Bassa Bresciana Occidentale: come “fare” Territorio

Mentre una buona parte delle amministrazioni comunali della provincia di Brescia, sono ancora alle prese con un bicchiere e con un matita, per cercare di tracciare il “cerchio perfetto” (oppure stanno danneggiando seriamente il territorio), altri, decisamente più lungimiranti e consapevoli, si sono ritrovati ieri a Bruxelles per ratificare il “Patto dei Sindaci” nel quale questi virtuosi comuni si impegnano, entro il 2020, a ridurre del 20% le emissioni di CO2,  aumentando nel contempo del 20% il livello di efficienza energetica e del 20% la quota di utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili (leggi QUI).

Orzinuovi, Orzivecchi, Pompiano, Corzano, Maclodio, Lograto, Brandico, Longhena, Mairano, Dello, Barbariga, San Paolo, Borgo San Giacomo, Quinzano e Villachiara, ovvero la Bassa Bresciana Occidentale, sono i 15 comuni che in un solo mese (in un solo mese!)si sono accordati per vincere insieme questa importante “scommessa”. Un esempio di coesione d’intenti, con una valenza sociale non irrilevante per l’ambiente e per i cittadini.

Una dimostrazione perfetta del fare sistema di territorio, per il territorio. Un evidente e indissolubile legame con la propria storia e la propria cultura, da parte di queste amministrazioni. Encomiabili.

P.S. Una delle cose indimenticabili di questa zona, da un punto di vista gastronomico, è certamente il Casoncello di Longhena, anch’esso (come la gallina ripiena) evocatore della mia brescianità. Indimenticabili le cene nelle quali si cominciava e si concludeva con il casoncello accompagnato da innumerevoli bottiglie di Capriano del Colle Rosso. È bello, sapere che da oggi, questo straordinario prodotto dell’artigianato bresciano, sarà ancora più buono!

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2 thoughts on “Bassa Bresciana Occidentale: come “fare” Territorio

  1. Leggevo sul giornale di Brescia di oggi, mi sembra nella sezione Economia, del numero di impianti a biogas nella provincia bresciana e della loro dislocazione.
    di fatto la maggioranza è concentrata attorno a questa zona, orzinuovi, pompiano, ecc.
    Spesso si accusano le zone rurali di recepire con minore velocità i cambiamenti (positivi e negativi) della nostra società.
    Mi sembra che la bassa occidentale possa confutare questa tesi, evidenziando lo spirito imprenditoriale dei singoli e delle amministrazioni locali per il bene della collettività e lo spirito di autoconservazione che da sempre li contraddistingue.

    Si sta di fatto convertendo un distretto agricolo (monocoltura finalizzata all’alimentazione per la produzione lattiero casearia) in distretto agro industriale con vocazione anche energetica.
    una bella scommessa
    un bel modo di fare sistema
    un bel modo di avere consapevolezza delle proprie attitudini produttive, senza preconcetti o dogmi e senza farsi pestare i piedi dalle speculazioni di economie ospiti, passeggere e probabilmente effimere.

    buona giornata (e vista la data, tanti auguri)
    Davide

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