I vini de L’espresso 2010: possiamo chiarirci?

Eccoci nuovamente come ogni anno a riflettere sulle indiscrezioni delle guide dei vini. guide_vini2009Dopo il rumore e la frenesia attorno ai tre bicchieri del Gambero Rosso, ecco in edicola la guida de L’Espresso. Devo premettere che per quanto mi riguarda non manderei mai i vini alle guide, ma giustamente, i produttori di TerraUomoCielo, ci tengono e così ogni anno nascono discussioni all’uscita di tali giudizi. Non li manderei mai, in quanto, la base edonistica sulla quale poggiano tali giudizi non permette di capire dove stia il confine tra quello che effettivamente piace al degustatore – valutante e quello che invece “maliziosamente” può premiare a prescindere. Non li manderei mai, poiché le degustazioni sono fatte sì alla cieca, ma poi i giudizi sono dati in una sede privata dopo aver scoperto quale campione corrisponda al tal numero. Avevo già proposto QUI un’idea di come mi piacerebbe fossero svolte queste degustazioni, ma tutti se ne guardano bene… Ma, quest’anno la Guida de L’espresso merita una mezz’ora del mio tempo, la meritano i suoi curatori e soprattutto i vari inviati della stessa, ossia quelli che degustano davvero nella prima fase di giudizio. L’edizione passata aveva visto valutati sia Andrea Arici, sia Cantrina (da qualche tempo presente) e sia Camossi per la prima volta. Come ogni anno il Dosaggio Zero di Andrea, “il base” non si sa mai che fine faccia e può anche starci, senza dimenticare però, che ad aziende così piccole girano “i ciufoli” a non sapere se le 6 bottiglie consegnate siano state degustate o meno. Lo scorso anno, a sorpresa, sono stati inseriti nella guida anche i fratelli Camossi con punteggi di tutto rispetto sia per il Brut sia per il Saten con una nota “straordinaria” per il Rosè con scritto “da rivedere” o qualcosa di simile. Decido così di scrivere ai curatori per manifestare il mio disaccordo, mostrandomi propositivo invitandoli in azienda per un’ulteriore degustazione del prodotto. Mai ricevuto una risposta. A dicembre incontro il “degustatore di zona” alla festa di compleanno di un’amica produttrice in Soave e rinnovo anche a lui l’invito. Morale: quest’anno la guida non ha inserito la scheda dell’azienda. Devo dire che, i vini presentati lo scorso anno erano della vendemmia 2005, quelli di quest’anno 2006. Stesso stile, stesso vino sono pure stato attento a mandargli vini che avessero all’incirca il medesimo periodo di sboccatura di quelli dello scorso anno… Una vendemmia notevolmente più felice rispetto alla ’05 riconosciuta da tutti. Prodotti più integri, tecnicamente migliori, più vivi, edonisticamente di maggior effetto… A questo punto mi chiedo cosa sia successo, se, e quando siano stati degustati. Mi chiedo, e chiedo, essendo la guida una sorta di punto di riferimento per il consumatore, per quale motivo, lo stesso, non debba essere messo al corrente dell’esistenza di questa azienda che, lo scorso anno era ben presente.

Perché?

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29 thoughts on “I vini de L’espresso 2010: possiamo chiarirci?

  1. …..è brutto da dire ma hai provato ad aggiungere qualche foglio da 100….o ad invitarli sulla barca(che non Hai) o portarli a cena in qualche bel risto , o a rifornirli di bevande per l’anno corrente ,o a leccargli il c…o.
    prova e sarai SICURAMENTE piu fortunato

  2. Come spesso accade nel nostro Paese (e non solo) certi “strumenti” di giudizio e divulgazione sono soggetti a giochi di potere che ne guidano le valutazioni….a volte in maniera non proprio corrispondente alla reale qualità! Bisogna certo tener prensente la soggettività che un degustatore può avere nel giudicare un vino…il problema però è quando non è tale fattore a determinare un voto…ma piuttosto il potere “polito/economico” di un produttore rispetto ad un altro!
    Personalmente consulto e leggo la Guida dell’AIS, ma con assoluto senso critico…ovvero amo degustare di persona i vini…confrontando poi i miei giudizi con quelli della guida!
    A volte sono concordi…a volte sono discordi….le guide devono essere degli strumenti di indicazione di massima….guai se diventassero delle Bibbie con valenza assoluta….il buon DIO ci ha dotati di una testa pensante…usiamola per fare delle valutazioni personali….senza per forza seguire la Massa come dei pecoroni! E soprattutto…..esistono vini eccellenti di piccoli produttori che non compaiono su nessuna guida…..non c’è soddisfazione più grande per un appassionato di vino che scoprire queste “chicche”….per apprezzarle e farle poi conoscere ai propri amici….il passaparola è una delle migliori pubblicità in campo enogastronomico…..ma non esistono “raccomandazioni” per questo….è necessaria la vera qualità del prodotto!!!

  3. Io mi affido a Cellartracker.com proprio perche’ nella gran massa di bevitori non professionisti che li’ le “sparano” si crea una “media” di cui mi fido di piu’. Poi certo, qualche guida la leggo, ma piu’ per avere qualche suggerimento su nomi nuovi di zone che apprezzo.
    A volte leggo addirittura qualche blog 🙂

  4. Forse ti sarebbe convenuto non dire nulla, visto che le altre aziende che segui sono ben presenti nella guida… In ogni modo è vergognoso che ne Rizzari ne Gentili non abbiano il coraggio di replicare alle tue educate domande. Per quanto riguarda Zanichelli che degusta per la tua zona non ho parole. L’ho sempre considerato poco attendibile e non smette di dimostrarlo. Guarda cosa ha premiato sul Garda! Nuovamente Pasini ma con il vino più assurdo che chiunque potesse fare. La guida l’ho sfogliata da un amico, ma di certo non la compro anche se i miei vini sono stati valutati più che bene.

  5. @ Mauro: carino davvero cellartracker! Sono felice che, tra i “qualche blog” che tu segui ci sia anche il mio.

    @ Ale: la mia convenienza è quella di tutelare i miei contadini dai fenomenismi di certi “poteri”. Me ne fotto altamente di chi e come abbiano premiato, mi interessa l’onestà di chi valuta e che la stessa non danneggi il lavoro altrui sulle basi del nulla. Non conosco personalmente i due curatori e Zanichelli l’ho visto una sera, quindi per me sono persone come altre. Dei loro meriti poco mi importa, per ora non sono persone per le quali io possa avere un briciolo di stima perchè, ripeto, manco li conosco. Ho fatto loro un invito in azienda… vediamo se vogliono far finta di nulla o mettersi in discussione. Certo è che se non dovessero dare una risposta ne a me ne ai consumatori, la figura “barbina” la faranno loro, non certo io. Io difendo le mie idee e le mie certezze e per ora non sono ancora incazzato! Per quanto riguarda Pasini, non credo faccia vini assurdi. Spiegati meglio…

  6. Caro Giò, ho smesso di comprare guide sul vino da qualche anno e non penso di riprendere a breve tale costume … Dopo aver visto quasi sempre gli stessi nomi, apparizioni e sparizioni repentine, guide che si confutavano in modo netto sullo stesso vino e via di preziosità discorrendo ho detto basta. Certo non disconosco l’effetto divulgativo che, in particolare agli inizi, alcune di queste guide hanno avuto, ma non posso altrettanto scordare le carte dei vini di certi ristoranti o la sfilata in alcune enoteche dove se non apparivano un certo numero di 3 gondole, 4 bricchi, 5 costellazioni e 6 galassie non ci si poteva presentare al consumatore … Ricordo anche qualche consumatore entrare in un negozio e chiedere “avete il Pantagruele Rosso della Transilvania Padana?” e al no, di volta in volta schifato, stanco, umiliato, del proprietario andarsene via con arie di sufficienza.
    Le cose cambiano, e il peso delle guide mi pare indiscutibilmente diminuito, almeno tra i consumatori più accorti e curiosi, questo non significa bandirle in toto, ma consultarle con sufficiente spirito critico (critico e non totalmente prevenuto). Capisco chi fatica tanto e vede queste pubblicazioni come un premio al suo lavoro ma … facciamogliela sentire noi la gratificazione, acquistando i suoi vini (cosa che le guide non garantiscono più di tanto. almeno non quanto anni fa), andandolo a trovare, interessandosi alla sua opera.

  7. Buonasera, cerco di mettere un po’ d’ordine in una discussione piuttosto lunare, che mi sembra piena di errori e fraintendimenti. Per cominciare, intervengo “solo” oggi perché mi ha segnalato pochi minuti fa l’esistenza del vostro sito il collega Franco Ziliani: sia io che Ernesto Gentili non siamo dei frequentatori assidui del web, e con tutto il rispetto “terrauomocielo” per me è una scoperta di un quarto d’ora fa. Di qui la prima impressione di bizzarria delle critiche al fatto di non aver risposto e di non rispondere alle vostre domande. Per inciso, segnalo che non ho ricevuto alcuna comunicazione circa il “suo disaccordo”, ma questo può dipendere da un problema nostro. Abbiamo infatti due caselle di posta: guidavini@espressoedit.it e redazionevini@espressoedit.it; nei fatti, la prima viene letta dalla segretaria di redazione, la seconda da noi. Se ha indirizzato il suo messaggio alla prima, anche se in guida è specificato il secondo per contattarci direttamente, c’è purtroppo il caso che non ci sia stata passata dalla suddetta incaricata, e di questo mi dispiaccio.

    Non replico a commenti di suoi lettori palesemente disinformati e prevenuti: chiunque conosca un po’ il mondo del vino sa che accusare noi di possibili “sensibilità” a tecniche corruttive è come accusare il latte di essere un superalcolico.

    Vengo quindi alle puntualizzazioni più nel merito:

    1) Massimo Zanichelli non è il responsabile “fisso” della zona: noi cerchiamo di variare la composizione del gruppo (minigruppo) d’assaggio. Quest’anno abbiamo compiuto gli assaggi in Franciacorta, presso il Consorzio, Pierluigi Gorgoni ed io.

    2) Le assenze di aziende presenti nelle passate edizioni della guida sono dovute o a mancanza di spazio (la causa più frequente, avendo noi una foliazione pressoché fissa ed avendo visto aumentato considerevolmente negli anni il numero di vini ricevuti dalle aziende), o a risultati non ritenuti significativi. Quest’ultimo è un caso più raro, ma è quello che riguarda Camossi: avremo sbagliato noi, non siamo certo infallibili, ma non siamo stati molto colpiti dai vini provati quest’estate. L’azienda Cantrina è invece presente, con valutazioni piuttosto lusinghiere.

    3) infine, il fatto di aver pubblicato la recensione di un’azienda non vincola minimamente noi – né alcun’altra pubblicazione simile – a recensirla in seguito. Riporto a questo proposito il testo che abbiamo inviato a diverse case vinicole in casi paragonabili:

    “Buongiorno, purtroppo non è per noi possibile recensire ogni produttore che invia i propri vini per l’assaggio: il problema più comune è ahinoi la mancanza di spazio. Non è quindi infrequente l’eventualità che aziende di buon livello – quale è senz’altro la vostra – rimangano escluse dalla selezione finale. Mettere gentilmente a disposizione una campionatura per le degustazioni è un atto che apprezziamo sempre, ma che rimane tuttavia sottoposto alla libera valutazione di chi giudica i vini e firma i testi della guida”.

    Spero di aver chiarito l’essenziale, buona serata e buon lavoro.

  8. Gentile Rizzari,
    la ringrazio innanzitutto per essere intervenuto. Accetto senza riserve il suo parere sulla discussione in atto. Questo progetto, TerraUomoCielo, non pretende certo di essere conosciuto da tutti ma spera di esserlo. Per quanto riguarda la “bizzaria” ora che ha chiarito, e la prendo davvero sul serio, non ho problemi a scusarmi. Le credo anche quando dice che, la mia richiesta di chiarimento dello scorso anno, per una serie di cause tra le quali anche la mia poca attenzione, non le sia mai giunta. Per quanto riguarda i commenti dei miei lettori, mi sento di dirle che in 17 anni di permanenza nel mondo del vino, ho imparato che di certo c’è veramente poco(quindi permetta alle persone anche qualche scetticismo, visto che comunque il mondo del vino è zeppo di ogni sorta di conflitti d’interessi ecc.) ma io credo negli uomini e anche in questo caso le credo senza riserve. Mi permetto ora di riprendere i suoi punti.

    1)Zanichelli è stato segnalato come degustatore, in una mail mandata dal Consorzio. Probabilmente nessuno ci ha comunicato la variazione, oppure nessuno ha ritenuto che fosse opportuno farlo, oppure non ho letto tale comunicazione. In ogni caso è il problema di minor conto.

    2)Mi spiace sapere che ancora nel 2009, non si possa valutare il lavoro di persone che vi mandano i campioni per avere un vostro giudizio, perchè in qualche modo credono che voi, un vostro parere, possa essere da stimolo quantomeno per una riflessione, per poter fare meglio e non certo per vincere “la maglia rosa”. E’ la guida che deve adattarsi al mondo e non viceversa, facendosene una ragione. Nessuno è infallibile e l’errore può starci, ma vorrei capire in cosa i vini, secondo lei, non “funzionano” in quanto posso anche capire (ma sarebbe un caso eccezionale) che 3 bottiglie su 3 possano avere problemi attribuibili al tappo o simili(ci sta anche questo) ma non vi viene il dubbio e la voglia di degustarli nuovamente, stupendovi del fatto che lo scorso anno avevano raggiunto una valutazione di 16/20 e oggi magari manco 13/20? Per quanto concerne Cantrina o Andrea Arici, alias Colline della Stella(per il quale ho detto solo che vorrei capire se degustate o meno il Dosaggio Zero “base” visto che non lo valutate. Ma ora ho capito che possa non piacervi) non mi pare di aver eccepito su nulla e in questo caso non ho nessuna domanda da farle, in merito, e non ne avrei avute nemmeno se un vino che l’anno precedente aveva 16/20, oggi avesse preso 5/20. Rispetto i giudizi soprattutto quando richiesti (visto che i campioni le sono stati inviati perchè a Camossi e a me interessa il suo, a prescindere dal voto).
    3)Per il resto, nessuno pretende di essere vincolato o di vantare diritti nei confronti di nessuno. L’unica cosa che so è che mi impegno tutti i giorni per fare del mio lavoro anche un modo per aiutare a far sopravvivere una categoria nelle terre dove sono nato. Anche io non sono infallibile, ma conosco il mio lavoro e so valutare i miglioramenti che le “mie” aziende fanno anno dopo anno. Li vedo perchè sperimentiamo ogni anno e ogni anno, lavoriamo con grande attenzione per migliorarci. Il mercato, come molti cultori del vino e molti produttori intelligenti e umili, ci hanno riconosciuto tali macroscopici miglioramenti. Mi creda, con tutto il rispetto, tengo molto al suo giudizio come a quello di chiunque voglia degustare i vini di queste aziende, ma senza pretendere che i vini possano piacere, oppure che chiunque possa capire quelli che per noi sono grandi traguardi. Ma se lei si offre per dare un giudizio, per dare un suo parere e io le porto il frutto del mio lavoro, mi piacerebbe conoscere cosa ne pensa, soprattutto se l’anno precedente eravamo stati quasi lodati da lei (dalla guida) e l’anno successivo bocciati in pieno.
    In ogni modo mi scuso con lei, come ho fatto in passato con alcuni suoi colleghi, se i miei toni a volte non sono proprio “carini”, ma spero lei possa capire quanto sia dura farsi strada soprattutto quando piccoli e “indifesi” per carenze di fondi oggi più che mai necessari per fare strada nel mondo del vino. Noi non possiamo permetterci di “sbagliare” un vino, poiché quella è la nostra comunicazione, la nostra pubblicità, ogni anno la nostra sfida con la natura.
    Anche se non ho avuto le risposte che cercavo, sappia che ho apprezzato molto il fatto che lei sia intervenuto. Probabilmente ha ragione Franco nel dire che siate la miglior guida, non so, ma sicuramente il suo intervento dimostra onestà intellettuale.

    1. Non amo apparire condiscendente, né voglio che una schietta discussione come questa si concluda per forza “a tarallucci e vino”, però devo dirle che apprezzo molto la pacatezza della sua replica. Le confesso infatti che, alla prima lettura del post e dei relativi commenti, ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a giudizi sommari e pregiudiziali. Vedo ora che – come mi aveva anticipato in una corrispondenza privata Franco (Ziliani) – lei ha misura e senso del rispetto del lavoro altrui.

      Perché di questo si tratta, in primis: di rispettare il lavoro altrui. A costo di passare per persuntuosi, noi abbiamo diversi limiti, ma non certo quello di fregarcene degli sforzi e dei sacrifici di chi lavora. Anzi, con tutta la retorica del caso: il nostro centro teorico e pratico è costituito dall’idea di comunicare apprezzamenti e critiche nella maniera più seria e rispettosa del lavoro dei produttori. Un esempio al volo: tempo fa un collega, che ovviamente non nomino per correttezza, scrisse più o meno che un certo vino sembrava affinato “in un gabinetto” e non in una cantina. Bene, anzi male: noi sosteniamo quello che pare ovvio, ma che non lo è: si può esprimere una critica anche dura, ma con parole euilibrate e rispettose.

      Questa premessa per rispondere meglio alle sue nuove osservazioni. Quando ci troviamo di fronte a vini non del tutto convincenti, abbiamo due strade: o facciamo capire con chiarezza, ma con rispetto, il senso della nostra critica (ad esempio, “questa non è forse l’annata migliore del produttore”), oppure possiamo “saltare un giro” ed evitare di pubblicare giudizi negativi. Nel suo caso, ho riletto le nostre schede d’assaggio, e anche se di solito non specifichiamo nei dettagli perché una certa degustazione ci ha convinto meno (come può capire, dovremmo rispondere a molte richieste simili), oggi faccio volentieri un’eccezione. Le riporto una parte delle osservazioni della scheda del Brut (tenga conto che non si tratta di testi destinati alla pubblicazione, quindi li troverà sintetici e magari poco chiari, sono solo appunti): “palato citrino, quasi malico, non troppo chiuso per maturità, bolla cremosa, abbastanza integrata, e allungo che manca di qualche accento di complessità”. Voto 14/20. Poi quelle relative al Brut Rosé: “velato, intenso al naso; bocca sapida, grintosa, non proprio equilibrata, un poco scalpitante, però piacevole, con finale in debito di pulizia”. Voto 14,5/20.

      Come vede, nessuna bocciatura, ma valutazioni solo poco inferiori a quelle dell’anno precedente. Se lei ritiene che viceversa i suoi vini siano migliorati, sono propenso a credere che si tratti di sottovalutazioni da parte nostra, del che mi dispiaccio. Come ho già scritto, ci sta di sbagliare, e stavolta forse non avremo compiuto un’analisi abbastanza approfondita. Vorrà dire che ci si incontrerà di persona per un nuovo assaggio.

      Buona giornata

      1. La ringrazio davvero per il chiarimento e per volersi mettere in discussione degustando nuovamente i vini. Sia io che i produttori siamo a sua disposizione quando potrà. Poi, per la questione dei “tarallucci e vino” mi permetta di mettere almeno il vino… 🙂
        Grazie davvero

  9. mi compiaccio per l’intervento, sul quale non avevo dubbi, dell’amico Fabio Rizzari e per il chiarimento su cui si é arrivati con l’altrettanto amico Giovanni. Spero di poter favorire un nuovo assaggio e un incontro, sereno e disteso (non stiamo salvando il mondo, ci occupiamo sempre e solo di vino) tra le parti

    1. Grazie sempre di cuore per la tua disponibilità, Franco. Non vi è dubbio, non stiamo di certo salvando il mondo e a riguardo avrei pensato di accompagnare la cosa con un grande spiedo bresciano. Proprio perché il vino è soprattutto condivisione, aggregazione e assoluta allegria.

      1. andata. Ci sentiamo (direi dopo le feste, se a voi va bene) per fissare una data semi-professionale: nel senso, prima proviamo con debita calma i vini, poi passiamo allo spiedo bresciano…

  10. A proposito di “tarallucci e vino” e seriamente compiacendomi del leggere opinioni diverse, precisazioni, chiarimenti, dialogo insomma, vorrei sapere se faccio parte dei “lettori palesemente disinformati e prevenuti”. Ritengo di avere usato termini corretti e un tono decisamente polite: il mio intervento non era tanto rivolto alla Guida dell’Espresso ma alle guide dei vini in genere, volevo spiegare il perchè della mia disaffezione e in particolare alcuni effetti “negativi” che il mondo delle stesse ha generato in certa ristorazione e in alcuni consumatori, non disconoscendone peraltro i meriti. Non pretendo risposte chilometriche che precisino ogni virgola né tantomento “ad personam”, ma liquidare tutti “i suoi lettori” mi pare quantomeno frettoloso …

    1. chiuso un fronte potenzialmente (ma non nei fatti) polemico, non ci terrei a riaprirne un altro. Non c’è bisogno di dilungarsi, rilegga bene: ho scritto “non replico a commenti di suoi lettori palesemente etc”; se avessi voluto comprenderli tutti avrei scritto “non replico AI commenti dei suoi lettori”. Niente di frettoloso, quindi.

      1. Galeotta fu la “I”, chiedo venia, il tono che pareva avesse presso la discussione deve aver alterato il mio sistema sinaptico. Non mi resta che ringraziarla, non tanto per la precisazione nei miei confronti ma per la sua volontà di precisazione e presenza (visto tra le altre cose che non è “un frequentatore assiduo del web …” 🙂 ).

  11. Sarebbe bello se Ale spiegasse per quale motivo trova il vino dell’azienda Agricola San Giovanni (Pasini ) un prodotto assurdo, mi spacco la schiena per farlo e giuro non capisco cosa significhi “assurdo”. Sarebbe anche bello che spiegasse ( anche solo a se stesso) il perchè se non nutre stima le guide insista con inviare i campioni alle degustazioni. mi risulta sia una scelta facoltativa….

  12. Concordo totalmente con fidel. Ale, per una questione di correttezza ti invito nuovamente a darci spiegazioni in merito al termine da te utilizzato, in quanto, per ora, l’unica cosa assurda che vedo è la tua sommaria valutazione del vino in questione.

  13. Ma Fidel, sei quello della parodia di Gianni Minà: …eravamo io, Fidel, Gatto Panceri, Javier Sotomayor e Mirko Setaro dei Trettre…?
    Così, per sdrammatizzare un po’…

  14. Esatto Nicola proprio quello, ultimamente non sono stato molto bene ma presto tornero al governo di cuba….
    Riguardo al giudizio di Ale dimenticavo di comunicare che il cap del priù 2006 ( quello premiato dall’espresso)è in bottiglia ad affinare e non è ancora in commercio.Non so come abbia fatto Ale ad assaggiarlo…. a meno che non sia un membro della mia famiglia. Non è che è lo pseudonimo di mio cugino Paolo che trama dall’interno…

  15. Scusate se rispondo solo ora ma qui non son più venuto. Ho ricevuto un invito un po ‘salato’, via mail, da Arcari e ora eccomi.
    Mi scuso di aver creato questo equivoco. Per assurdo volevo intendere la denominazione di tale vino “garda classico rosso superiore”. Denominazione in disuso, con quel ‘superiore’ che in molte altre denominazioni ha creato solo confusione. Non entro nel merito del vino, ma avrei preferito di certo una riconferma del groppello premiato lo scorso anno, come vino di maggior identità per il territorio.

  16. Mi spiace ma non sei proprio riuscito a convincermi. Credo che il piacere del vino vada al di la del nome che porta, oppure Zanichelli o chi per lui deve valutare in funzione della denominazione . Se così fosse l’est est est dovrebbe essere buonissimo e il catarratto imbevibile.
    Mi suona male quel :” con il vino più assurdo che chiunque potesse fare” in effetti non sono l’unico a farlo e a quanto pare c’e anche qualcuno che riesce a fare peggio.
    Anche io avrei preferito una riconferma del Groppello ma come si sa il Groppello è un’uva per nulla semplice e non sempre si riesce ad ottenerne il meglio.Fa parte dei giochi e nel nostro lavoro capitano annate migliori ed altre meno interessanti. Sarà, ma questa risposta mi sa tanto di imbeccata di Giovanni che suggerisce come correggere il tiro. Ad Majora

  17. Una domanda a Fidel: perchè il catarratto dovrebbe essere imbevibile?Giuro che se è una battuta non l’ho capita, ma si sa che io son tonto…
    cambiando argomento io la tento: non è che si può partecipare a quello spiedo di cui si parlava pochi post sopra? Magari oltre che alle bolle in questione poi ognuno porta una boccia stagnolata e ci facciamo 4 risate.

  18. Per lo spiedo è necessario vedere cosa portano a casa gli amici cacciatori… A quel punto, quando conterò le teste di pennuto da infilzare nello spiedo, vedrò quanti uomini, le stesse, potranno sfamare. 😉

  19. beh, se serve reperire qualche uccellino dal becco fino….
    se organizzassi io comincerei a fissare una data, anche a lungo termine, magari si potrebbe andare da qualche ristoratore della zona, io e Giovanni abbiamo un amico in comune in zona Botticino sera che sicuramente se c’è da stagnolare bottiglie non si tira in dietro.

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