Gola, arte e scienza del gusto. Neuroscienze e “gusto” in mostra alla Triennale

Avete presente quel mix di adrenalinica attesa e stupore che si impossessava di voi quando da bambini scartavate un regalo? Devo aver avuto la stessa espressione inebetita quando ho saputo che in Triennale si sarebbe gustato il mondo delle neuroscienze. Una mostra sul cibo, le sue evoluzioni e connotazioni socioculturali, raccontate attraverso gli occhi della scienza, dell’antropologia, dell’arte e della filosofia. Molteplici facce della stessa medaglia.

WP_20140303_010La mostra, visitabile fino al 13 marzo, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Marino Golinelli, CenSes – Centre for the Study of the Senses e  Arts & Humanities Research Council di Londra. Suddivisa in cinque aree tematiche, ripercorre con il visitatore il lungo viaggio del (e nel) “gusto” attraverso le opere di artisti del panorama contemporaneo. A rendere l’esperienza più completa i numerosi workshop proposti su prenotazione.

Caroline Hobkinson

Tra questi l’evento (sold out) tenutosi lo scorso lunedì. Una sala gremita e attenta ha seguito gli interventi del prof. Charles Spence (Cossmodal Laboratory e università di Oxford), del prof. Barry Smith (Centre for the Study of the Senses, università di Londra e AHRC Leadership Fellow, Science In Culture Theme), del giovane e talentuoso Charles Michael,chef franco-colombiano coinvolto in un progetto di ricerca tra cucina e scienza con Cross Modal Laboratory e dell’artista Caroline Hobkinson, che lavora con il cibo come medium creativo. Tra i temi affrontati, quello che ci vedrebbe protesi verso un futuro proteico (già presente in realtà) a base di insetti. Certo, è un fatto culturale, certo lo scoglio è esclusivamente di natura psicologica (si dice in giro che siano pure buoni), ma personalmente continuo a provare una certa “disaffezione” nel pensarmi intenta a scofanare larve e cavallette.

Il parterre, decisamente internazionale, ci ha poi guidato e stimolato con esercitazioni pratiche, intrecciando storia, scienza e arti dell’esperienza multisensoriale per eccellenza (ogni tanto riesco ad usare sta parola senza farmi venire l’orticaria). E tra gelatine verdi che odorano di banana e calici di vino degustati in presenza di suoni acuti o gravi, tutti hanno potuto sperimentare il concetto di sinestesia. Di come (e quanto) i nostri sistemi sensoriali siano intimanente collegati tra loro.

WP_20140303_024Abbiamo anche imparato a mangiare limoni (o chessò coni di luppolo) come non ci fosse un domani. Si chiama Miracolina, una proteina di origine vegetale capace di ingannare i recettori, facendo percepire gli alimenti dolci. Ne parlavo di recente con Davide Camoni (er bressanini di Enoconsulting 😉 ) che già nel 2002 sniffafa libri di chimica degli alimenti e ne aveva studiato gli effetti. Non avevo ancora testato le gioie della “pasticca blu” ma data la sua efficacia penso che anche il mercato potenziale sarà un boccone ghiotto.

Uniche note stonate? Tempi e spazi. Gruppi troppo numerosi e poco tempo a disposizione per interfacciarsi con gli esperti (e le mie 7mila domande dove le mettiamo?!). Di certo il segno che i temi affrontati sono sulla bocca di tutti. Ora si attende scienza in piazza!

Fisiologia dei sensi, sensorialità, degustazione e analisi sensoriale sono stati anche gli argomenti affrontati lo scorso venerdì durante un seminario organizzato dalla sottoscritta in collaborazione con Enoconsulting e pensato per i FanFranciacortaAppassionati (un gruppo ridotto, almeno per ora). A quanto pare l’incontro ha destato interesse e la cosa mi fa davvero felice. L’intento sarà quello di dare forma e continuità a questa che per ora è “solo” un’idea.

Ma di questo parleremo più avanti. Rimanete sintonizzati.

vah che belli!

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5 thoughts on “Gola, arte e scienza del gusto. Neuroscienze e “gusto” in mostra alla Triennale

    1. Quando sono “stimolata” scribacchio velocemente.
      Avrei voluto aprire un dibattito sugli sniffer enoici.Ho apprezzato lo sforzo ecco 😀

  1. come dire…. sentir scrivere di esperienze multisensoriali, gelatine verdi che odorano di banana, sinestesia e di come e quando i nostri sistemi sensoriali sanno stare insieme tra di loro…
    e di ‘Miracolina’ che mi sa di una Fiaba a lieto fine!
    ne parlavo proprio ieri sera con un’amico comune (più fuori dal comune)
    mi aveva già dato un’idea di quello che state e stai facendo (anche se sembravo distratta) complimenti Stefania Pompele e grazie a Giovanni della serata pure lei multisensoriale ottima cucina delicata con giusto e calibrato inserimento di tutti gli ingredienti
    perfetto intenditore e quasi eccitato dal ‘nostro’ Barolo

    mi avete fatto voglia di fare un salto in Triennale e non solo 🙂 🙂

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