Esiste anche la Vallecamonica

Quando ho aperto questo blog ho inviato a tutti i produttori della provincia di Brescia (con l’aiuto dell’Ente Vini Bresciani e del Consorzio Franciacorta) una lettera che affermava quanto segue:

valle

“Gentili Produttori,

 

Con questa mail sono a informarvi della nascita del mio blog TerraUomoCielo (http://terrauomocielo.org/). Una piattaforma per raccontare l’omonimo progetto fatto di Aziende Contadine produttrici di vino, nella provincia bresciana. Oltre a scrivere di cosa avviene nelle aziende da me seguite, in questo spazio web si parlerà di tutto ciò che accade nei territori vinicoli di Brescia: dalle problematiche consortili a quelle territoriali, alle difficoltà di alcuni contadini, alle perplessità di altri ecc. Senza timore alcuno. In questo spazio ognuno di voi potrà intervenire con commenti alle cose da me riportate, oppure se vorrà potrà inviarmi lettere che saranno pubblicate, sia in forma anonima che non, a vostra discrezione. Potrete scrivere ciò che volete inerente al mondo del vino nella nostra provincia. Nulla è a pagamento, nessuno vi richiede denaro ed entrare nel blog è altrettanto gratuito, né tanto meno vi si chiede di far parte del progetto o di una sorta di associazionismo. Parlando della mia provincia dal punto di vista dell’enologia, mi è sembrato corretto avvertire i veri protagonisti di tutto questo. Voi.

Il blog è visitato in larga parte da giornalisti ma anche da ristoratori, rappresentanti e appassionati competenti.  Il blog è una mia personale iniziativa per diffondere il verbo della Cultura Contadina, fulcro di ciò che deve essere il vino, cominciando dalla terra in cui sono nato”.

 

Qualcuno mi ha risposto ringraziandomi, altri mi hanno chiesto informazioni, alcuni seguono quotidianamente il blog qualcuno mi ha invitato in cantina, qualcun altro mi ha chiesto quanto costasse essere recensiti e altri hanno invece deciso di ignorare la cosa. Evidentemente, gli ultimi, non hanno bisogno di nulla ed io adoro chi non ha bisogno di nulla! Il primo a scrivermi, in un’ampia e circostanziata mail, è stato Enrico Togni dell’azienda agricola “Togni e Rebaioli” di Boario Terme, firmandosi orgogliosamente “ Viticoltore di Montagna”. Enrico, che certamente più di altri ha capito il senso del mio progetto e di questo blog, non ha esitato a invitarmi per visitare la Vallecamonica. Così lunedì 13 luglio sono partito alla volta della “Valle delle incisioni rupestri”. Enrico, oltre ad essere l’unico produttore di vino a tempo pieno nella Valle, è anche il presidente di un consorzio che oggi conta sei associati e addirittura una cantina sociale. La mia visita è iniziata con una degustazione dei vini che nascono nei 2,8 ettari di Enrico. Oltre alle bottiglie in commercio ci siamo soffermati a lungo a degustare le masse che ancora riposano in botti; Nebbiolo, Barbera, Marzemino oltre al merlot che regna sovrano nella valle. Vini decisamente da bere, a tratti rustici con un tannino vivo e muscoloso, con acidità ben sostenute nelle lunghe macerazioni che fa svolgere ai suoi vini. Dopo la visita ai vigneti aggrappati alla roccia, ci siamo spostati in un’altra cantina quella del simpatico Alex ovvero L’Agricola Vallecamonica. Come da Enrico una piccola degustazione ma solo dei prodotti in commercio, tra i quali un bianco ottenuto da Incrocio Manzoni. Ho visitato dei vigneti splendidi, incastonati tra verdi pascoli e mucche allo stato brado. Una natura ancora intatta, con l’aria che profumava di fieno. L’ultima tappa è stata presso la cantina sociale, ancora in costruendo. Una realtà da circa cinquantamila bottiglie e undici soci conferenti. Davvero un territorio interessante, un’agricoltura eroica nella produzione di vini, che però, non riescono ancora a rappresentare e a chiarire l’identità di questo territorio. Nelle tre aziende visitate ho degustato vini dallo stile e dai gusti completamente diversi. C’è chi appassisce e chi no, chi utilizza quasi esclusivamente Merlot e chi meno, chi utilizza troppo legno e chi non lo “utilizza per niente”… A tutti quanti ho chiesto dove fosse l’identità riscontrabile nei vini della Valle, ma nessuno ha saputo rispondermi con eloquente chiarezza. Nelle vigne che erano del nonno, Enrico ha trovato e ha fatto analizzare un vitigno denominato “Erbanno”. Un’uva a bacca rossa simile per certi versi al Lambrusco. Ne ha fatto una selezione clonando le piante in vivaio, per poi coltivarle nella sua terra. Il tutto naturalmente a sue spese sia per quanto concerne la parte meramente economica, sia per quella dell’impegno e della dedizione, che sta mettendo, nella sperimentazione di quei frutti. Oltre a questo curioso vitigno, Enrico ha pure un clone particolare di Nebbiolo che, a quanto pare, è diverso rispetto a quello di Langa e a Quello dei cugini di Sondrio. Ora il mio quesito è abbastanza scontato, in altre parole avviare in tutto il territorio e da parte di tutti (perché una rondine da sola non fa di certo primavera) una sperimentazione coatta dei vitigni sopra citati, cominciando dall’Erbanno. Il territorio è davvero splendido, ma credo che l’impegno di tutti sia assolutamente necessario per dare una sorta d’identità a questa Valle, nella quale vedo un ottimo potenziale che, necessita gioco forza di norme precise e uguali per tutti. Il mio augurio è di vedere già dal prossimo anno un maggior coinvolgimento da parte di tutti i produttori, consapevoli di voler proseguire con intelligenza nella coltura della vite in Vallecamonica.  

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7 risposte a "Esiste anche la Vallecamonica"

  1. Io penso che l’Erbanno prima ed il clone bresciano di Nebbiolo poi, possano essere il nostro valore aggiunto tra i tanti vitigni nel mondo.
    Spero solo che, le loro forze si uniscano e ci permettano di presentare ai nostri clienti i loro prodotti in maniera professionale.
    Arcari sai che le nostre porte sono sempre aperte

  2. Sono assolutamente d’accordo con te. L’unicità di un vitigno rende maggiormente riconoscibile un vino, nel marasma di oggi. Poi un territorio così piccolo… Grazie Oscar. Il vostro voler comunicare la provincia bresciana dovrebbe essere d’esempio per tutti.

  3. Ricordo, qualche mese fa, una chiaccherata con Enrico Togni, che ringrazio ancora per la sua collaborazione al progetto Melo, il suo entusiasmo velato dalle mille difficoltà che una politica cieca non fa pressoché nulla per alleviare a chi pratica una viticoltura eroica (per luogo e dimensioni) come la sua. Vorrei aggiungere che per incoraggiare questi produttori è necessaria maggiore attenzione da parte della ristorazione più accorta e intelligente: ho collaborato alla stesura della piccola lista vini della Trattoria La Cantina di Esine ricca di proposte vinicole del territorio che ben si accordano alla sua cucina. Mi ha fatto altresì piacere leggere l’intervento di Oscar Seno che ho conosciuto nella mia ultima visita al locale di Stefano Cerveni: senza una collaborazione tra chi produce e chi offre ogni cammino verso la diffusione delle mille realtà locali italiane sarà più lungo e difficile.

  4. ebbene sì, esistiamo anche NOI!
    Innanzitutto ringrazio ancora Giovanni che ha accettato l’invito e che a bordo della sua smart si è fatto i pochi km che separarno corte franca dalla valle (la prossima volta vieni in vespa che giriamo con quelle!)
    Secondariamente lo rinhgrazio per gli spunti che ci ha dato e che spero troverranno terra fertile.
    Venendo alla viticoltura Camuna, sono perfettamente d’accordo con quanto detto da Carlo (che saluto) e Oscar (spero di avere al più presto il piacere), un piccolo appunto però: ricordiamoci che stiamo parlando di agricoltura, che ha tempi lunghi e che se ci si mette l’annata storta si allungano ancora di più.
    Le aziende, in quanto tali, devono cmq essere economiche e stare in piedi altrimenti facciamo dell’hobbismo e nulla più.
    Le sperimentazioni le abbiamo iniziate, nel cassetto ce ne sono altre e sono sicuro che vi faranno piacere, ma il presente è cmq fatto di buoni vini, vini che chiedono solo un piccolo spazio all’inteno della vetrina bresciana, non chiediamo tanto, solo che si facciamo quei famosi 50 km di cui sopra per venire a scoprire una realtà, magari in vespa!
    ciao
    Enrico

  5. CIAO A TUTTI, VOLEVO DARE UN’OPINIONE SULLA VALLE CAMONICA E SU COME I CAMUNI VEDONO IL VINO CAMUNO. PER FARVI CAPIRE QUESTO, RICORDO UNA SERATA NEL MIO LOCALE QUALCHE MESE FA DURANTE UNA DEGUSTAZIONE ORGANIZZATA HO PROPOSTO AI PARTECIPANTI DI COPRIRE LE BOTTIGLIE E DI CONFRONTARE 2 VINI CAMUNI CON 2 PRODOTTI MOLTO PIU BLASONATI E CONOSCIUTI . IL BARBERA DI ENRICO, CON IL BARBERA DEL SIGNOR G.D.VAJRA PRODUTTORE LANGAROLO; IL BOLLICINE CAMUNO METODO CLASSICO DELL AZIENDA AGRICOLA BIGNOTTI DI PIANBORNO CON la PRIMA CUVEE DI MONTEROSSA.
    PREMETTIAMO CHE I PARTECIPANTI A QUESTA DEGUSTAZIONE NON ERANO DEI PROFESSIONISTI COME IL NOSTRO AMICO MAURO BEGNI (CHE SALUTO MOLTO VOLENTIERI)MA ERANO NORMALISSIMI CONSUMATORI , IL RISULTATO è STATO CHE ALLA FINE TUTTI I PARTECIPANTI SI SONO RAVVEDUTI E ASSAGGIANDO ALLA CIECA HA PREFERITO I VINI CAMUNI (METTENDO DA PARTE I TIPICI PREGIUDIZI CAMUNI).
    TUTTO QUA LA MORALE E CHE I PRIMI CHE DEVONO CREDERE NEI VINI CAMUNI SONO I CAMUNI STESSI, SICURAMENTE I RISTORATORI DEVONO ESSERE IL TRAMITE, DEVONO ESSERE DEI COMUNICATORI, E MOLTO DIFFICILE MA PIANO PIANO PENSO CHE LA VALLE POSSA DARE OTTIMI RISULTATI.

    P.S. DA TENERE D’OCCHIO LA BOLLICINA DI BIGNOTTI ANCORA UN PO TROPPO “COSTRUITA” (90% CHARDONNAY E 10% MULLER THURGAU) MA CON GRANDI POTENZIALITA’, ELIMINANDO IL DOSAGGIO E IL MULLER……….
    e come rosso la BARBERA DI ENRICO GRAN BEL PRODOTTO…..

    GRAZIE E COMPLIMENTI PER IL BLOG (MI SCUSO PER EVENTUALI ERRORI ORTOGRAFICI, ve lo dico in sincerita’ ho sempre odiato rileggere anche i temi all’elementari, l’ispirazione non fa errori)

  6. Grazie massi piccolo lord grazie per avermi “dato” del professionista,
    anche se non mi sento tale,ma credo che di cose da imparare c’e ne siano tutti i giorni.Ecco perchè ogni giorno c’è sempre qualcosa di nuovo da assaggiare e molto contento,quando vado da qualche cliente come te,assieme ci si mette ad assaggiare e discutere su ciò che si sta bevendo.Bellissimo parlare di Vino e trarre qualcosa di nuovo in ogni momento in momenti diversi con lo stesso vino,una cosa strana da spiegare ma semplicissima da fare è così che io ho imparato mettendomi a confronto con veri professionisti ed amanti di vino come il mio collega Giovanni Arcari giocando con il vino sempre con una GRANDE PASSIONE di fondo.Alla prossima degustazione piccolo lord!!!Magari Riesling ………..

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