Tabacco Pueblo e il segreto della “naturalità” (decisamente scurrile)

E alla fine, porco cazzo, è arrivato il giorno in cui io stesso sono finito vittima del sistema del buon termine “naturale” che tanto critico perché fuorviante e privo di attendibilità.

Il Tabacco Pueblo l’utilizzo da tempo, me l’hanno fatto provare amici e io pur storcendo il naso dinnanzi a tanto amore per la natura l’ho trovato buono. Ecco il senso. Mi evita prolungate e sofferenti bronchiti e lo trovo gustoso, profumato e a tratti, dolce. Certamente mi ha salvato i bronchi ma adesso mi brucia il culo e questo è il vero problema da affrontare.

Quindici pesticidi che potrebbero abbattere qualsiasi super eroe e una pubblicità che ne sventola la naturalità e quanto, conseguentemente, faccia meno male rispetto ad altri.

Poi mi guardo allo specchio e non posso far altro di ricordarmi che ogni volta che mi offro di arrotolare una sigaretta a qualcuno enfatizzo “il tabacco non contiene ammoniache… e poi è buono, provalo!” Anche io vittima della comunicazione menzognera? Fanculo, che figure di merda. Grazie Mister Pueblo!

Come quando arrivai a una cena da amiche presentandomi con una boccia (una di quelle buone, di quelle che si tengono via) e alla fine me la sono scolata da solo perché “è buono ma è decisamente troppo forte”. Fanculo anche a questo.

E lo stato italiano che ci fa pagare un sacco di tasse e che dovrebbe essere garante della salubrità delle merci che entrano nel nostro paese, dov’era? Era a una festa da Silvio a giocare a “Topolino ama Topolina”? Fanculo.

In fondo doveva solo controllare che nessuno violasse la legge… Una festa durata vent’anni che li ha impegnati (dalla destra alla sinistra + gli altri) oltre ogni sforzo per risultati che si vedono anche in questo caso.

E chiedere i danni anche allo stato? Potete ridere.

Poi, mentre ne rollo una, penso che se il tabacco senza quei pesticidi viene una merda (altrimenti perché dovrebbero essere così pirla da usarli e comprarli? Per rompere le palle a quelli di Geenpeace?) perché non intervenire geneticamente?

Se avessi la certezza di ottenere con la stessa varietà, Kentuky, Virginia, Burley che sia, dei tabacchi con il medesimo corredo aromatico ma scevri dalla necessità di pesanti trattamenti e da un eccessivo sfruttamento del suolo, io sarei felice di ammazzarmi con il mio vizio in maniera consapevole e paradossalmente utile! Cos’è?! finiremmo con il mandare in fallimento le industrie chimiche? In questo particolare momento storico non se ne accorgerebbe nessuno. È un momento buono per certe cose.

Nel frattempo ho ufficialmente cambiato tabacco e l’ho scelto sempre tra quelli che si essiccano, si trinciano e s’insacchettano in maniera naturale e nell’assoluta autonomia decisionale delle foglie. Fanculo.

E QUI la smentita a ogni cosa…

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8 thoughts on “Tabacco Pueblo e il segreto della “naturalità” (decisamente scurrile)

  1. Leggi bene l’articolo! I valori anomali sono stati riscontrati su una bustina di tabacco presentata aperta al laboratorio! I test oggettivi si dovrebbero fare su più campioni e possibilmente sigillati! “Fanculo” a me sembra che qualche multinazionale ha alzato questo polverone per screditare il pueblo e per far cambiare tabacco a chi lo fumava …come a te!

    1. Beh, se la multinazionale “ha alzato questo polverone per screditare il pueblo e per far cambiare tabacco a chi lo fumava” e l’ha fatto partendo da un laboratorio italiano, mi sa che rimarrò l’unico ad aver cambiato (e in meglio, perché ho trovato un “no brand” buonissimo). Insomma, mi pare un attacco da battaglia di soldatini di piombo.. debole.
      In ogni caso attendo di leggere la smentita da parte di un altro laboratorio che analizzi almeno due buste!

  2. Ciao..
    come qualche altro commento qui sopra, ti confermo che questo polverone è stato alzato per giocare alla battaglia di soldatini di piombo 🙂

    Guarda qui la smentita dello stesso giornale, solo alcuni numeri dopo..

    Buona lettura 😉

  3. Quando uno decide di fumare sà perfettamente che decide anche di giocare alla roulette russa coi tumori, le bronchiti, gli enfisemi e tutti i problemi legati all’uso delle sigarette, ma se ne frega perchè fondamentalmente l’uomo non è un’animale intelligente, e si ritrova così a tarda età con patologie croniche invalidanti e spesso mortali….. a quel punto con la sua ipocrisia e sfacciataggine s’incazza per la sorte avversa che gli è toccata (il destino non è tutto merito del caso, buona parte ce lo impostiamo noi stessi con le nostre azioni e decisioni) e pretende che lo Stato gli garantisca le cure!!! Io sono medico e sono fortemente convinto che la Sanità debba restare pubblica e debba garantire la copertura a tutti, ma quanti soldi risparmierebbe lo Stato (noi di tasca notra!!!!!) se non dovesse curare imbecilli che per anni si procurano dei danni fumando sigarette e poi vengono a piangere sul latte versato!!!! Sono drastico ma chi se le cerca se le dovrebbe anche tenere!!!! Io non piango quando un’ubriaco si sfracella ai 200 Km/h contro un platano, l’ha scelto lui…. perchè dovrei piangere quando un fumatore incallito muore di tumore? Lì la fatalità non c’entra!!! Siate meno ipocriti e più maturi!!!!

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