La prima tappa

Partito alle 9e30 da Corte Franca, con le narici pregne del profumo dell’uva mentre invaia, ho percorso tutta la Pianura Padana. Via Parma, Modena e Bologna per poi buttarmi attraverso gli Appennini con dei curvilinei sali scendi fino Prato e poi Firenze e ancora Arezzo. Più di 10 ore di Vespa per circa 500km. Uno “strappo” lungo il primo, il più doloroso, il più sentito. Le vertebre si sono radunate tutte sul fondo per indire uno sciopero, il sedere riporta evidenti “stigmate “ e i jeans sembrano la “sindone”.P1030535Sono a pezzi, ma la prima tappa mi carica sempre, mi da la forza per le successive. Ho pure sbagliato strada, anche se non dovrei dirlo. Giunto a Pontassieve, ho seguito per Forlì invece che per Arezzo perdendo circa un’ora. La vespa a parte qualche “singhiozzio” dovuto all’età si è comportata benissimo. Splendida la strada percorsa da Bologna a Prato, passando da Castiglione dei Pepoli fino a Passo di Monte Citerna, per poi ridiscendere fino a Vaiano. Strade strette, di montagna, con qualche piccolo abitato ed un distributore ogni tanto. Un altro pezzo splendido è quello che congiunge Pontassieve ad Arezzo passando per Reggello e Loro Ciufenna. Ho quasi terminato i miei due giorni ad Arezzo con questa improvvisata compagnia. Questa mattina ci siamo arrampicati fino al centro della cittadina toscana e verso le 12 ci siamo fermati per un lungo aperitivo. Ah, siamo in quattro, oltre a Francesco Orini e Riccardo c’è pure Alessio, “reincarnazione” di Renato Pozzetto. Un altro singolare personaggio è Matteo giovanissimo agricoltore in una famosa azienda della zona classica del Chianti, il quale mi ha tenuto una mini lezione, con contributi video, di Tango Argentino sua grande passione. L’aperitivo è stato proprio lungo nel ristorante – enoteca “Itre bicchieri” gestita dal simpatico Stefano. Abbiamo accompagnato un piatto di prosciutto toscano di maiale bianco e del pecorino, con un Sauvignon 2004 di Peter Dipoli, in prima battuta, per poi buttarci su una splendida bottiglia di Annamaria Clementi 1998 della quale però mancava la data di sboccatura, ma in ogni modo un gran vino. Dalla Franciacorta a Soave con il Contrada Salvarenza 2002 di Gini per poi giungere alle ciliegie mature di un Pinot Nero Carlotto del 2007. Per “sgrassare” il tutto abbiamo chiuso con uno champagne Bonnaire Rosè, anch’esso privo della data di sboccatura. L’ormai merenda si è conclusa in una gelateria del centro, dove ho degustato un gelato al cacio e pere davvero ottimo.Tornati al Camper molto felici, ci siamo preparati per il concerto di Vinicio Capossela. Abbiamo quindi rifatto, per l’ennesima volta, quei 5 km che dividono il “microcosmo” del Camper dalla “vita reale” (io volevo un taxi!). Prima di entrare, una birra artigianale e un hamburger di chianina con salse naturali fatte dalla signora che, meticolosamente, componeva i panini. L’itinerario è cambiato. Tra poche ore partirò alla volta di Ancona per poi scendere fino in Abruzzo il lunedì sera, dove un amico ha pensato bene di farmi tenere una degustazione.


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