E poi la Napa Valley in “bromance stile”

Con un’ora di aereo ci siamo spostati da Los Angeles a Oakland e dopo aver abbracciato Rory Harrington, conosciuto Lou Amdur e salutato la città degli angeli, abbiamo preso una macchina (una Ford Taurus dal rombante suono) e ci siamo recati a Napa. Abbiamo sfiorato San Francisco, romantica e libera con la nebbia che avvolgeva il Golden Gate Bridge, che purtroppo non sono riuscito a fotografare.

Arrivati a Napa me ne sono rimasto qualche ora solo a girovagare per il paese mentre Jeremy era ad intervistare un famoso produttore. Un villaggio dai tratti quasi nordici, Napa, con un fiume nel mezzo e le montagne ai lati come una naturale recinzione. Tanta arte, tanto antiquariato e molti punti vendita per il vino e per le degustazioni.

Le montagne sono ai lati, come detto, e rimangono intoccate dall’uomo, brulle e gialle con qualche macchia verde a completare il quadro. L’uva si coltiva a fondovalle, su una terra grigia e fine e ogni vigneto ha un sistema d’irrigazione a goccia, segno di una terra restia a donare tutta se stessa (?) e drenante e di un fondo roccioso, oltre alla palese siccità che brucia l’erba così che non devono diserbare più di tanto perché ci pensano sole e temperature a lessarla.

Le cantine sono in pieno stile Saint Emilion, soffocate dall’edera e disposte (non solo) lungo l’unica strada che divide in due la Valle.

La Napa Valley è conosciuta prevalentemente per le imponenti strutture dei suoi vini dalle grandi concentrazioni e dai gradi alcolici sostenuti ma, nelle ultime tre vendemmie, i cambiamenti climatici hanno levato giornate di sole e abbassato notevolmente le temperature medie, creando un conseguente disagio sulle ideali maturazioni delle uve.

Una condizione che impone (o dovrebbe imporre) un ulteriore abbassamento delle rese in favore di una maggior concentrazione, per ottenere quello che si realizzava in annate più calde.

Un panino e un carciofo fritto e con Jeremy ci siamo recati all’incontro con una brava e conosciuta Blogger Califoniana, Vinsanity che prestava servizio per la cantina per la quale lavora ad una sorta di party (così avevamo capito) e invece ci siamo trovati nel mezzo di un pre-matrimonio dalla parte della sposa (è consuetudine in Texas che gli sposi –separatamente- offrano una cena la sera prima delle nozze ai propri invitati) con la madre di quest’ultima che ci guardava con giusta diffidenza e a tratti con sguardo feroce. Jeremy ha tenuto subito ad indicarmi quale fosse la sposa e non eravamo neppure arrivati da un minuto.

Lasciata la Napa, in una vera e propria valle di colori e di un cielo del quale non si riesce a immaginarne i confini, ci siamo trasferiti -a bordo del nostro bolide- a San José in pieno stile bromance. Il tempo di un tramonto e la mattina abbiamo preso un aereo per Austin. Ora c’é il Texas con le sue distese, i suoi ranch, le mandrie, un caldo incredibile e i J.R e io non vedo l’ora!

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