Il successore di Gualtiero Marchesi all’Albereta sarà…

Il periodo frenetico che ci siamo appena lasciati alle spalle, fatto di velocissimi trattorini e profumo di mosto e punture d’api e cose da vendemmia, ha comunque consentito il ribollire del pentolone del gossip. L’addio sofferto del Maestro Gualtiero Marchesi alla Franciacorta, ha scatenato un frusciante vociare intervallato però da qualche significativo acuto. L’Albereta è un luogo bellissimo si sa, ma in questi anni Marchesi ha impresso a fuoco la sua figura nei muri e nell’aria della tenuta, tant’è che “si va da Marchesi” e meno all’Albereta.Gualtiero Marchesi Chef, Giovanni Arcari

Certo un’eredità non facile, complessa da analizzare in chiave futurista anche perché non si conoscono le idee della famiglia Moretti in merito e che possono non essere così banali come noi le intendiamo, ovvero cambiare la “Star della cucina” e nulla più.

Comunque veniamo alle indiscrezioni, ai papabili nei discorsi da bar.

Nell’ultimo mese il toto nomi si è arricchito e parecchio. Pare scemata, anche se non del tutto, l’ipotesi di Carlo Cracco. La leggenda vuole che qualcuno l’abbia visto aggirarsi nei giardini dell’Albereta in tre momenti distinti. Come una sorta di visione mistica ma senza pecore.

Sempre in terra meneghina si parla di Davide Oldani quale giovane capace d’imprimere quella svolta epocale, necessaria per far dimenticare in fretta l’ingombrante quanto straordinaria immagine di Marchesi.

Poi l’idea di un Alain Ducasse, già partner dei Moretti in terra di Toscana, pronto a formare una squadra e a imporre la sua linea precisa, figlia ormai dello Spazio e degli straordinari successi di una vita. Questa l’ipotesi più accreditata dagli addetti ai lavori con i quali ho scambiato quattro chiacchiere a riguardo.

Alla fine la carica dei “nostri” con Vittorio Fusari in testa alle previsioni come nel più naturale passaggio di consegne in nome del territorio. Un’altra strada nostrana qualcuno la vede in Stefano Cerveni come una porta temporale per muoversi verso il futuro e per restarci.

Tra questi il vincitore? Attenderemo composti le decisioni della proprietà ma comunque mi è chiaro che l’affare sta a cuore a tutta la Franciacorta e non poco.

Gualtiero Marchesi è stato un punto di riferimento da quando decise di prendere casa qui. Ha sempre rappresentato quell’eleganza capace di arricchire una cultura in divenire in quello che era un territorio ancora disordinato ma fatto di gente tenace e convinta. La sua presenza non è mai stata prevaricante, piuttosto un fondamentale e costante esempio.

Il fatto che la gente di qui viva con una certa apprensione e relativa curiosità il futuro di una Franciacorta senza “il Maestro” mi fa ben sperare che la comprensione di certi valori umani e culturali non sia estinta del tutto. La senti così, come una cosa tua e che ti prende allo stomaco, che adori avere vicino perché ti rende orgoglioso per la bellezza delle sue forme e anche dei suoi profumi e dei suoi sapori. Qualcosa da mostrare e da far vivere come esperienza a tutti.

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