Officina del Mare: la Cultura Siciliana a Brescia

Immaginatevi una giornata nella quale non attendete altro che l’imbrunire, per un compulsivo bisogno di leggerezza. Chiamate due amici, li invitate a cena in un ristorante che non avete ancora “ben testato” e date il “la” alle danze.

Danza e festa, nei piatti e nei vini che ho potuto apprezzare a “Officina del Mare”, intimo posticino nel cuore di Sant’Eufemia. Il locale è aperto da poco meno di un anno e nasce dalla passione di Marco Lonati e dei fratelli Bonfadelli, che lo gestiscono in prima persona, con grande competenza della materia prima e con entusiasmo.

Abbiamo cominciato con un piatto di crudi con ostriche, tartufi di mare, ricci, carpacci di baccalà, tonno rosso, pesce spada, scampetti e gamberi rossi siciliani. Il pesce crudo esattamente come piace mangiarlo a me. A seguire, una serie di sfiziosità che ho gradito molto, ovvero le “ciotoline siciliane” composte da pesce spada con rucoletta e grana, parmigiana di pesce spada, polpo fritto in salsa agrodolce, caponata siciliana, tonno gratinato con zucchine e pomodoro pachino. Tra queste, ho trovato davvero perfetta la parmigiana di pesce spada, servita con una ricotta salata. Un piatto che nella sua semplicità mi ha evocato un pranzo, a Selinunte, di qualche anno fa’. Si pranzava con i piedi nella sabbia e si mangiava il pescato del mattino.

Per i vini, abbiamo iniziato con un Riesling Alsaziano di Pierre Adams un gran cru del 2007. Un vino dal grande frutto, quasi suadente. In bocca eccessivamente dolce e ancora molta frutta, ma mai stucchevole. Un buon inizio. Poi Luca, mi dice in un orecchio che possiede un paio di bottiglie di Riesling di Falkenstein del 2003. Impossibile non stapparne una! Una bottiglia perfetta per conservazione. Un naso “ricco”, etereo e assolutamente “maschio” nei tratti. In bocca perfettamente “invasivo”, con l’acidità ancora ben identificabile a sostegno di una voluminosità di corpo davvero importante, in grado di rendere goloso ogni sorso.

In chiusura, quasi un capriccio, Pierson Cuvelier (Louvois gran cru) blanc de noirs millesimato 2003. Un altro vino davvero interessante di un produttore della Champagne. Netto lo stacco del pinot nero al naso, sale in bocca e un utilizzo del legno pressoché perfetto. Un vino da degustare nuovamente in prima battuta.

Ci siamo poi dedicati ai dolci siciliani, con una torta al pistacchio, una sette veli al cioccolato e la classica cassata.

Impossibile non tornarci, visto che per ora siamo arrivati solo allo splendido antipasto.

Una serata perfetta. Complimenti a voi tutti e a presto!

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