Addio al Festival del Franciacorta a Erbusco: un’occasione persa.

Ho sempre considerato il Festival del Franciacorta, quello che ogni anno si svolgeva a Villa Lechi di Erbusco, un momento di grande uguaglianza per tutte le aziende che producono vino nel territorio.

Ognuna con il suo tavolo uguale, ognuna esposta alla critica e al pubblico, nello stesso modo. Un sistema corretto che poneva l’accento sulla coesione d’intenti fra produttori. Un’occasione per il consumatore, che aveva modo di confrontare in tempo reale un vino rispetto a un altro.

Un momento utile anche per i produttori che potevano comparare i propri sforzi con i colleghi nell’intento di migliorarsi, perfezionando le proprie conoscenze tecniche e territoriali.

L’ultimo Festival risale al 2009, subito dopo l’insediamento di Zanella alla guida del consorzio. Sfarzo, premi da trasmissioni televisive e una chiusa altrettanto d’effetto con una “pantera” del calibro di Ornella Vanoni, hanno segnato inevitabilmente il percorso della più importante manifestazione del teritorio franciacortino.

L’enorme esborso economico aveva fatto meditare i vertici consortili di organizzare l’evento non più annualmente ma in forma biennale. Per dare manforte a questa tesi, il consorzio, aveva chiamato in causa anche il sociologo Enrico Finzi, il quale aveva sostenuto l’importanza strategica nella continuità di questo evento.

Nel 2010, per non lasciare un buco, hanno pensato di organizzare il “Festival di Franciacorta in Cantina” dove ognuno se ne restava a casa sua e l’enoappassionato aveva l’occasione di visitare le cantine che preferiva. Possibilità, questa, che era attuabile anche l’anno precedente in concomitanza con la manifestazione di Erbusco.

Nulla da eccepire sull’idea di “cantine aperte”, ma non credete che si tolga un’opportunità davvero ghiotta per il consumatore a non radunare tutti i produttori sotto lo stesso tetto?

Non credete che sia indispensabile per una crescita del livello qualitativo del territorio tutto? Non credete che venga meno quel principio di uguaglianza tra le aziende?

Un’occasione persa, cari enoappassionati, perché il Festival anche nel 2011 abbraccerà solo la formula di “ognuno a casa propria” e se vorrete mettere a confronto i prodotti di due aziende, vi dovrete fare qualche chilometro e in due-tre giorni, difficilmente riuscirete ad avere uno spettro chiaro dell’andamento territoriale.

 

Annunci

16 thoughts on “Addio al Festival del Franciacorta a Erbusco: un’occasione persa.

  1. Caro Giovanni, la tua analisi è semplice e precisa. Dimostra come si riesce a vanificare un’ottima occasione per valorizzare il risultato del lavoro della terra.
    Certe iniziative assomigliano a qualcosa del tipo: “dilettanti allo sbaraglio”..(Che si ripete, purtroppo, in tante situazioni, salvo poi lamentarsi degli scarsi risultati ottenuti).

  2. Una grande perdita, poichè in assenza di “competizione” e “confronto” si rischia di perdere la caratterizzazione e la crescita di un ottimo prodotto come il Franciacorta.
    L’unico modo per essere vincenti è fare sistema confrontandosi.

  3. Davvero un peccato e pensare che per i vogliosi di Franciacorta era l’occasione giusta per poter degustare quasi tutta la gamma del suo terroir senza perdersi nei meandri di qualsiasi altra fiera del vino ma soprattutto quando si degusta una sola tipologia a mio parere, si è piú sinceri.

  4. concordo pienamente, un’occasione persa!
    la cosa bella del festival era l’opportunità di confrontare in tempo reale i diversi vini delle diverse aziende, inoltre lo spostamento in termini fisici era limitato.
    adesso ti tocca prendere l’auto, decidere dove andare (perchè farle tutte è impossibile), pianificare la giornata e pregare di non incontrare qualche pattuglia etilometrata!
    domanda: non è che forse i nomi più blasonati se ne avvantaggino a discapito dei più piccolo?

    1. Beh, certamente con questo sistema “vince” chi ha la cantina più bella, accogliente e con il parcheggio più grande. Si sposta l’attenzione dal prodotto, alla struttura che lo contiene.

  5. Concordo appieno: impossibile ripetere l’ esperienza di una degustazione “orizzontale” di quella portata. E pensare che io stesso ne rimasi sorpreso ancora in occasione delle prime edizioni pensando che una tale quantità di prodotto degustabile avrebbe finito inevitabilmente per confondere la capacità di percepire le differenze….Invece mi sbagliavo eccome, le differenze (e le qualità…) balzavano evidenti eccome.
    Forse quest’ ultimo il vero motivo del nuovo corso, sottrarsi al confronto?

    1. Ottima considerazione Gian Paolo!
      Il “produttore moderno” crede che mettere a confronto il suo vino con quello di altri, serva solo a crearsi una concorrenza ed è quindi cosa da evitare. Non riesce a vedere nel confronto una possibilità di crescita, di miglioramento. Troppi industrialotti, enoicamente ignoranti, credono di produrre il top, solo perché pagano enologi di grido e santoni vari.
      Da un certo punto di vista la cosa m’indigna, perché l’ignoranza danneggia il territorio che è di tutti. Dall’altra, quando incontro questi “produttori” e li guardo in faccia, spero solo che gli spillino più soldi possibile, come se fosse una tassa per la loro profonda ignoranza.

  6. Non so che dati abbiate alla mano, di sicuro a me dispiace tantissimo non si faccia più il festival itinerante. Come somellier trovo i banchi d’assaggio una splendida occasione per degustare tanti produtti, in un tempo che obiettivamente è impossibile vagando da una cantina all’altra. La possibilità di raggiungere Erbusco e dintorni è legata indissolubilmente all’utilizzo dell’autovettura mentre i festival ai quali ho partecipato (Parma, Milano e Bologna) erano tutti comodissimi alla stazione dei treni.
    Tra l’altro ho scoperto in quell’occasione una cantina “minore” (non in senso dispregiativo ma come quantità di produzione) dalla quale tutt’ora mi servo.
    Sono quindi d’accordo con Giovanni Arcari… un’ottima occasione persa!

    1. Caro Luigi,
      i festival itineranti dovrebbero rimanere, salvo novità, ma sono cose ben diverse dal festival di Erbusco. Erbusco rappresenta il cuore del territorio e la mancanza di questo festival rappresenta un danno a quel principio di uguaglianza che dovrebbe accomunare tutti i produttori.

  7. E’ davvero un peccato dover rispondere SI’ alla domanda che si è posto il Sig. Togni. Una piccola azienda a conduzione familiare, che non dispone di grandi spazi e non è strutturata per accogliere un numero notevole di visitatori è sicuramente penalizzata. Inoltre non dimentichiamoci che il Festival era un’occasione non solo per i visitatori, ma anche per i produttori che in quell’ambito avevano modo di incontrare colleghi e amici per un piacevole confronto.

    ….e comunque, tu lo sai Giovanni ci mancheranno le feste di chiusura…

      1. Stampa subito il mio biglietto di invito per la festa di chiusura del Festival del Franciacorta …

  8. L’idea del Festival a Villa Lechi era di avere tutti le stesse armi per poter competere: io il mio tavolino e tu il tuo, tutti alla pari.
    Ora vince chi è più conosciuto.
    I visitatori del Festival ad Erbusco erano per lo più semplici appassionati che, purtroppo, si lasciano facilmente influenzare dal nome famoso.
    Se un gruppo di amici emiliani (o di qualsiasi altre parte d’italia…) vuole fare una scampagnata in Franciacorta durante il Festival in cantina, dove pensi sia più facile che si dirigano?
    Dalla piccola azienda sconosciuta o dal grosso produttore che conoscono?
    Già al VinItaly si vede dove la gente comune “fa la fila” (e questo non è ASSOLUTAMENTE una critica verso i più grossi produttori, ci mancherebbe).
    Purtroppo io, dopo la deludente esperienza dell’anno scorso, non aderirò più al Festival in Cantina che mi obbliga ad aderire con uncosto di partecipazione uguale a quello del già annunciato vincitore!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...