Quarta tappa: da Est a Ovest

Dopo giorni di mare, sole e fiabe, riprendo il mio viaggio. Partito da Francavilla alle 9e30 e ritornato alle 9e40 per aver scordato la cartina stradale, ho imboccato la strada in direzione di Loreto Aprutino poi Teramo e Ascoli attraversando il Parco Nazionale dei Monti Sibillini passando da Assisi, Perugia e il lago Trasimeno fino a Montepulciano per scendere a Chianciano e risalire verso Siena. Avevo programmato di fermarmi da quelle parti, ma il richiamo al vino è stato fortissimo e così ho deciso di addentrarmi nelle vigne, proseguendo per San Giminiano e Poggibonsi. vespa e girasoliVerso le 18, dopo più di otto ore di curve tornanti e inebrianti profumi, ho deciso di cercarmi un rifugio per la notte. Mi fermo subito in un agriturismo vicino San Giminiano. Una salita vertiginosa prima di giungere in un bellissimo casale. Una donna minuta sente il fracasso della vespa e corre in cortile. Non riesco nemmeno a togliermi il casco che subito mi chiede se mi serve qualcosa. Le chiedo una camera per la notte e lei mi risponde che lì, lavora solamente e che “la signora” si trova due porte avanti. La ringrazio, mi volto, lei mi prende un braccio e con uno strettissimo accento senese mi dice “ guardi che non le danno da dormire per una notte sola, è venerdì, deve arrivare a Empoli, prima non troverà nulla!”. La ringrazio, le sorrido e mi dirigo dalla “signora” per prendere possesso della mia camera. La “maledizione” della donna minuta cominciava a concretizzarsi. Da quel punto ho visitato altre sei strutture ricettive da Poggibonsi fino a Empoli e il responso era sempre lo stesso. Stanco e innervosito per la situazione decido di proseguire in direzione di Pisa. Imbocco la statale, che per altro non è accessibile per un 125cc (ero troppo stanco perché potesse fregarmene qualcosa) e dopo 10 ore di viaggio esco casualmente a Montopoli Val D’Arno e viaggio in direzione di un paese che si chiama Marti, come il nome di un mio professore dell’istituto tecnico. Era un tipo simpatico, “mi devo fidare” mi dico. Subito una piccola insegna a bordo strada indica un B&B e mi ci infilo. “Il Moscondoro” si chiama e mi danno subito una stanza. Sono quasi le venti. Cinque camere, forse sei, ognuna che riporta il nome di un insetto. La mia, se non ricordo male, era la coccinella. Un posto davvero carino, ben curato. La finestra della mia stanza dà sul cortile. Verso le ventidue la stanchezza ha lasciato posto a un attacco di fame cosmica. Dal cortile salivano profumi di carne alla griglia e verdure, nel mezzo di un vivace chiacchierio dei commensali. Non resisto, scendo e gli chiedo un panino. La cena va prenotata prima, mi dicono, per dar loro la possibilità di fare la spesa. Quindi nulla. Dopo aver declinato il loro gentile invito a sedermi, per condividere almeno una fetta di torta, me ne sono tornato in stanza e dieci minuti dopo, Gemma (titolare del B&B con il marito (?) Massimo) ha bussato alla mia porta porgendomi un piatto con un po’ di salame, formaggio, cracker e un biscotto gelato. Un gesto che ho apprezzato molto, soprattutto dopo la poca carineria dei suoi colleghi incontrati prima. La notte sorrideva dopo aver rimpinzato lo stomaco e con una mezza luna imbrogliona che cercava di infilare la sua luce dalle fenditure della finestra. Sono stanco, domattina mi aspetta la penultima tappa. Si va in Liguria, a Sassello.

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9 thoughts on “Quarta tappa: da Est a Ovest

  1. Ciao Giovanni, grazie a google-alert ho scoperto nel Web di questo tuo viaggio “eno-vespologico” per l’Italia. Sono MOD della sezione VIAGGI di un forum di vespisti e mi sono preso la libertà di segnalare questo tuo sito. Ovviamente se ci fosse qualcosa in contrario non hai che da dirmelo e cancello tutto.

    Ciao e complimenti!

    Lorenzo205

  2. La coccinella ti ha portato fortuna, proprio vera la storia che narrano i nonni di quando incontri la coccinella. Ciao Giò in bocca al lupo per le prossime tappe………
    un abbraccio Mauro

  3. Lorenzo, onorato di essere citato da un vespista convinto come te. Ti scriverò presto del viaggio più lungo che io abbia mai fatto con il mio p125x dell’81 (esattamente come il tuo) quattro anni fa.
    Grazie Mauro!

  4. Speriamo che tutto questo successo non mi dia alla testa e che mi permetta di scendere dalla vespa di tanto in tanto! Ossignur…

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