E se la campagna tornasse ad “assediare” il cemento della città? (di Claudio Buizza)

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Claudio Buizza è architetto bresciano e amico con il quale condivido lo stesso pensiero in merito a molte questioni, una su tutte il futuro del territorio. Quello che riporto di seguito è un articolo che ha scritto per il Corriere … Continua a leggere

Benvenuti nella Valle dei segni: le incisioni rupestri

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Sono stati due giorni intensi quelli appena trascorsi al workshop MultiMediaLand. Così ricchi di riflessioni, esperienze e momenti di confronto che non basterà un solo post per raccontarli. Bilancio il mio più che positivo quindi, e esprimo immediatamente i ringraziamenti … Continua a leggere

Un’idea per gli Stati Uniti ma, il Consorzio Franciacorta non ha più risposto. Mi devo preoccupare?

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Oggi si sa che l’acquisto di un vino è questione di consapevolezza, di conoscenza, di curiosità e sempre meno qualcosa di casuale e fortuito. Dopo il mio ultimo viaggio negli Stati Uniti dello scorso giugno, me ne ero tornato in … Continua a leggere

Franca Ghitti, l’intelligenza delle mani.

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E’ venuta a mancare Franca Ghitti, artista CAMUNA di fama mondiale. Le sue opere trasmettono la passione per il nostro territorio attraverso i materiali, legno, ferro, corde intrecciate, trasformati e assemblati mediante elementi come il fuoco e l’acqua. Da biennese … Continua a leggere

Ancora su Monte Isola e il cemento che avanza

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Un video che riassume la situazione, anche con le immagini, di quanto sia in progetto a Monte Isola, di cui via abbiamo già parlato (qui, qui e qui). CEMENTO COME SE PIOVESSE, come unica e ultima panacea per risanare i … Continua a leggere

Maremma ventilata

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Metti un week end di inizio Marzo, la fine dell’inverno, sole tiepido e maestrale forte. Metti un gruppo di enocuriosi-enostrippati-enoqualcosa, e metti un produttore appassionato con tanta voglia di farci conoscere il suo lavoro nel suo territorio. Metti di incontrare … Continua a leggere

Il consorzio Franciacorta esprime il suo parere sul trattamento dell’amianto a Gianico.

Ho inoltrato una mail al presidente Maurizio Zanella, chiedendo una presa di posizione del consorzio per la tutela del Franciacorta in merito all’impianto di vetrificazione dell’amianto in attesa di approvazione da parte di Regione Lombardia. In pochi giorni ho ricevuto una lettera dal presidente, che ringrazio per la disponibilità e per le belle parole.

Questo il testo completo della lettera.

Gentile Signora Bellini,

La ringrazio per la Sua segnalazione e per la preziosa attività d’informazione e sensibilizzazione che sta operando a difesa del suo territorio.

Quanto descrive nella sua mail e sul blog ‘terruomocielo’, è fonte di forte preoccupazione e di attenzione anche da parte del consorzio per la tutela del Franciacorta.

Attraverso questa mia, desidero esprimerLe la nostra totale contrarietà ed il nostro disaccordo in merito al progetto per la realizzazione dell’impianto di trasformazione dell’amianto in Vallecamonica di cui ci ha informato. Infatti, oltre alle incognite relative al reale impatto di tale impianto sulla salute dei vostri cittadini, ci preoccupa non poco l’eventuale circolazione di amianto anche sulle strade del lago d’Iseo e in particolare della Franciacorta.

Quanto sopra rischierebbe di compromettere l’equilibrio di un territorio splendido, sempre più visitato ed apprezzato da un turismo in continua crescita, con le drammatiche ricadute negative immaginabili sotto ogni punto di vista: sociale, economico, produttivo, ambientale.

Tuttavia è doveroso La debba informare che – a differenza di altre analoghe situazioni nell’ambito della zona da noi tutelata (anche se solo a livello vitivinicolo) siamo intervenuti nelle sedi opportune- non avendo giuridicamente e legalmente nessun tipo di competenza al di fuori del nostro territorio non potremo intervenire appoggiandoVi addivenendo alle vie legali.

A fronte di quanto detto resto a sua disposizione e Le rinnovo i più sinceri sentimenti di gratitudine per quanto sta facendo, cordialmente

Maurizio Zanella.

Franciacorta: una ricerca dice che il 50% degli italiani non ha idea di dove si trovi.

Il risultato della ricerca che il Consorzio Franciacorta ha commissionato ad Astra Ricerche di Enrico Finzi, traccia un risultato abbastanza preoccupante che evidenzia che il 50% degli italiani non ha idea di dove si trovi questo territorio.

Il 90% dichiara di conoscere il vino che viene prodotto, ma non è in grado di dargli una collocazione geografica. Di questi, uno su quattro non ha mai bevuto franciacorta e non ha intenzione di farlo a breve.

I dati di Finzi fanno tornare con i piedi per terra quanti credono di essere arrivati alla consacrazione e ricorda che di strada da fare ce n’è ancora moltissima.

A proposito di questo non capisco la nota fatta sul Giornale di Brescia: “meglio così, visto che la produzione cresce assai velocemente”. È una dichiarazione di Finzi, o la difesa scomposta quanto assurda di qualcuno?

L’esperto dichiara anche che, per far scoprire il territorio sia necessario “farlo degustare” e che la gente vada portata in cantina (ossia nel territorio) invece che avvicinata con costose campagne promozionali rivolte a un pubblico indistinto.

In poche parole si ritiene sbagliato portare una bottiglia a far degustare in un paese che non conosce nemmeno l’esistenza della Franciacorta, come succede (ed è successo) nelle mie trasferte americane, dove mi si chiedeva ogni volta se fosse Prosecco e mi dovevo prodigare con l’ausilio di una carta geografica a mostrare l’ubicazione della Franciacorta.

Prima s’informa, si comunica e si forma perché è l’unico modo per creare una richiesta consapevole, invece che puntare sulla solita vendita fine a se stessa che altro non fa se non inflazionare un’immagine che ancora deve essere creata, con buona pace dei soliti ottimisti.

Finzi già nel 2009 aveva sottolineato l’importanza fondamentale di una manifestazione sul territorio (leggi Festival Franciacorta) ma che i vertici consortili -nonostante i miei vari appelli- hanno depennato dal calendario adducendo a ragioni tutte da provare in merito alla mancanza di spazi.

Quest’anno è pure stato deciso un aumento della quota consortile che vede schizzare il costo che ogni produttore deve versare al consorzio, di quasi il 50% su ogni bottiglia prodotta.

Visto che la ricerca ha evidenziato una falla nel sistema, non è il caso di cambiare rotta e di investire in altra direzione invece di continuare con politiche che si sono dimostrate (lo dice la ricerca di Finzi) pressoché inutili e forse dannose per il futuro?

Fonte: Giornale di Brescia, 19 gennaio 2012.

Assemblea Pubblica Gianico NO AMIANTO

Domani sera MARTEDI’ 17 GENNAIO alle 20.30, presso la biblioteca comunale di Gianico (BS), si terrà un’assemblea pubblica indetta dall’amministrazione comunale. Si discuterà del progetto di STUPRO DEL TERRITORIO di cui vi ho parlato qui.

Ci saranno il sindaco e l’amministrazione di Gianico, il comitato NO AMIANTO e spero tanti rappresentanti degli enti comprensoriali, dei comuni vicini, e i politici locali. Lo spero perché ci sono tante domande a cui dovranno dare risposta, in primis rendere conto ai camuni del perché una notizia di questo calibro sia stata diffusa solo pochi giorni prima del termine stabilito per la presentazione delle osservazioni, stabilito dalla regione Lombardia per oggi 16 gennaio.

Fa un po’ pensare che dalla presentazione della domanda in regione da parte delle ferriere Scabi datata 17 Novembre 2011, il comune abbia emanato il suo comunicato stampa, con relativa presa di posizione e diffusione della notizia, solo venerdì 13 Gennaio 2012.

L’assemblea è pubblica, quindi, tutta la popolazione interessata è invitata a partecipare.

Vorrei chiedere una cosa anche al sig. Bellicini delle ferriere Scabi, ma credo non sarà presente. La storia imprenditoriale della sua famiglia mi è nota, ci mancherebbe. E’ nata a Bienno, con una fucina dove si lavorava ferro battuto, dove l’energia generata dal sistema idraulico del vaso re ha permesso il fiorire di un’economia non indifferente SENZA INQUINARE, DISTRUGGERE, E DEVASTARE IL TERRITORIO. Vorrei che il sig. Bellicini tornasse indietro per un attimo, per poter guardare un po’ più avanti. Per immaginarsi il futuro che un’ azione imprenditoriale come la sua prospetterà a questa Valle. Per i suoi nipoti, e anche per i miei.

Sorprese camune

Uno dei motivi per cui amo il mio territorio è la capacità di sorprendermi. Provate a visualizzare la Valcamonica: montagne, prealpi, vallate, freddo, latticini e burro. E pensate bene. Nordici geograficamente, e di conseguenza nelconsumo dei prodotti alimentari. Ma, come dicevo prima, la Valle sa sorprendermi anche qui. Avete presente Bienno? Non certo il posto ideale per far crescere piante d’olivo. Per la verità crescono, ne ho due in giardino, ad uso ornamentale, ma mai avrei pensato che in questo splendido borgo l’olea europea potesse portare a maturazione i suoi frutti.

In occasione della frangitura e quindi dell’arrivo dell’olio nuovo, sono stata invitata alla cena di presentazione dello stesso da parte della famiglia Gatti, titolari della  trattoria vineria “la Barbatella” a Pian di Borno; l’olio prodotto nel giardino di casa a Bienno protagonista di una cena offerta ai clienti-amici per festeggiare l’evento.

Quest’olio è ad uso strettamente familiare, anche perchè 40 piante (varietà frantoio, pendolino, leccino e moraiolo) nell’appezzamento dietro casa riescono a dare circa 4 quintali di olio, che smistati tra figli e parenti finisce subito. E quest’anno è andata peggio, la mosca dell’olivo e la grandine hanno ridotto la produzione a soli 40 litri. Calcolando la spesa del frantoio (Vertine a Sulzano) e la fatica per la raccolta, direi che resta la grande soddisfazione di produrre olio extravergine d’oliva a Bienno. E per di più buono. Profumato, per nulla amaro, delicato, come quelli del lago d’Iseo, lascia un leggero e piacevole pizzicore in fondo al palato, una nota strong, come a ricordarmi dove è nato, guardando a sud est il borgo della ferrarezza.

Bruschette, uova sode, bollito misto e gelato alla panna. TUTTO da ricoprire d’olio. Al mio tavolo, Barbera d’Alba 2006 Germano Ettore e Nebbiolo 2009 Adriano.

Un grazie a Luigino e a Silvia per l’invito, e per averci mostrato una magia inaspettata e sorprendente, opera della natura in questo nostro splendido territorio.

La Barbatella di Gatti Luigino
Via XXIV Maggio, 2
25052 Piancogno
0364 466 799