Dosaggio Zero Andrea Arici: piccola variazione, ottimo risultato

Quotazioni per un uggioso sabato di gennaio.


Uno spiraglio di luce, dalla porta socchiusa del bagno, taglia in due i miei occhi gonfi di sonno.

Sono le otto. La faccia allo specchio non è nemmeno “vicina” a quella della sera prima!

Piove e fa un freddo “becco” qui in Franciacorta. Raduno le poche energie finite sotto i talloni, per trascinarmi al “Caffè degli Artisti” sotto casa. Sono già le undici.

Si vagliano le possibilità per muoversi. Pranzo dai miei, dove mio padre avrà certamente cucinato qualcosa di ricercato, oppure tappa “gastronomia e panetteria” per uno spuntino casalingo?  La pigrizia si fa padrona di me e opto per l’ipotesi meno dinamica.

Rincasato dopo un cammino di circa 300 metri con la “piva nel sacco”, mi accorgo che manca la cosa più importante, il vino. Apro lo “scrigno del nulla” ovvero il mio frigorifero, il quale “vede la luce” un paio di volte la settimana, e mi trovo una bottiglia di Dosaggio Zero sboccata il 16 ottobre, quindi la prima sboccatura della vendemmia 2007. Sto parlando del Dosaggio Zero “base”, naturalmente. Con quest’annata abbiamo deciso di inserire, in taglio, un 5% di Pinot Nero. Andrea lavora terreni nei quali negli anni scorsi abbiamo deciso di piantare questa varietà d’uva, perché in quella terra, è in grado di esprimere peculiarità interessanti, sin dalla forma del grappolo stesso. Quindi, man mano che queste vigne invecchiano, vanno ad arricchire, con la loro uva, il varietale di questo vino, la cui principale caratteristica si ritrova sempre nella sapidità che conquista il palato. Al naso la pietra focaia, caratterizzante di quei suoli calcarei, ma anche tutta la “gentilezza” di quella piccola parte di uva rossa, in grado di“addolcire” al palato questo vino, che di zuccheri ne ha solo 2 grammi per litro. Diversa rotondità rispetto alle annate precedenti, dove lo chardonnay da solo, esprimeva tutta la sua irruenza, che io continuo a trovare stupefacente, soprattutto dopo anni di sboccatura.

Ancora più complesso, ancora più goloso da bere. Due bicchieri, non di più. Poi lo degusterò nuovamente a febbraio, quando lo metteremo in commercio.

Ore 13. Magari mi dinamizzo, magari.

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2 thoughts on “Dosaggio Zero Andrea Arici: piccola variazione, ottimo risultato

  1. Gentile signore Arici,

    un amico dal lago d´Iseo vorrebbe fare una visita da me nel febbraio e può portarmi
    i vostri vini buoni e perchè vorrei domandare il prezzo del rosso CUDULA e anche degli altri vini, per favore.

    Cordiali saluti
    Mons Dr. Don Bernardo Kirchgessner

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