere anche nel comunicarci, perdio!)

10525790_252843674909735_6541543876541718602_n
Marco Rossi (foto: Lorenzo Carnevali)

Sangiovese e Merlot la fanno da padroni. Abbiamo assaggiato parte delle creature enoiche “accudite” dal fratello di Marco, Iacopo, il vignaiolo del Pomaio. Il Rosantico (rosato da uve Sangiovese) e due rossi. Non sono tipa da rosati (de gustibus) e confesso di non avere grande confidenza con questi signori in rosa. Posso dire di averlo trovato ineccepibile nella fattura: frutto al naso, freschezza ben presente e corpo snello a mitigare un’alcolicità importante. Mi sono invece lasciata cullare “dai nasi” e dai sorsi del Clante (Merlot in purezza) e del Porsenna (Sangiovese). In sintesi, il varietale che si esprime senza orpelli. Chissà tra qualche anno..

blogtour-006Si assaggia in totale rilassatezza. A tal proposito (aperta parentesi): mi spiegate che vi hanno fatto di male la foglia del peperone e del pomodoro che nel vino un pò vi disturbano? Eh? #salvalapirazina potrebbe essere l’hastag per la mia personale battaglia a salvaguardia di alcuni sentori odorosi. Non mi toccate le pirazine 😉

Il tempo scorre veloce, inizio ad accusare viaggio e assaggi. Bramo una doccia rigenerante ma è quasi ora di cena e siamo attesi altrove. È a questo punto che mi pento di non aver preso in seria considerazione la “variabile Vianelli”. Ci spostiamo al ristorante Belvedere dove ci accoglie Massimo Rossi, ristoratore e delegato Ais aretino, tra gli organizzatori del contest, nonché di questo weekend premio.

10501933_252843618243074_7497931796363025117_n
Massimo Rossi, Arianna, Ameliemelina e Marcello (foto: Lorenzo Carnevali)

Ci coccola con una serie non ben definita di piatti (un s’era assaggiato nulla al Pomaio, sai com’è). La cucina da ampio spazio ai piatti della tradizione con alcune rivisatazioni e divagazioni sul tema. Ho perso il conto di quanto è giunto al nostro tavolo (e anche un po’ i sensi) . Ospitale a dir poco, grazie Massimo.

le foto non rendono giustizia alla bontà (e quantità) dei piatti assaggiati

Ci alziamo dal tavolo di battaglia e ci spostiamo (rotolando) a San Savino per la notte. È un’ora indecente, domani la giornata si preannuncia altrettanto impegnativa e mi si incrociano gli occhi. Forse è coma glicemico..

Seguite Arianna, qualcosa mi dice che la “sua cucina” ospiterà altri racconti aretini.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...