Terre di vite: belle persone, ottimi vini, stupenda location!

“Belle persone, ottimi vini, stupenda location” è una frase di Enrico Togni, al ritorno dalla due giorni in terra Modenese. Riassume anche il mio pensiero. Il castello è un ambiente pulito e fruibile, che facilita la comunicazione, sia da dietro il banco, sia come visitatore. Ristoratori, enotecari, appassionati, famiglie con bambini hanno avuto a disposizione interessanti convegni, musica dal vivo e,  naturalmente, grandi vini da conoscere attraverso i racconti, le esperienze e gli aneddoti di chi lo fa.

Ho naturalmente parlato della Val Camonica con amici e visitatori, raccontare un po’ di noi e di come possiamo riavvicinarci alla viticoltura, che insieme all’agricoltura  sono accerchiate dal cemento dilagante. Ma l’unico modo per fare, è fare sul serio  (cit.) ed Enrico ne è la prova. Bello vedere lo stupore sui volti di chi assaggiava e dichiarava apertamente di non aspettarsi vini così da un territorio di certo non conosciuto per queste produzioni. La comunicazione migliore è l’assaggio.

Per le altre aziende di TerraUomoCielo hanno parlato, oltre i vini, Giovanni e Andrea.

Un grazie ancora all’organizzazione, ai sorridenti ed efficienti ragazzi di Divino scrivere  e un abbraccio a Marco Arturi e Barbara Brandoli. ;)

Grazie ai produttori che si sono raccontati attraverso il loro lavoro. Grazie alla riserva di Brunello 2006 di Luciano , alle barbera  e al pinot nero di Fabrizio, all’aglianico di Sara, al lambrusco rifermentato di Cristina, al dolcetto di Nicoletta , al raboso di Carolina.

“Nero”: Dosaggio Zero 2007 (Pinot Nero)

Serve tempo.

Serve tempo perché le piante crescano e possano abituarsi alla terra e al clima. Serve tempo anche per partorire un’idea, capace di palesare l’intenzione che la terra stessa, a un certo punto, ci sussurra. E serve tempo per avere la certezza di aver fatto le cose per bene.

Il tempo è una variabile complessa capace però di esprimersi nella semplicità di un “tic” che scandisce il secondo. Anche il vino è una variabile complessa ma, eretta dalle costanti che l’uomo fissa.

Abbiamo atteso che le piante fossero a terra da almeno otto anni, prima di vinificare in bianco il Pinot Nero. Abbiamo pazientato quarantun mesi prima di disturbare il vino dal suo riposo.

Adesso si può bere.

“Nero” (la fotografia è dell’amico Dan Lerner) rappresenta l’ultima espressione in vino di Colline della Stella, l’azienda di Andrea Arici. Solo Pinot Nero e unicamente quello dei quattromila metri del vigneto di Cascina Loda e come sempre, Dosaggio Zero. Figlio di una vendemmia difficile -quella del 2007- che ha saputo però regalarci grandi emozioni, come con lo “scritta rossa” e adesso con questa nuova creatura.

Contrariamente alla nostra consuetudine di mettere in commercio i millesimati (questo vale anche per i vini di Camossi) dopo almeno un anno dalla data di sboccatura, per “Nero” abbiamo ritenuto opportuno uscire dopo un periodo, di gran lunga più breve. Questo perché al naso lo abbiamo trovato da subito armonico, con un ottimo corredo aromatico e assolutamente goloso. Per la sua evoluzione in qualcosa di diverso, serve -come sempre-tempo.

Le bottiglie prodotte sono solo mille. Il vino è stato degustato in pubblico per la prima volta sabato a Terre di Vite e da oggi cominciamo a consegnarlo a tutti quelli che, con nostra grande soddisfazione, l’hanno richiesto ancor prima di degustarlo. Grazie!

P.S. tranquilli, ne abbiamo ancora “qualche centinaia”. :-)

Arici, Camossi e Togni a Terre di Vite

Sabato e domenica prossimi, al castello di Levizzano in terra modenese si terrà l’edizione 2011 di “Terre di Vite”, un evento che unisce alla perfezione la cultura dell’arte letteraria e quella musicale, con l’arte del fare vino. Promossa e organizzata dall’associazione culturale Divino Scrivere e dalle sue figure di punta, gli amici, Barbara Brandoli e quel gajardo de Marco Arturi, che nun vedo l’ora de riabbraccià! Qui potete trovare il programma della due giorni, che stavolta mette al centro di tutto le donne(adorabili).

Noi ci saremo tutti(o quasi), Andrea Arici, Dario Camossi, Enrico Togni, il sottoscritto e pure Lucia Bellini. Assenti giustificati Claudio Camossi e Nico Danesi. I vini in degustazione? Venite a Levizzano!

I Percorsi di “Terre di Vite” giovedì a Modena

I “Percorsi di Terre di Vite” sono serate di degustazione vini dei produttori che partecipano all’evento itinerante “Terre di Vite” www.terredivite.it che anche quest’anno si terrà al Castello di Levizzano Rangone, Castelvetro (Mo) nel mese di Novembre. E’ un vero e proprio percorso d’avvicinamento a quello che sarà la manifestazione eno-culturale al Castello di Levizzano che già l’anno scorso ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica. Si è scelto un locale aperto da pochi mesi “Vino a Manovella” ubicato nel centro storico di Modena, in via del Carmine 3, non solo per la bellezza del posto ma anche per la sensibilità dei titolari nel promuovere vini provenienti da piccoli produttori che hanno a cuore la naturalità, l’etica del lavoro in vigna e in cantina oltre all’orientamento verso la qualità. I vini verranno presentati agli ospiti dagli stessi vignaioli che ci introdurranno con la loro passione, non solo nel percorso gustativo ma anche all’interno dei territori di produzione che andremo a scoprire attraverso i loro racconti. I vini in degustazione saranno abbinati ad altrettante specialità gastronomiche preparate dalla cucina di Vino a Manovella. Il ciclo sarà di 8 incontri con frequenza quindicinale.
Dopo il grande successo del primo e del secondo incontro, siamo a  comunicarvi questo quarto appuntamento con le Aziende Franciacortine Andrea Arici e Camossi.

Per informazioni e prenotazioni:

al tel. 059/8753023 (Vino a Manovella)
oppure tramite email: info@divinoscrivere.it
cell. 338/5474185 Barbara Brandoli (Terre di Vite)

Ci si vede giovedì!

Terre di Vite, il 13 e 14 Novembre al Castello di Buronzo tra vino, arte e multicultura

Degustazioni di vini di alcuni tra i migliori produttori italiani, due lezioni sull’imprevedibilità del vino e sulla sua comprensione – sensazioni, parole e suoni a cura di Sandro Sangiorgi di Porthos – una mostra sulla vita di Mario Soldati, un’emozionante installazione multimediale visivo – sonora denominata “Calici d’arte”. Sono questi gli ingredienti della terza edizione di “Terre di vite”, in calendario sabato 13 e domenica 14 novembre 2010 a Buronzo (Vercelli). Il filo conduttore di questa manifestazione enologico-culturale itinerante è la multicultura intesa come modello di vita, di espressione e condivisione tra persone e culture di territori differenti. Un’occasione per conoscere realtà produttive d’eccellenza che hanno scelto un approccio di natura etica con il vino, privilegiando la naturalità e il rispetto di ambiente e territorio. Così, nei suggestivi saloni del Castello di  Buronzo, restituiti all’antico splendore da un recente restauro, si potranno degustare tra gli altri vini come Barolo, Gattinara, Ghemme, Boca e Dolcetto di Dogliani (Piemonte), Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano e Chianti (Toscana), Valtellina Superiore (Lombardia), Lambrusco e Pignoletto (Emilia Romagna), Sciacchetrà (Liguria) Verdicchio dei Castelli di Jesi (Marche), Aglianico del Vulture (Basilicata), Cirò (Calabria). Il pubblico avrà inoltre la possibilità di approfondire la conoscenza dei gioielli enologici di regioni come Campania e Sicilia e dei vitigni autoctoni di Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. Saranno presenti 24 aziende produttrici con 70 vini in degustazione.

Non mancheranno, naturalmente, le chicche enogastronomiche del Piemonte, dal tipico Riso di Baraggia Dop fino ai formaggi e ai salumi di piccoli produttori provenienti dal vercellese e da altre zone d’Italia. Fra le cantine presenti molti nomi di prestigio ma anche alcuni giovani emergenti che si stanno distinguendo per talento e passione. “Terre di Vite” è anche l’occasione per prenotare un week-end a due passi dal Lago D’Orta e dal Lago Maggiore, dalle montagne della Valsesia e a poca distanza da Torino e Milano.

 

Castello di Buronzo, Via Castello  13040 Buronzo (VC)

Apertura: Sabato 13 Novembre dalle 11 alle 20.

Domenica 14 Novembre dalle 11.00 alle 18.00

Contributo di ingresso: 15 euro + 5 euro cauzione calice

Info: www.terredivite.it email: info@divinoscrivere.it

 

 

Terre di vite, appuntamento a Castello tra vino, arte e sostenibilità

Ancora in viaggio, ancora con Orini. Una settimana movimentata, che ci vedrà da prima a Mantova, domani sera, per una degustazione con i vini di Camossi e Arici, per poi spostarci a Senigallia per una mostra di alcuni itineranti scatti di Francesco (che presenterò e della quale vi darò presto un resoconto) per culminare in quel di Modena per l’evento che segnalo di seguito.

G.A.

Sabato 27 febbraio 2010 a Castelvetro (Mo), la seconda edizione dell’evento itinerante

(Castelvetro, 18 gennaio 2010) Degustazioni di vini di alcuni tra i migliori produttori italiani, un convegno sul tema della decrescita e del consumo etico, una lezione sul senso e l’essenza del vino. E mostre di pittura e fotografia, insieme a emozionanti performances artistiche. Sono questi gli ingredienti della seconda edizione di “Terre di vite”, in calendario sabato 27 febbraio 2010 a Castelvetro (Mo). Il filo conduttore di questa manifestazione enologico-culturale itinerante è la sostenibilità come modello di vita, di produzione e di consumo, associata al concetto di decrescita. Un’occasione per conoscere realtà produttive d’eccellenza che, nell’intero panorama italiano, hanno scelto un approccio differente – di natura etica – con il vino. Privilegiando la naturalità e il rispetto dell’ambiente e del territorio. Così, nei suggestivi ambienti del Castello di Levizzano Rangone, restituiti all’antico splendore da un recente restauro, si potranno degustare, fra i tanti, il Gattinara docg e il Barolo docg del Piemonte mentre dalla Lombardia il Valtellina Superiore docg. E se la Calabria è rappresentata dal Cirò doc, la  Basilicata mette in mostra il suo Aglianico del Vulture doc. La Toscana propone i suoi gioielli, il Vino Nobile di Montepulciano docg, il Brunello di Montalcino docg, il Maremma Toscana IGT, le Marche il Verdicchio dei Castelli di Jesi doc. Non mancheranno, naturalmente, le chicche enogastronomiche dell’Emilia, gli aceti balsamici tradizionali di Modena, il Nocino e altre prelibatezze di questa generosa terra, accanto a Lambrusco Grasparossa di Castelvetro doc e Lambrusco di Sorbara doc. Fra le cantine in mostra, molti nomi di prestigio ma anche alcuni giovani emergenti che si stanno distinguendo per talento e passione.

“Terre di Vite” è anche l’occasione per prenotare un week-end a due passi dalle più belle città d’arte – Modena, Bologna, Reggio Emilia, Parma – e assaporare la proverbiale ospitalità degli emiliani, approfittando dei ristoranti, alberghi e agriturismi convenzionati con la manifestazione.

Apertura: dalle 11 alle 21. Contributo di ingresso: 15 euro + 5 euro cauzione calice

Info: http://www.terredivite.it

Terre di Vite: cronistoria (a due) di un bellissimo evento

Nella mia vita ho dormito ovunque; in spiaggia, in un prato, in treno, in camion, su un furgone, sull’asfalto e sul marmo quando è nato Tiziano. Ho testato una quantità abnorme di divani, ma non ho mai vissuto il concetto Camper. Mai fino alla scorsa estate e mai in movimento come nell’ultimo fine settimana. Infatti, con il buon Orini, a bordo del suo Camper, abbiamo raggiunto Maggiora, in provincia di Novara, per Terre di Vite.

Visione surreale ma interessante, il Camper, certamente da analizzare in ogni suo aspetto. La mia cultura mi porta a pensare che quando dico “esco da casa”, vuol dire che raccolgo le cose necessarie per vivere qualche ora all’esterno e vuol dire che salgo su un mezzo a motore e mi sposto fisicamente dalla tana. Con il Camper devi ragionare in maniera diversa. Tu e la tua tana vi muovete simultaneamente, nel tempo e nello spazio. Non si deve uscire da nessuna casa per vedere il mondo e tutto quello che ti serve è lì.

Viste le dimensioni il termine tana sta proprio bene e a quanto pare ad Arcari è piaciuto molto, visto che ha deciso di occupare “lo stato libero di Orini e Nina”. Ricordo solo il complimento più bello: allora! Non toccare la radio pensa a fare quello che sai fare, quindi guida, l’addetto alle stazioni sono io. J

Non insistere con la storia delle stazioni radio! Sarabanda certifica la mia supremazia.

Arrivati a Maggiora, con un quasi imbarazzante anticipo, ci accoglie Marco Arturi, che fa gli onori di casa presentandoci tutta la squadra organizzativa di Terre di Vite.

Nella cantina delle sorelle Conti si è sviluppato una rappresentazione eno-poetica nella quale Sandro Sangiorgi ha dato vita ad un dialogo poetico con il pubblico, insieme ad un preparatissimo Luigi Metropoli, altra metà con Barbara Brandoli dell’associazione Divinoscrivere.

Giusto perché sei smemorato ti ricordo che c’era anche l’amico Marco Arturi assieme a Sandro Sangiorgi e a Luigi metropoli. Scommetto che il sonetto che ti è piaciuto di più è “ Le cose create” di Giuseppe Giochino Belli, invito i lettori a cercarla su google.

Sì, e tu impara a mettere le maiuscole ai nomi. Non ambisco certo a farti da correttore di bozze per tutta la vita!

La serata è poi continuata con un -inizialmente caotico- banco d’assaggio. Le persone affluite sono state davvero molte a dimostrazione del grande interesse suscitato dall’evento. Non appena attenuato il “movimento” mi sono inoltrato nelle degustazioni dovute.

Si ricordo soprattutto il tuo caotico incitamento “andiamo dai prosciutti, andiamo dai prosciutti!” dopo di che ti sei impadronito della macchina fotografica e, nonostante abbia tentato di sabotarti in post-produzione, hai fatto delle belle foto.

Guarda che i prosciutti sono stati degustati con ognuno dei vini presenti, tutti di gran stoffa e assoluta identità, ma a darmi uno scossone al cuore la Barbera 1999 di Cappellano e la Sassella Superiore 2004 di Ar.Pe.Pe. Vini di grandissimo livello, in grado di esprimere ancora giovane irruenza il primo e armonioso equilibrio il nebbiolo di montagna.

Vedi (!) il prosciutto è servito per provare gli abbinamenti.

La serata è proseguita e conclusa benissimo all’agriturismo La Capuccina dove produttori e amici hanno tirato tardi tra tentativi bulgari e divagazioni sui pensieri dei piccoli produttori…

Ti prego; i tentativi bulgari e i piccoli produttori ridotti al rango di squadristi della resistenza, mi hanno lesionato il polmone della sopportabilità.

Poi io e Arcari abbiamo tirato le 4.30, Mac di fronte a Mac, giocando a Sarabanda, ormai nostra principale attività quando siamo in camper.

Una giornata da incorniciare fatta di tante nuove conoscenze, quelle belle, quelle che ti arricchiscono la vita e non ti fanno smettere di sorridere. Un grazie a Barbara Brandoli per averci invitati e per essere stata artefice di un’iniziativa talmente bella, che vorrei vedere realizzata anche nei territori della mia Provincia.

Francesco Orini

Giovanni Arcari

Terre di Vite

Pubblico la notizia relativa l’interessante serata che si terrà il 7 novembre, ideata, fra gli altri, dalla blogger Barbara Brandoli di Divinoscrivere. Io sarò presente. Infatti, andrò in quel di Maggiora in compagnia dell’amico Francesco Orini a bordo del suo camper.

G.A.

La manifestazione si inserisce nel settore della viticoltura di qualità all’interno del vivace panorama vinicolo italiano.logo-terre-di-vite1

Il filo conduttore della serata è l’amore per la terra, per il territorio in cui si opera e per il lavoro nelle vigne, nel segno di un ritorno a una naturalità che non rinuncia alla cultura, ma anzi la incontra per un arricchimento i cui beneficiari sono l’uomo e l’ambiente… continua a leggere