Campione del Garda tra cemento, interessi di pochi e una politica sempre fedele a se stessa

Il bresciano dinanzi al suo turbamento per qualcosa che lo indigna, non fa altro che parlarne con gli amici, fa delle piazzate all’ora dell’aperitivo per rendere chiara la sua posizione e poi rimane immobile al caldo della sua casa che dista quattro chilometri dall’ufficio che è raggiungibile solo a bordo di un suv d’innegabile potenza.

Quanto successo a Campione del Garda negli ultimi otto anni ha visto l’indignazione di tanti, la rabbia di qualcuno e l’immobilismo di molti. Oggi la cosa è d’incredibili proporzioni (un tempo solo orribili) per tutto quello che è stato costruito nel luogo più ventoso del Garda.

Patria di windsurf, kitesurf e vele varie e punto di riferimento per le mie vespate nei weekend di qualche anno fa, oggi Campione è diventata una sorta di villaggio turistico realizzato illegalmente -come cita l’articolo apparso sul GDB– con accuse che vanno dall’abuso edilizio a quello d’ufficio. Risultato, tutto sotto sequestro (trecento unità immobiliari) e velisti sgombrati.Lago di Garda

Nel più totale “italian style” non posso non dirvi che gli indagati sono i consiglieri del comune di Tremosine che si sono alternati dal 2005 al 2010, oltre ai loro sindaci.

Chi ha realizzato l’opera no? Ma certo! Anche l’azienda che ha realizzato la maxi opera, non scherziamo! Poi un vicesindaco, pure riconducibile a due aziende che hanno realizzato diverse opere nell’area per circa quattro milioni e, per non farci mancare proprio nulla, anche il progettista, che era consulente sia per il comune sia per l’azienda costruttrice. Naturalmente vincoli ambientali e paesaggistici e il fatto che la zona sia “ad altissimo rischio idrogeologico” sono dettagli che hanno meritato la spalluccia. Leggetevi anche il Corriere.

A lato, tra le cose straordinarie di questo paese governato alla cazzo da oltre vent’anni, è che si vuole ancora incentivare l’edilizia e lo si vuole fare facendo ripartire il mercato immobiliare togliendo l’IMU! Poi si vuole far ripartire l’economia e il lavoro consentendo alle imprese di assumere giovani eliminando il peso fiscale –alle aziende- dell’operazione.

La prima è la solita boiata da propaganda elettorale alla quale possono credere i nonni sopra i 95, la seconda invece denota inettitudine profonda; chi cazzo devo assumere se non ho commesse?! Queste sono le leggi di cui abbiamo bisogno? E che si continui a non guardare all’agricoltura come risorsa fondamentale e che non si facciano con regole ferree legate al “Made in Italy” (per esempio è “made in Italy” solo tutto ciò di realizzato in Italia e con il 100% di materie prime italiane) per incentivarla, è il segno tangibile dell’impoverimento culturale nel quale l’Italia sta sprofondando ogni giorno.

E nel frattempo le cose vanno in questo modo con ignoranti che governano, ignoranti che costruiscono, furboni che speculano e spesso si tratta della stessa persona.

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4 thoughts on “Campione del Garda tra cemento, interessi di pochi e una politica sempre fedele a se stessa

  1. Non posso che darti ragione, in toto. Ma aggiungerei che l’edilizia è la punta di un iceberg dove tutto è regolato in questo modo. Tutti parlano di ripartire, di mercato del lavoro, senza porsi il minimo problema di come e cosa fare ripartire, e se sia il caso invece di fermarsi un attimo e riflettere se questo sistema sia decisamente fallimentare, abbia creato tanta immondizia, tanta ricchezza accumulata e tanta miseria, nessun valore degno del terzo millennio, anzi, una retrocessione profonda della specie umana.
    Sarebbe bello che qualcuno cominciasse a mettere il punto sui veri mali di questo secolo, sull’assurdità che ci sia gente che non ce la fa a vivere ed altra che si permette di scialacquare, sprecare acqua, inquinare e via discorrendo, ma mi rendo conto che è veramente utopistico. Soprattutto da parte della popolazione, parte della quale sembra davvero irrimediabilmente immersa in questo magma e incapace di riflettere su ciò che le si presenta davanti, anche perché accecata da falsi desideri e bisogni, tragicamente ben inculcati per decenni.

  2. Condivido totalmente le tue parole.sono più di cinquant’anni che ci derubano(destra-sinistra)e sono i soliti arraffoni di sempre.tradizione tramandata da generazione in generazione.purtroppo credo che ormai siamo all’osso e non c’è più niente da fare.il Made in italy se lo comprano i francesi e ci insegnano come mantenere le tradizioni e la qualita’(vedi l’ultimo acquisto di cova,che ha fatto benissimo a non vendere a bertelli/prada,l avrebbe ridotto a un angolo bar)Valorizziamo i nostri artigiani,le imprese che fanno qualità e che certificano il Made in italy,mettendo con le spalle al muro i soliti furbi ammanicati con soliti politici

    1. L’italiano nella parola crescita vede solo un aumento di numero e non certamente un incremento qualitativo di ciò che già possiede. Se comprendessimo questo produrremo meno guadagnando di più. I francesi credono nell’unicità di quello che fanno (e con il caso Cova, anche in quello che in passato abbiamo fatto noi) e sanno valorizzarlo. Noi ci vendiamo la casa per un pompino. Raccapricciante..

  3. La giustizia’si e accorta solo’adesso’con’tutta’la’publlicita fatta su canale clnque con’tutti i finanzieri che venivano’ha fare surf ma’ dove lavora tutta’ questa gente ‘ si sono accorti solo adesso ma nel 2008 dove erano conil secondo fallimento di un’altra ditta’

    C

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