Voi cosa abbinereste a …?

Nel profondo e sconosciuto mondo dell’edonismo, (ne troviamo un saggio superlativo nel libro “La potenza di esistere” manifesto edonista di Michel Onfray) nel quale il vino è imprigionato da anni, sono a chiedermi se il nettare di bacco sia esclusivamente abbinabile a una pietanza o meno. Mangiando sempre fuori, la sera ordino raramente il vino al tavolo, salvo che non sia in compagnia. Quindi, mi mangio un piatto e rimando la voglia di vino al rientro nella “tana”. Accendo il computer, mi leggo qualche notizia e contemporaneamente Maria Luisa Busi mi racconta i fatti del giorno… Così, in una notte dove la tivù passa la pubblicità commemorativa di Mike Bongiorno mi viene in mente, guardando le fotografie di New York, che tra poco sarà l’ottavo anniversario del crollo delle torri. SN850549Insomma, un repentino cambio di pensiero, un catapultarsi con la mente allo stupore di quel giorno, una fitta allo stomaco. La voglia di vino è cambiata, o quanto meno la rappresentazione che lo stesso avrebbe dovuto sostenere, allegria serenità, quasi spensieratezza leggera hanno lasciato spazio ad altre sensazioni di diversa natura ma di grande spessore. Così, la voglia di lasciarmi andare con una “bollicina” (parlo solo e sempre di metodo classico in quanto, vini prodotti con altri metodi di spumantizzazione ci pensa già il buon Zaia a “sponsorizzarli”) fresca, profumata e senza troppe pretese si è trasformata nella necessità di bermi un vino più “impegnativo”, di maggior concetto, di assoluta riflessività. Una bottiglia più matura, di maggior profondità, una di quelle che non riusciresti mai a berti all’ora dell’aperitivo in piazza. In altre parole, a questo mio stato d’animo avrei abbinato un Amarone della Valpolicella, una vecchia annata di Quintarelli o il “Casa dei Bepi” di Viviani, oppure un Sagrantino, sempre “vecchio” oppure un “Villa Gemma” del 1995 di Masciarelli. Ovviamente, non possedendo in casa nessuno di questi, mi sono “buttato” su una bottiglia  di Volterrano 2007 (100% Sangiovese)di Fontemorsi. Ottimo.

Dopo aver aperto il vino e dopo la carrellata pubblicitario-televisiva, una notizia ha stravolto la mia quiete riflessiva: Noemi Letizia, alias “La Dea dell’amore” di quel cavaliere errante che risponde al nome di Silvio (almeno così riportano i giornali), è sbarcata a Venezia in occasione del Festival del Cinema e subito è stata presa di mira da cameraman e fotografi, manco fosse Nicole Kidman! guerrieroIl pezzo completo potete leggerlo QUI. Ora, il mio umore quieto e riflessivo ha ricevuto un duro attacco dalla parte più ilare e sarcastica di me, facendo anche apparire tutta quella latente tristezza che non mi appartiene. Così, il mio desiderio di vino è cambiato nuovamente. Ora ci vuole un brindisi più che beffardo, per festeggiare un’Italia alla quale viene rapita “l’intelligenza“ ad appannaggio di tale informazione (intendiamoci, non ce l’ho con chi fa una cronaca di tale episodio, in quanto tale racconto è una precisa richiesta del pubblico pagante e il giornalista non fa altro che soddisfare “l’invocazione” del popolo). Ci vuole una bollicina “rude”, con note verdi spiccate e con l’acidità quasi in eccesso rispetto a una non ben definita struttura, per riuscire a mandar giù questo ennesimo boccone amaro. Un vino senza pecche eccessive, figlio di un vitigno autoctono molto particolare che ne giustifica la complessità e al contempo la mia difficoltà nel decifrarlo fino in fondo. In ogni modo, un vino davvero molto interessante, un Durello dei Monti Lessini di un piccolo produttore, Fongaro, consigliatomi dal mio amico Nicola Chiavegato, comunicatore di TerraUomoCielo in quel di Verona. Il vino adatto per tanto unto!

Ma voi, cosa abbinereste a questa notizia, quale vino? Cosa pungola nella vostra mente, questa ennesima dimostrazione di imbarbarimento culturale?

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5 thoughts on “Voi cosa abbinereste a …?

  1. Io abbinerei un Torcolato di Breganze di Maculan, ma all’ora dell’aperitivo e a stomaco vuoto visto che il “mattone” ce lo hanno già servito.
    Complimenti per il blog mi hai fatto tornare la voglia di ricercare vini nuovi ma figli del concetto che esprimi e che condivido.

  2. un vino che dimostri la superiorita’ presunta che mi autoassegno nei confronti del mainstream noemi-letizia: gravner sarebbe troppo (quando uno puo’ bere un gravner ? e’ sempre troppo), ma un amphora di castello lispida ci puo’ stare 🙂

    se proprio proprio non si puo’ fare a meno della bollicina, allora hispida sempre di castello lispida

  3. @Mauro: però non è un metodo classico… 🙂
    @Stefano: in questo caso, per non dimenticare, abbinerei al Vecchio Samperi un sacchetto di Dixi! Il peggior abbinamento del mondo ma che certamente non si scorda. 🙂

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