E’ giunta ormai alla decima edizione la manifestazione che ogni anno porta gli enoappassionati a zonzo tra le cantine della Valténesi(leggi ancora Garda Classico).
Qui potete trovare ogni tipo d’informazione.
Buona degustazione!
E’ giunta ormai alla decima edizione la manifestazione che ogni anno porta gli enoappassionati a zonzo tra le cantine della Valténesi(leggi ancora Garda Classico).
Qui potete trovare ogni tipo d’informazione.
Buona degustazione!
Un paio di mesi fa il Consorzio del Garda Classico ha presentato i primi risultati sulla sperimentazione del vitigno Groppello (come avevo scritto QUI). In linea di massima oggi possono affermare che esistono due tipi di Groppello: quello “gentile” –il più diffuso- e quello di “mocasina”. A stabilirlo l’esame del DNA sui due vitigni.
Nell’articolo apparso sul Giornale di Brescia dello scorso 24 febbraio(a firma Portieri e del quale potete leggervi la versione integrale QUI), viene evidenziato dal curatore del progetto, Marco Tonni, come questa sperimentazione non tenga in considerazione come si deve coltivare l’uva di Groppello e come la si deve vinificare, ma dice quali risultati si ottengono usando un certo clone e quali altri si ottengono cambiando tecnica di vinificazione.
Un’altra cosa che non è stata presa in considerazione, è l’incidenza del microclima in ogni parte del territorio dove per altro, sono state riscontrate difformità sensibili ma senza avere la possibilità di tracciarne un grafico, poiché sprovvisti di strumenti per tali misurazioni.
Si torna anche a parlare del Rosso della Valtenesi (o Valtenesi Rosso) che a quanto pare continua ad accrescere la quantità di Groppello al suo interno, interno che per ora non contiene ancora nulla.
Un’altra cosa che non si è tenuta in considerazione è il “dove piantarlo”, questo Groppello. La difformità dei suoli, ben evidenziata nello studio di zonazione, e l’incidenza del microclima(purtroppo non misurata ma lampante) avrebbero mostrato come vi siano zone nelle quali questo delicato vitigno matura perfettamente, dando ottimi risultati nella trasformazione in vino, mentre in altre marcisce ancora prima di colorarsi.
Francamente, la vedo come una “mancanza” non da poco, soprattutto se penso che tre anni “se ne sono andati” e che non tornano più. Siamo certi che il Groppello si possa coltivare in tutta la Valtenesi, almeno con risultati discreti?
Siamo certi che, nel caso si scelga per un 70% di Groppello minimo nella produzione di “Valtenesi Rosso”, ci sia almeno il 70% dei vigneti in grado di sostenere tale coltura?
Non mi pare una cosa da sottovalutare.
Ricevo e pubblico.
G.A.
È fissato per domenica 10 ottobre 2010 l’ormai tradizionale appuntamento con “Profumi di Mosto”, il circuito enogastronomico nelle cantine della riviera bresciana del lago di Garda: una domenica per assaporare colori, sapori ed atmosfere della vendemmia gardesana, con la degustazione dei «Rossi della Valtènesi» abbinati alle tipicità del territorio e ai piatti preparati in cantina dagli chef dei migliori ristoranti della zona. Le cantine partecipanti sono 21, suddivise in tre itinerari. A Puegnago l’«Oasi della Valtènesi» con tutti i vini in degustazione..
Con l’arrivo dell’autunno torna puntualmente in scena anche “Profumi di Mosto”, il circuito enogastronomico che ogni anno celebra la vendemmia nelle cantine del Garda Classico, in Valtènesi, sulla riviera bresciana del lago di Garda. Un evento enogastronomico fra i più popolari e seguiti della Lombardia, la cui nona edizione è in programma per la giornata di domenica 10 ottobre dalle 11 alle 18: sono 21 le aziende che hanno aderito al circuito, e che i partecipanti potranno visitare in tre suggestivi itinerari, ognuno costituito da sette cantine, articolati fra le colline moreniche lombarde del Garda tra Desenzano porta a Puegnago, attraversando sia i comuni dell’entroterra come Calvagese, Bedizzole, Polpenazze e Soiano che quelli rivieraschi come Moniga, Manerba e Padenghe. Grandi protagonisti della giornata saranno i Rossi della Valtènesi, ovvero i vini rossi riuniti sotto il marchio creato dal Consorzio del Garda Classico per identificare alcune delle migliori produzioni vinicole del territorio in vista della prossima entrata in scena della nuova doc “Valtènesi”, approvata dai soci del Consorzio con l’obbiettivo di sintetizzare in un’unica denominazione tutte le caratteristiche che distinguono in modo univoco ed originale il terroir della Valtènesi.
La principale novità di quest’anno è rappresentata dalla partecipazione all’evento del mondo della ristorazione e degli agriturismi: ogni cantina infatti proporrà in degustazione un vino abbinato a piatti della tradizione gastronomica gardesana proposti in collaborazione con gli chef di alcuni fra i migliori ristoranti della zona, tranne che in un paio di casi dove verranno proposte particolari specialità “della cantina”. I visitatori potranno confrontarsi direttamente con i produttori ed i ristoratori, farsi guidare nella visita alle cantine, approfondire le peculiarità del Groppello e dei Rossi della Valtènesi oltre che le caratteristiche storico-culturali del territorio. Il tutto in un’atmosfera suggestiva e di grande fascino legata agli ultimi scampoli della campagna vendemmiale.
Nell’Oasi della Valtènesi, che viene ospitata a rotazione dai comuni della Valtènesi e che quest’anno avrà come cornice il castello di Puegnago, saranno in degustazione libera tutti i 21 rossi selezionati dalle cantine per la giornata: un vero e proprio banco d’assaggio sulle diverse tipologie di rossi locali. Dalle 14.00 sono previste ogni ora degustazioni guidate in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier di Brescia.
All’Oasi è prevista anche la presentazione grafica del Progetto Valtènesi, destinato a portare attraverso la nuova doc Valtènesi una visibilità nuova alla produzione dei Rossi e del Chiaretto del Garda Classico prodotti prevalentemente con uve di Groppello, vitigno autoctono nel territorio delle colline moreniche della Valtènesi. Il ricavato delle vendite dei rossi della Valtènesi realizzate nell’Oasi sarà destinato ai bambini emopatici, attraverso A.B.E., l’associazione che da anni sostiene loro e le loro famiglie. La chiusura della manifestazione è prevista alle 18.30 sempre al castello di Puegnago, con un appuntamento musicale ed un brindisi con gli spumanti rosè prodotti nel territorio della Valtènesi.
Per ognuno dei tre itinerari previsti il ticket costa 25 euro e comprende il set da degustazione, le degustazioni nelle sette cantine del percorso prescelto e l’ingresso all’Oasi della Valtènesi: il biglietto è prenotabile con uno sconto di 2 euro sul blog www.profumidimosto.it o acquistabile in alternativa in una qualunque delle aziende aderenti.
Avete presente quel sorrisetto fastidioso, quello da stronzetto, che viene alle persone quando con naturalezza (vera quanto dei fiori di plastica), vi rifila un sonoro “te l’avevo detto!”??
Dopo aver letto questo post, dell’amico Franco Ziliani, mi è spuntato un fac-simile di quello sopra descritto, con l’unica differenza che il mio pare più una smorfia di dolore, condita da quel fastidioso “l’avevo detto” da stringermi tra i denti per non far riaffiorare, inutilmente, vecchi “rancori”.
Finalmente a parlare di un pezzo di questa provincia, è una delle penne più autorevoli(se non la più autorevole) del panorama vinicolo italiano e ha deciso di farlo in netta contrapposizione (a riprova della sua onestà intellettuale)con quello che da tempo il consorzio, cerca di inculcare nell’immaginario collettivo.
Niente “Rossi della Valtènesi” come espressione territoriale, almeno per ora, ma vini bianchi a base riesling renano, un accenno al chiaretto e uno per il groppello. Almeno per ora, ma è da li che è partito a parlare di territorio, Franco Ziliani.
Ho ancora le magliette con incollate le bucce dei pomodori che qualcuno mi ha tirato nella schiena quando, qualche anno fa, mi sono espresso a favore dei vini bianchi e soprattutto del groppello, come fulcro dell’identità di questa terra.
Vini, quelli recensiti da Ziliani, nei quali sono finite in passato, alcune delle mie elucubrazioni. Sono felice che a quanto pare, stiano arrivando i consensi, a dimostrazione del fatto che un lustro nel mondo del vino, è davvero poca roba.
A parte questo sassolino tolto dalle mie espadrillas, com’è stato visto il giudizio di Ziliani da parte dei Valtènesini? Condividono o rimangono imperturbabili, con le loro indiscutibili e necessarie convinzioni?