Monte Maddalena a Brescia: Disboscamento privo di senso

Continuo a non capire la politica, o meglio, continuo a non capire come si possano affidare a persone incompetenti certi compiti, certe decisioni. Voglio essere chiaro senza troppi giri di parole e riprendere sinteticamente, arrivando al nocciolo del problema, il post biblico (non si poteva fare a rate?) ma bellissimo, apparso su “Muro di Cani” e ripreso anche da Giovanni Armanini.

Si sta disboscando, senza creanza, il monte Maddalena in pieno centro città. Il più grande polmone verde di Brescia. La Maddalena fa parte delle Prealpi bresciane e misura 874m s.l.m. I dettagli li potete leggere nei blog sopra citati.

Ora voglio porre direttamente una serie di domande a chi ha preso queste decisioni e lo voglio fare come se fossimo due amici in un bar del centro.

Che cazzo hai nella testa, uccelli di cemento?

Quante città conosci che possano vantare di avere una montagna nel mezzo?

Hai mai pensato di integrarla e valorizzarla nei percorsi turistici?

Lo sai che la gente viene a Brescia grazie alle mostre al museo di Santa Giulia, ma finita la mostra, il turista non viene più fino a quella successiva (forse)?

Abbiamo un’opera della natura, come se fosse una mostra permanente e tu invece di valorizzarla e di progettarci qualcosa, ci fai la legna per l’inverno?

Dai da bravo, che con tutti i problemi d’inquinamento, cementificazioni assurde che in passato hai pure appoggiato con l’entusiasmo di un Unno, non c’è bisogno di togliere continuamente del verde! Cerca di gestirlo al meglio cazzo! No?

Per una volta, visto che qualcuno non l’ha fatto quando ha deciso di metterti al mondo, pensa al futuro. Impara ad amare il tuo territorio, se vuoi farci buona politica e vedrai che penserai a fare, invece che disfare per creare grottesche cazzate che palesano la tua incompetenza. Prova a metterti in discussione e vedrai, con tuo immenso stupore, che esistono persone più competenti di te e che potrebbero aiutarti per evitare delle figuracce simili. Pensaci.

Ah, il caffè lo paghi tu.

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13 thoughts on “Monte Maddalena a Brescia: Disboscamento privo di senso

    1. Certo, come avere una Ninfa nuda sul giaciglio e “prenderla” a puntate. Magari se non si fosse spogliata di tutto e subito… consiglio: a quel punto non puoi “prenderla” a puntate 😉

  1. io ed il mio gruppo sportivo siamo praticamente sempre in Maddalena ad allenarci e posso purtroppo confermare lo scempio in atto. Senza contare che quando vedo disboscare (col pretesto di eliminare specie non autoctone e ripristinare radure) il dubbio che il tutto sia poi strumentale ad una “simpatica” colata di cemento come purtroppo siamo abitutati, beh viene….
    Non parliamo infine della distruzione e spostamento di interi sentieri (vedi intersezione n. 5 alla segheria della Margerita dove oltretutto sono stati eliminati almeno 150 m. di cespugli che in estate fornivano more che erano una bellezza).
    Vivo sconcerto, questo il sentimento imperante.

  2. Leggere che si affida a persone incompetenti un lavoro di riassetto boschivo fa capire a che livello stiamo discutendo. Se un medico fa un piano di gestione sanitaria della popolazione tutti fanno silenzio e rispettano le competenze (al limite incaricano un altro medico per le contestazioni di merito). Se un veterinario fa un piano di risanamento in un contesto zootecnico tutti fanno silenzio e rispettano le competenze (al limite incaricano un altro veterinario per le contestazioni di merito)… Se un agronomo fa un piano di riassetto forestale la popolazione insorge senza capirne nulla e senza supporto di nessun altro agronomo. Verrebbe da dire: BEATA IGNORANZA!
    Angelo Dander
    Ingegnere Forestale
    Vienna

  3. Siete IGNORANTI perchè non avete cultura forestale e non sapete cosa sia una bonifica di un bosco infestato e alterato. …IGNORANTI…tutto qui
    Marina Dandolo
    Brescia

  4. Povera Italia. Leggere che si dà dell’incompetente all’agronomo del parco e all’intera Facoltà di Agraria di Milano apre scenari foschi sulla cultura di chi protesta…povera gente
    Olmo Ercole
    Manerbio

  5. Esiste una facoltà universitaria: scienze forestali.
    Esistono 5 anni di studi specifici con una trentina di esami.
    Esiste un Albo professionale ed una professione specifica a cui il laureato può iscriversi per poi esercitare la professione di dottore forestale.
    Esistono poi le critiche, prive di ogni base tecnica e scientifica, contro i tagli di bonifica e di riequilibrio ambientale.
    …ma il peggio sta nel fatto che esiste la difficoltà di far capire a chi ne capisce poco o nulla quale fine faccia un bosco infestato dalle robinie.
    Impresa impossibile (vedi Max Laudadio a striscia la notizia con le figuracce fatte nel denunciare i tagli di coltivazione dei boschi cedui del varesotto) a cui il Dott. Rebecchi non riuscirà a contrapporre nulla come non è possibile contrapporre alcuna spiegazione a chi va dal mago con un grave problema di salute.

    1. Rimaniamo nell’ambito dell’ignoranza, in quanto quella del personaggio che ha postato gli ultimi quattro commenti è abissale perché non sa che quando si postano commenti dallo stesso computer rimane una cosa che si chiama IP, una sorta d’impronta digitale che lo rende riconoscibile sempre e comunque, anche quando cambia nome e mail. Quindi a breve renderò pubblico il tuo nome, genio.
      E adesso te ne spiego una: puoi anche aver studiato 5 anni nella Foresta Amazzonica e dal momento che anche io mi occupo di agricoltura (ma non mi limito a raccontartelo ma pure a mostrarti cosa abbiamo fatto: hai presente i risultati?) in Maddalena ci sono andato con tre agronomi (che anche loro parlano per risultati acquisiti) quindi, se volete un confronto pubblico a noi va bene, ma se continuate con i messaggi sotto finto nome stile frustrati, beh…
      Chiaro?

  6. Giovanni a parte la brutta figura fatta dall’ “agronomo di cultura ” che mi sembra abbia solo dimostrato la sua ignoranza e non quella di altri…. io mi occupo di paesaggio da sempre posso dire e quello che si sta facendo in Maddalena è il contrario di fare cultura e salvaguardia di un territorio,” paesaggio” è un concetto non solo fatto di luoghi e spazi ma anche di tempo che li modifica e li ricrea e vantarsi di avere un buon piano forestale solo perchè si abbatte la maggior parte del bosco perchè è oggi fatto da piante non autoctone è solo miopia …..e non voglio pensare al peggio !!!!!

  7. Competenze e Buonsenso , mescolate producono risultati positivi , separati producono merda …
    Se un megasuperingegnereforestalegalattico fa una minchiata la minchiata vale doppia …
    E’ inutile sperare che da menti malate escano idee sane ….. non c’è speranza .
    Usare nomi altisonanti come “Facoltà di agraria ” per difendersi da una accusa di evidente incapacità è veramente da miserabili …. Cosa cazzo me ne frega se il consulente pagato per avallare deliranti soluzioni boschive ci mette la firma ?!?! deve essere della stessa categoria di quelli che hanno firmato i progetti e la direzione lavori dei capannoni terminati un anno fa e che sono crollati con una scoreggia di terremoto …..

  8. Riporto il mio commento di stamattina:

    « Riesci a capire che agli occhi degli altri cittadini d’Europa sembra una bestemmia avere un rinomato Istituto Tecnico Agrario nella quinta città più inquinata d’Europa? O ti impegni a tutelare il territorio o stai illudendo dei giovani, formando professionisti che dovranno emigrare. Non lamentiamoci poi della fuga dei “cervelli” dall’Italia ».

    Il problema è nella cultura che sta a monte di tutti questi effetti.

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