Un grande vino umano: Valpolicella Superiore 2000 Quintarelli

L’ultima serata a casa Parzen è stata all’insegna del pollo fritto, di una straordinaria salsa guacamole preparata da Tracie e da okra, una deliziosa verdura di origine africana ma ben presente in Texas, che viene fatta in pastella, oltre che da una grande bottiglia di vino.

Le ultime cose, gli ultimi istanti, sono quelli che fanno trapelare un pizzico di anticipata malinconia che io ritengo debba essere sempre arginata con qualcosa di indimenticabile.

Di ritorno dal nostro viaggio a Houston abbiamo fatto tappa in un’enoteca per acquistare alcuni vini e sono incappato nella suddetta bottiglia a un prezzo che in Italia ce la scordiamo.

Tappo perfetto, come lo stato di conservazione complessivo. Appena aperta, il naso risultava alcolico, quasi fastidioso e poco pulito. Dopo pochi minuti un frutto maturo ha coperto ogni spigolo, ogni sbavatura e ha portato in evidenza la sapienza di un uomo nel trasformare i frutti della sua terra in una vera e propria opera d’arte. Struttura da fare invia a moltissimi Amarone e con uno slancio di beva (non me ne voglia Angelo Peretti, anche perché trattasi di un complimento) di un fresco Bardolino. Bottiglia finita in mezz’ora. Poche parole.

Il giusto modo per salutarsi l’ultima sera (per quest’anno 😉 ).

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