Un immenso Vino di Langa

Il problema, se di problema si tratta, è cominciare a scrivere o meglio decidere di cosa scrivere in quanto di idee e di spunti non ne mancano, ma proprio per questo la confusione si staglia quasi orgogliosa nella mia testa. Il tempo poi è quello che è, di notte. Dopo un calamaro fritto dagli amici Felice e Cesare, tornando verso casa con il finestrino abbassato per cogliere le molteplicità di profumi che si percepiscono attraversando la Franciacorta, decido sia arrivato il momento di farmi un regalo. Credo di meritarmelo mi dico! Giornata frenetica, scandita da una marea di telefonate alle quali avrei potuto non rispondere e una serie di telefonate che non sono mai arrivate, alle quali avrei risposto volentieri. Dopo un Rodengo Saiano alla lavanda, un Provaglio d’Iseo al ciclamino in una strada che ormai trabocca dell’inebriante profumo delle vigne in fiore, ecco che arriva come una freccia al cuore l’idea sul da farsi.

giacosa

 Arrivo a casa, scendo in cantina e prendo una delle “Uniche”. Le Uniche sono quelle bottiglie che mi sono acquistato nel tempo, quelle che più di tutte mi hanno colpito in passato. Una volta erano molte, ora a suon di regali autocelebrativi come questo e “bevute intelligenti”, non ne son rimaste più di una dozzina. Ma eccola, avvolta nella carta del giornale dello stesso giorno in cui l’ho acquistata. Una fantastica bottiglia di Barbaresco Riserva Asili di Bruno Giacosa 1996. Ho già espresso ad alcuni amici che ritengo questo vino “una delle cose più buone al mondo” secondo il mio criterio, è chiaro, secondo i miei gusti, ovvio. L’ultima che ho bevuto risale a novembre ed era una magnum del 2000 o del 2001, non ricordo, portata da Franco Ziliani ad una cena svoltasi con alcuni produttori franciacortini nella splendida sede della cantina Cavalleri ad Erbusco. Davvero fortunate sia la magnum che la bottiglia da me consumata, cioè prive di quei difetti che potrebbero insorgere per via del tappo o della tenuta dello stesso. Qualcosa di memorabile, bevuto sul mio letto con il computer sulla pancia della serie “piena libertà di un single”. Un vino incredibile, ben espresso da una ossidazione evolutiva appena marcata. In bocca come al naso non uno spigolo, non un’asperità. Un velluto senza precedenti, una lussuria  dalla beva indescrivibile. Ci senti l’uva, senti di masticarla mentre percepisci come questo splendido vino continui ad invogliarti a coglierne sempre di più da quell’ampio bicchiere. Una bottiglia davvero straordinaria! Ho cercato di berla con il massimo rispetto ma dopo due ore era finita. Inebriato e felice ho chiuso gli occhi, con la gioia di aver consumato tanta bontà, ma con la triste consapevolezza che fosse l’ultima. Ancora complimenti Giacosa e grazie!

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16 risposte a "Un immenso Vino di Langa"

  1. Peccato che le “Buone” bottiglie tu le tenga solo per te . Avresti potuto illuminarci qui in Valtènesi !!! Va beh , la prossima volta facci un fischio. Anzi , perchè non organizzi una degustazione alla cieca ?
    ciao

  2. Beh, una bottiglia per tutti i produttori mi par poco. Per la paura di non accontentarvi tutti ho deciso di bermela da solo. Però togli quelle virgolette da “buone” in quanto questa bottiglia è stata davvero eccelsa. Sarei molto felice di organizzare una degustazione alla cieca per voi produttori. Magari mettiamo qualche rosso della zona con qualche “spia” e vediamo che succede, come ho fatto a Botticino. Organizzi tu?

  3. Non chiedi troppo, ma chiedi alla persona sbagliata. Per quanto concerne Peretti e Bonera puoi chiedere direttamente tu, per Franco provo a chiederglielo io..

  4. Eccolo!!! Presente!!! Questa idea non mi giunge nuovissima, è sulla falsariga di quella che ti ho proposto sabato scorso Cri, no?

    Volevo dire al signor Arcari che sono un suo fan e lo leggo da anni, complimenti per la trasmissione!

    D’accordissimo su questa bottiglia (non la tua, non facciamo pensare male, una simile), e su molti Barbaresco e Barolo della vendemmia ’96, più passano gli anni e più mi accorgo di come inizialmente le sia stata data poca visibilità e apprezzamento, privilegiando tutti quei Mister Olimpia del ’97.

  5. I complimenti per la trasmissione si riferiscono al mio ruolo da drug queen???
    Ho in mente una degustazione abbastanza atipica per la Valtènesi… Concordo pienamente con te sui ’97. In belgio ne ho bevuti alcuni ed altri qui in Italia e cominciano a risentire del tempo.

  6. Si Nicola, sulla falsariga, non vuole essere una degustazione-sfida alla Arcari , mi piacerebbe fosse un momento di confronto e di riflessione, per arricchire la consapevolezza dei produttori.

  7. Ecco, guarda che non voglio sfidare nessuno! Credo sia un modo intelligente per testare la conoscenza del produttore in relazione al territorio nel quale opera. Credo serva a tutti voi.

  8. Cristina, io, compatibilmente ai molti impegni, rispondo presente! Quanto all’ “animale”, ovvero all’Arcari Giovanni, voglio fargli notare che le grandi bottiglia, di Nebbiolo da Barolo o da Barbaresco, ça va sans dire, non si bevono da soli, come dei disperati (e strano che quel Don Giovanni Arcari non avesse qualche bella donzella a fargli “compagnia”!), ma si condividono, si spartiscono, si “vivono” insieme agli amici! Quando ci vedremo, con Cristina e gli altri, penserò io a portare qualche Nebbiolo di quelli da ricordare…

  9. Hai ragione Franco a dire che certe bottiglie vanno vissute e condivise, ma ci sono momenti in cui certe cose le vuoi condividere solo con te stesso. Come hai detto tu, più o meno da disperati… Sono felice che ci sarai anche tu alla degustazione. Ora spetta a Cristina portare i produttori…

  10. Leggo solo adesso: ci sarò, compatibilmente con le agende di tutti.
    Chi sceglie i vini?
    Per Cristina: perché non stappare anche qualcuna di quelle bottiglie, non eccelse, ma certamente indicative, che hai nei cartoni che ho lasciato in cantina da te?
    Da ultimo, il ’96: grande annata sia da rossi che da bianchi. Annata fresca, e dunque di vini che durano nel tempo. Alla faccia del celebrato ’97.

  11. Pensavamo di sceglierli io e Cristina. Non è una degustazione nella quale debba necessariamente emergere il migliore, ma bensì è un modo per capire la conoscenza del territorio da parte dei produttori e la riconducibilità dello stesso nei vini che verranno degustati, oltre alla possibilità (ma questo si vedrà) di avere un parere sullo stato di avanzamento tecnico della zona. Io potrei la prima settimana di luglio…

  12. Va bene , ci siamo tutti .Sono felice per questa vostra disponibilità. Contatterò i produttori tramite il Consorzio e se sarà necessario anche personalmente. Passiamo alla primissima fase operativa , pensavo verso la prima o la seconda settimana di luglio. Un giovedì , verso le 18.00 .Oppure un altro giorno , eviterei i weekend .

  13. Va bene Cristina, un giovedì o al massimo un venerdì. Vini e modalità di degustazione spettano a noi. Tu come parte garante per i produttori e ospiti in rappresentanza del territorio. Facci sapere entro fine settimana con una mail, le due possibili date.

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