Festival Franciacorta: meglio quello in Cantina o la formula a Villa Lechi? Esprimetevi!

Ossignur il primo sondaggio su questo blog! Anche se a Lucia Bellini non piace non riesco a trovare un termine più calzante soprattutto per un caso come questo.

Breve riassunto

Nel 2009 il Festival Franciacorta nella classica versione a Villa Lechi di Erbusco, ha toccato il suo apice di sfarzo e notorietà e QUI potete leggervi i miei ricordi. L’anno successivo si è deciso di cambiare radicalmente la formula, eliminando totalmente la manifestazione ormai simbolo del territorio a vantaggio del “Festival di Franciacorta in Cantina” come quello che si è appena svolto. Ho dato QUI e QUI le motivazioni del mio dissenso e il consorzio ha argomentato le sue decisioni, ma io continuo a non capire.

Quest’anno il Consorzio stesso ha chiesto alle aziende se volessero organizzare -oltre all’evento nella propria cantina- anche un banco d’assaggio a Villa Lechi. Una sorta di riavvicinamento? A me pareva più una scomoda appendice e ho consigliato di non considerarla.

Ora, mi è chiara la posizione del Consorzio e le difficoltà attuative che ha espresso, ma meno chiara è la posizione dei produttori, dei ristoratori, dei sommelier e di ogni enoappassionato.

Spero che questo sondaggio possa servire a comprendere di più, magari a smontare alcune certezze (compreso le mie) oppure a porsi qualche fondamentale domanda.

Esprimete come vorreste che fosse la manifestazione che dovrebbe rappresentare al meglio questo territorio. Non potete votare due volte e se volete potete commentare per dare ulteriori precisazioni alla vostra preferenza.

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33 thoughts on “Festival Franciacorta: meglio quello in Cantina o la formula a Villa Lechi? Esprimetevi!

  1. Per un operatore è importante trovare in un unica sede le aziende del Consorzio. Bisognerebbe riservare almeno una giornata agli operatori, oppure dividere gli orari in modo che il pubblico privato non si incroci con i professionisti.dare uno spazio più consono a ciascun produttore, con possibilità di ricevere i propri clienti, creare luoghi dove uno possa degustare in pace, scrivere in pace, cioè fare quello per cui un professionista si sposta: lavorare. Poi ogni produttore può organizzarsi comunque per ricevere in cantina chi lo desidera.
    Se si confonde tutto questo con l’apertura di un circo al pubblico, allora soprassediamo.

  2. Da consumatore e appassionato appartamente al territorio non posso che dire Villa Lechi, dove si riesce a degustare, conoscere e comprendere tutto meglio. Capisco anche l’importanza per le aziende di portare la gente nelle proprie cantine, ma credo anche che per questo vi siano tante altre occasioni durante l’anno, quindi… Villa Lechi in ogni caso

    1. la cantina (qualsiasi) può esser visitata per altri 363 giorni all’anno, non male come scelta eh?!? Il confronto tra aziende diverse deve invece esser fatto sullo stesso campo: barcellona e real madrid per confrontarsi scendono sullo stesso campo di gioco. Visitare Ca’ del Bosco (per fare un esempio) può essere istruttivo, ma credo che un po’ di fumo negli occhi lo si debba tenere in conto. Vigna dorata (sempre per fare un esempio) di fuochi artificiali architettonici non ne può mettere in campo: chi credete che la vinca? purtroppo beviamo anche con gli occhi e al consorzio lo sanno.
      Io, da operatore del settore, auspico un ritorno a villa Lechi e anche iniziative tipo degustazioni comparative in cieca tra prodotti simili tra loro….. ne vedremmo delle belle

  3. Credo sia fondamentale tornare al banco d’assaggio che era diventato l’evento dell’anno per la Franciacorta. Tutti gli enoturisti non aspettavano altro…… In primavera il Vinitaly, a Settmbre il Festival. Se a Villa Lechi non c’è spazio a sufficienza si potrebbero individuare tre dimore storiche in tre zone differenti della Franciacorta ( esempio Villa Lechi, Abazzia Olivetana, Monastero Spietro in Lamosa) ,stando logicamente attenti ai costi organizzativi e non escludendo che le cantine potrebbero, a loro discrezione, aprire al pubblico come è sempre stato fatto anche con la vecchia formula.
    Il territorio verrebbe cosi valorizzato, la vendita in cantina sarebbe comunque possibile ed inoltre, grazie al banco d’assaggio, sarebbe più facile degustare Franciacorta di diverse cantine( cosa che la nuova formula non consente più)…..il banco d’assaggio soddisfa l’esigenza dell’appasionato/operatore del settore sia l’enotorista che conosce le dimore storiche e le bellezze della Franciacorta per poi acquistare direttamente in cantina.
    Spero che si torni vivamente alla vecchia formula.

  4. Le cantine uno le vive quando vuole basta chiamare e fissare un appuntamento!il festival del franciacorta lo fanno in qualsiasi location da Milano a Capri non vedo xè a Brescia ci si deve differenziare! Le parole del sig. Gatti in un precedente post fanno riflettere!

  5. Confermo il post precedente. Le cantine si possono vivere tutto l’anno prenotando una visita. E’ davvero assurdo fare i banchi d’assaggio itineranti e poi non farlo in Franciacorta. Tantissimi amici da quando non viene fatto il festival vecchio stile non sono piu’ venuti in Franciacorta…..credo non sia la politica giusta per il futuro.

  6. dippiù: io farei il festival in un periodo più ricco di vacanzieri tedeschi, austriaci, olandesi… cioè ad agosto. Il turista che campeggia sul lago d’Iseo sarebbe il primo ambasciatore del franciacorta all’estero. A settembre il turista è gia a casa.

  7. Se con Festival Franciacorta si intende un territorio, deve avere uno spazio comune. Altrimenti si tratta di cantine che sono in Franciacorta e in questo caso vivono singolarmente Ma farlo sul lago ad Iseo?

  8. Giovanni, credo che la provocazione di fare il sondaggio su come/dove fare il Festival abbia effetto su tante persone. Sarà opportuno capire come le 104 aziende iscritte al Consorzio la pensino al riguardo e non solo gli appassionati o gli addetti ai lavori. Il passo successivo è di proporre iniziative fattibili in modo che il CdA del Consorzio le prenda in considerazione avendo degli strumenti concreti per decidere senza esternare le solite giustificazioni (spazio, costi, parcheggi, tensostruttura, ecc.).
    Ti voglio ricordare caro Giovanni che la parola “Festival” significa: “una manifestazione che si svolge nello stesso luogo e tempo”; è come se al Festival di Sanremo i cantanti cantassero su diversi palchi d’ Italia. Hai capito Giovanni!!!
    Ciao
    Beppe

    1. Mi trovi pienamente d’accordo con te su tutta linea. La mia speranza è che i produttori si esprimano. Contrariamente potremmo sempre inviare una sorta di sondaggio solo ai produttori e vedere cosa ne pensano. mah..
      Grazie per essere intervenuto!
      p.s. il riferimento a San Remo è perfettamente calzante

  9. Da sempre grandi sostenitori della vecchia formula auspichiamo il ritorno al Festival in Villa. Le piccole aziende che non sono strutturate per accogliere un numero elevato di visitatori sono penalizzate. Il Consorzio proclama i successi sciorinando numeri, statistiche e percentuali. Pienamente concorde con quanto scritto nei precedenti commenti concludo dicendo: evviva il Festival tutti insieme alla pari esposti a critiche e complimenti, evviva la coesione e il confronto tra produttori, evviva l’opportunità per i visitatori di degustare e comparare più Franciacorta……….evviva la festa finale!!!!!

      1. …..dimenticavo, i post del Sig. Gatti, che conosco bene, dire che sono molto…… di pancia!!

  10. mi sembra che tutti i commenti, anche dei produttori, siano a favore della vecchia formula ….. mi viene spontanea una provocazione che vuol essere una sensibilizzazione della questione. Perchè in collaborazione con il Consorzio questo sondaggio non viene rivolto pubblicamente a tutte le cantine associate? sono anche io un piccolo produttore e sono un sostenitore del banco d’assaggio che era diventato l’evento dell’anno per tutti gli enoappassionati!…..dimenticavo ……complimenti Giovanni!

  11. Personalmente ho poca nostalgia dell’ evento in un’unica location, condivido il primo commento, quello della signora Patrizia, ovvero sarebbe la soluzione migliore se ….., purtroppo era diventato, sia detto con tutto il rispetto, ” l’apertura di un circo al pubblico ” al modico prezzo di 30 euro ove era impossibile degustare seriamente e comparare i diversi Franciacorta, tra fumatori di sigaro e amici degli amici dei produttori che occupavano l’esiguo spazio a disposizione, sperando non piovesse, come ad es. nell’ultima edizione, altrimenti era il panico.

  12. Decisamente la vecchia formula resta la migliore!! Scherziamo!?!?? Erbusco, fulcro indiscusso della Franciacorta, Villa Lechi, palazzo 500esco senza eguali, presente anche su un francobollo!!! Non è solo una questione di migliore gestione degli spazi e dei confronti….sia per gli operatori del settore sia per il pubblico….ma soprattutto una questione d’immagine…vogliamo dare l’importanza che merita a questa zona? Vogliamo rendere i nostri prodotti locali visibili e far crescere la conoscenza di essi anche al di fuori dei nostri contesti locali, regionali e Nazionali???… Allora sono queste le manifestazioni da organizzare e PUBBLICIZZARE a dovere!! In cantina ci si può sempre andare per un approfondimento….sul prodotto ecc… Il festival deve essere anche un luogo di incontro, scambio di opinioni, idee e proposte innovative!! Ergo… Quale miglior luogo se non Villa Lechi per un evento di classe come questo e per fare la differenza dalla massa???…. Ciao ragazzi e w la Franciacorta!

    1. Giustappunto, un circo aperto al pubblico. Ok, se l’obiettivo e’ questo mi trovi completamente d’accordo e comunque viva la Franciacorta.

      1. …..circo aperto al pubblico….posso essere d’accordo quando un evento simile viene organizzato da gente del tutto incompetente…..anche con pioggia, ci sono saloni enormi al piano terra della villa e facendo una giornata riservata agli operatori prima dell’apertura “ufficiale” ci sarebbe spazio per tutti, magari organizzando anche qualche percorso degustativo alternativo ai soliti banchetti del ciula a mo’ di festa di paese….insomma basta organizzare le cose con stile e vedi come cambia il discorso….

      2. Mi duole utilizzare il termine …. circo aperto al pubblico…. ma, a mio parere, è il termine più consono per descrivere quello che il festival era diventato, sottolineo QUELLO CHE ERA, non quello che POTREBBE ESSERE. Sicuramente una location unica è la soluzione migliore ma alcune cose vanno riviste, partendo dalla location stessa : Villa Lechi , pur stupenda, è insufficiente, già nell’ultima occasione l’iniziativa era stata estesa al Palazzo Marchetti ; Erbusco è ricchissimo di palazzi storici ed il borgo storico è stupendo, perchè non coinvolgere tutto il borgo storico ? coinvolgendo altre residenze storiche, compreso l’area del Palazzo Comunale e quella che scende verso Villa. Altro punto dolente del Festival in un unica location è l’impossibilità di acquistare bottiglie, va beh uno può dire “se vuoi le bottiglie te le compri in enoteca o vai in cantina”, ma secondo voi ad un appassionato che viene da Bologna o da Trieste, magari con un pulmann (e credetemi ve ne sono ) puoi dare una risposta del genere ? NO, asolutamente !!!! Quindi perchè non organizzare un punto vendita unico , centralizzato, nei pressi del festival, ove poter acquistare i prodotti in assaggio ? Inoltre , come suggerisci tu Angelo, andrebbero affiancate iniziative culturali, di confronto, di conoscenza e approfondimento del Franciacorta e della Franciacorta : non sono molto convinto che iniziative precedenti abbiano colto questi obiettivi , a tal proposito ricordo solo quanto affermato dal presidente Maurizio Zanella , alla presentazione della caccia al tesoro del 2009 : «Si tratta di una grande operazione di marketing territoriale , presidente del Consorzio per la tutela del Franciacorta – con cui vogliamo raggiungere un pubblico raffinato e d’alto profilo culturale, che non sia necessariamente un grande appassionato di vino. Il nostro obiettivo è d’incrementare la visibilità della Franciacorta e di attrarre un maggior flusso di visitatori sul territorio». …………………………….

  13. Gio, sono d’accordo, mi sembra che siamo più o meno sulla stessa onda….ci vuole un’adeguata organizzazione!
    Effettivamente, considerato la quantità di attività fattibili, Villa Lechi potrebbe non bastare, certamente coinvolgere altri palazzi del centro storico è una buona idea, la formula del “Erbusco inTavola” ha sempre funzionato abbastanza bene!
    Due o tre palazzi storici, adeguatamente allestiti in maniera da soddisfare sia gli operatori sia i privati appassionati (parte assai importante sotto l’aspetto pubblicitario del “passaparola”).
    Un punto vendita allestito in collaborazione col consorzio o qualche enoteca della zona non sarebbe male…..magari in una struttura nel giardino di fronte alla villa….bah quante idee…. Ce ne sarebbe da scrivere un libro….!!
    Dovremmo mettere su un piccolo comitato per mettere insieme tutte le idee, bisognerebbe dare più spazio a chi ha da proporre cose interessanti e fare in modo che il Consorzio ascolti!!!….speriamo che queste nostre parole arrivino a chi di competenza!!
    Grazie per l’interessante scambio d’idee! È così che si creano le cose grandi!
    Ciao a tutti e sempre W la Franciacorta!!

  14. E’ assordante il silenzio dei produttori. . .A parte Giuseppe. Ma dove cazzo siete? Scusatemi lo sfogo. Ho votato a favore del Festival a Erbusco. Brao Giovanni

  15. Ero indecisa se commentare o meno questo post, ma sono fatta così per cui dico la mia.
    Io sono per Festival del Franciacorta in Cantina perché la Franciacorta pullula di cantine tutte di grande personalità e bellezza indipendentemente dalle loro dimensioni e struttura. Cantine guidate da personaggi in gamba con tanta voglia di fare e proporsi sempre in maniera originale ed interessante: Festival in Cantina vuol dire diversità di progetti e la possibilità di toccare con mano realtà i cui prodotti si sono degustati ma mai si è visto da dove nascono…
    Non parlo solo perché provengo da una cantina con la capacità di accogliere pubblico, perché conosco cantine più piccole che si sono sbizzarrite con idee originali attraendo un sacco di pubblico, come l’iniziativa di andar per vigne a cavallo della cantina Pian del Maggio di Adro. Credo piuttosto che Festival del Franciacorta in Cantina sia più faticoso da organizzare che il Festival in Villa, questo sì ed ovviamente il pubblico con cui ogni singola cantina viene a contatto è di numeri estremamente inferiori. Ma quanto di più vale un visitatore che ospitiamo a casa nostra rispetto alla degustazione di un frugale e accalorato banco d’assaggio simile a molti altri??
    Oltretutto al Festival in Villa mi pareva di scorgere i soliti volti noti, amici e affezionati che passavano per un saluto e scambiare due chiacchere, con la nuova formula le persone sono diverse, più motivate ed interessante! Ecco come la penso. Mic

    1. Dopo tanta indecisione che è poi sfociata in uno scritto, come potrei non replicare? 😉
      Michela, la tua cantina la puoi aprire al pubblico quando vuoi e potevi farlo anche durante il Festival che si teneva a Erbusco. Ma la Franciacorta non “pullula di cantine tutte di grande personalità e bellezza”. Qualcuno ha dovuto puntare esclusivamente alla praticità e per ovvie ragioni economiche, non ha potuto mettere dei leoni vivi ai cancelli o odalische nei vigneti o altro.
      Questa formula la trovo iniqua se viene privata della parte a Villa Lechi dove ogni azienda occupa lo stesso tavolo delle altre e dove a essere protagonista è il vino e le facce di chi lo produce. Del resto facciamo vino. 😉

  16. ciao Giovanni,
    le due modalità di festival hanno ovviamente dei pro e dei contro entrambi. Trovo comunque molto più interessante lavorativamente parlando il Festival in Villa perchè in cantina ho sempre assistito solo ed esclusivamente alla presenza (ben gradita per carità) di appassionati o semplici “turisti” ben organizzati per passare un we in Franciacorta. Nessun ristoratore, nessun enotecario, o rivenditore si sono mai presentati in un festival in cantina. Cosa che invece accadeva regolarmente e con una bellissima partecipazione il lunedì in Villa perchè il lunedì è per loro giorno di chiusura e diventava (esattamente come era a Vinitaly) un’ottima occasione per trovarsi un Franciacorta da inserire in carta e scoperto proprio al festival! . un caro saluto. Silvia

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