In Terra Fiamminga

Ancor prima di partire, il mio rapporto con il Belgio si è fatto da subito difficile. Aereo in ritardo di mezz’ora per un guasto. Appena atterrato sono entrato in un’atmosfera pre-natalizia. Sei gradi, un vento tagliente come la spada di Goemon Ishikawa e un cielo color cemento. Un mezzo disastro. Subito mi hanno trasportato nella piccola città di Halle nelle Fiandre. La degustazione si è svolta all’interno dell’ex ufficio postale, un posto davvero affascinante, accanto alla mastodontica chiesa.bandiera belgio

Una degustazione fatta di grandi nomi dell’enologia italiana: da Radikon ad Angiolino Maule, da Montevertine ad Andrea Oberto solo per citare alcune delle importazioni del bravo Wim Bunnens titolare di “Cantucci” società di importazione di vini. Oltre ai grandi nomi sopra citati, anche TerraUomoCielo con Camossi e Colline della Stella. La sera la cena si è svolta nello stupendo Caffè al Dente, locale di proprietà di Michele, belga da sempre ma con profonde radici romane. Un locale davvero intelligente, gestito da lui e dalla moglie, con circa 500 etichette di vini esclusivamente italiani. La sera stessa ho tenuto una degustazione dei vini di Cantrina, che ha visto il gusto delle persone presenti orientarsi sul Rinè 2007 degustato in anteprima. Nelle lavagne appese a muro, ben riportati con evidenza i vini e i piatti della settimana, sempre e rigorosamente in italiano. Infatti Michele crede che se si vuole una identità ben definita, non si deve tralasciare nulla. Se vendi italiano, comunichi in italiano. Figurarsi che da noi in italia chiamano le varie manifestazioni vinicole con nomi inglesi, solo perché “fa più figo”. Locale intelligente, in quanto i vini che vengono consumati al tavolo hanno un ricarico di 10 euro rispetto al prezzo d’asporto. Italianità davanti a tutto dicevo, infatti in uno dei più grandi mercati per gli champagne quale il Belgio, al Caffè al Dente si vendono solo vini del bel paese e le uniche bollicine sono un prosecco e i franciacorta di Camossi e Colline della Stella. La domenica, seconda giornata di degustazione. Il tempo si è rasserenato a tratti e il vento non era più così tagliente. La temperatura cominciava ad assumere aspetti vagamente primaverili. Molta più affluenza del giorno precedente, diversi ristoratori e appassionati hanno raggiunto Halle nelle otto ore di degustazione. La sera, Michele e Wim hanno organizzato una fantastica cena turca all’interno del locale chiuso per turno. Io e Fabio Oberto (con me nella foto di gruppo con Wim e Michele e lo staff del Caffè al Dente) eravamo gli unici in rappresentanza delle rispettive aziende e abbiamo dato fondo alle bottiglie avanzate dalla giornata nell’ex ufficio postale.

SN851018

In conclusione ho notato anche questa volta come la Franciacorta sia una emerita sconosciuta, sia come territorio che come concezione di prodotto. Alcuni mi hanno chiesto se fosse vicino Roma! In ogni caso, con la speranza nel cuore che si possa far conoscere la Franciacorta, così come la Valtènesi (ancor più sconosciuta), devo dire che la trasferta Belga sia stata davvero importante. Ho avuto anche qui la fortuna di conoscere persone intelligenti che vogliono portare il verbo Italia all’interno di una cultura profondamente diversa dalla nostra, ma certamente molto ricettiva ed interessata. Spero che i territori, in futuro, possano fare qualcosa in più per uscire da questo imbarazzante immobilismo.

 

A presto Belgio…

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