Slow Food spiega alla politica cosa si deve fare. Capiranno?

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Ho ricevuto solo oggi il comunicato stampa congiunto delle cinque condotte Slow Food della provincia di Brescia e domani, in una conferenza stampa rivolta ai candidati e ai cittadini, spiegheranno per l’ennesima volta cosa si deve fare per la vita … Continua a leggere

In un gesto

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Conosco Claudia da un paio d’anni, solo virtualmente. Non ci siamo mai incontrate di persona, ma abbiamo molto in comune. Siamo molto legate al nostro territorio e alle nostre rispettive vallate, divise da passi alpini e splendidi panorami. Vi avevo … Continua a leggere

UN CAMPO DI VOLO AL POSTO DI CAMPI COLTIVATI

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Ancora una volta le amministrazioni (questa volta è la provincia) hanno ben chiara la situazione: l’agricoltura non va salvata. Succede a Cividate Camuno, piccolo paese della media Valcamonica con origini romane. Si pensa bene di utilizzare quell’ultimo spazio di verde … Continua a leggere

Ancora su Monte Isola e il cemento che avanza

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Un video che riassume la situazione, anche con le immagini, di quanto sia in progetto a Monte Isola, di cui via abbiamo già parlato (qui, qui e qui). CEMENTO COME SE PIOVESSE, come unica e ultima panacea per risanare i … Continua a leggere

Lugana: un gioiello di economia agricola in pericolo per la TAV.

La TAV, quella straordinaria opera seconda solo al ponte sullo stretto e prima micidiale –per me- perdita di stima nei confronti di Monti, il quale dovrebbe comprendere che oltre la matematica può esistere qualcos’altro.

La TAV che altro non rappresenta se non un accordo politico, un intreccio d’affari sempre connessi alla politica partitica, la cui unica utilità è rappresentata da profitti privati e forse pubblici, è uno degli investimenti più bizzarri (per non dire stupidi)della storia italiana.

Chi l’ha progettata e chi l’ha concessa, devono essere parenti o in qualche modo si sono formati insieme, perché non hanno tenuto conto di niente. Il progettista ha tracciato delle righe su una carta fisica del ‘49 e l’altro gli ha detto che andava bene.

Queste persone non si sono minimamente rese conto dell’urgenza ambientale che ci soffoca, non hanno tenuto conto dell’importanza di un’economia agricola in rapporto alla vita dell’uomo e la cosa peggiore è che non ascoltano le ragioni di chi vive in una -e di una- fascia di terra. Come se i voti presi a predicare insolute promesse, fossero garanzia e il lasciapassare per decidere qualunque cosa, spesso in nome di un illegale e vergognoso tornaconto personale.

La TAV passerà anche da Brescia e soprattutto andrà a tagliare in due il territorio di Lugana, un altro vincente esempio d’imprenditoria vitivinicola bresciana.

Ettari di vigneto al macero per far passare il trenino e un sistema agricolo fortemente in pericolo, non solo in chiave ambientale ma anche perché l’immagine della zona produttrice, sarebbe colpita al cuore. In Italia l’agricoltura non vale nulla perché sfruttata dal commercio di massa e realtà capaci di fare sistema come la Lugana devono essere portate ad esempio.

Le pagine bresciane del Corriere della Sera danno spazio al tema (e per fortuna dico io!)e dopo il bell’articolo Vittorio Messori di mercoledì insiste intervistando, tra gli altri, Francesco Montresor Presidente del Consorzio di Lugana nel pezzo di Matteo Trebeschi.

Esistono progetti alternativi che aspettano solo di essere presi in considerazione. Progetti che permetterebbero la convivenza di un patrimonio agricolo e di quella grottesca opera che risulta essere la TAV.

Faccio un appello alla Politica bresciana tutta, di non sentirsi esclusa da questa emergenza e che per una volta, abbia la decenza di cancellare quel pensiero che non gli consente di guardare oltre il confine del suo giardino.

È arrivato il momento che la Politica dimostri di essere utile alla collettività e non un fardello. Ci sono progetti alternativi alle righe tracciate dal progettista, che devono essere valutati in ogni loro aspetto e il tempo a disposizione è sempre meno: usatevi per questo.

Agli amici di Lugana, a Carlo Veronese, metto a disposizione questo blog per qualunque comunicazione, per qualunque cosa.

Il consorzio Franciacorta esprime il suo parere sul trattamento dell’amianto a Gianico.

Ho inoltrato una mail al presidente Maurizio Zanella, chiedendo una presa di posizione del consorzio per la tutela del Franciacorta in merito all’impianto di vetrificazione dell’amianto in attesa di approvazione da parte di Regione Lombardia. In pochi giorni ho ricevuto una lettera dal presidente, che ringrazio per la disponibilità e per le belle parole.

Questo il testo completo della lettera.

Gentile Signora Bellini,

La ringrazio per la Sua segnalazione e per la preziosa attività d’informazione e sensibilizzazione che sta operando a difesa del suo territorio.

Quanto descrive nella sua mail e sul blog ‘terruomocielo’, è fonte di forte preoccupazione e di attenzione anche da parte del consorzio per la tutela del Franciacorta.

Attraverso questa mia, desidero esprimerLe la nostra totale contrarietà ed il nostro disaccordo in merito al progetto per la realizzazione dell’impianto di trasformazione dell’amianto in Vallecamonica di cui ci ha informato. Infatti, oltre alle incognite relative al reale impatto di tale impianto sulla salute dei vostri cittadini, ci preoccupa non poco l’eventuale circolazione di amianto anche sulle strade del lago d’Iseo e in particolare della Franciacorta.

Quanto sopra rischierebbe di compromettere l’equilibrio di un territorio splendido, sempre più visitato ed apprezzato da un turismo in continua crescita, con le drammatiche ricadute negative immaginabili sotto ogni punto di vista: sociale, economico, produttivo, ambientale.

Tuttavia è doveroso La debba informare che – a differenza di altre analoghe situazioni nell’ambito della zona da noi tutelata (anche se solo a livello vitivinicolo) siamo intervenuti nelle sedi opportune- non avendo giuridicamente e legalmente nessun tipo di competenza al di fuori del nostro territorio non potremo intervenire appoggiandoVi addivenendo alle vie legali.

A fronte di quanto detto resto a sua disposizione e Le rinnovo i più sinceri sentimenti di gratitudine per quanto sta facendo, cordialmente

Maurizio Zanella.

Bagolino, non solo bagòss

Bagolino è una perla della valle del Caffaro, nella provincia di Brescia. Un borgo medioevale, ricco di vicoli, scalinate, strade tortuose, portici, piazze e fontane. Conosciuto ai più per la produzione del formaggio bagòss, un trionfo di profumi e di sapori che difficilmente si scordano. Ma Bagolino non si fa dimenticare nemmeno per il suo carnevale. Parteciparvi è un’emozione che continua nei ricordi dei canti, dei balli, delle bevute, dei ballerini con i cappelli preziosi e delle maschere con la palpatina intima facile.

Qualche anno fa ho avuto la fortuna di essere a Bagolino nella domenica di carnevale, che è la giornata “dedicata ai turisti”. Il vero carnevale bagoss (dei bagoss, ovvero gli abitanti di Bagolino) inizia infatti con la messa delle 6.30 del lunedì. In questa occasione le due facce del carnevale, quella sacra e quella profana, si fondono davanti all’altare, per iniziare due giorni di baldoria attesi per tutto l’anno. Dal 1500 oggi come allora.

Per capire cos’è e quanto sia sentito dagli abitanti vi lascio due filmati, uno ufficiale, e uno di una televisione on line brasiliana, a dimostrazione dell’interesse per questa forte tradizione anche dall’estero.

Al prossimo anno!

manifestazione no amianto

Per preparare al meglio la manifestazione di sabato, ci troviamo venerdì 24 alle 20:45 presso la saletta del municipio di Gianico!

Sono ammesse lenzuola, carta, cartelloni e quant’altro serva per manifestare.

adesioni comitato no amianto

Continua il lavoro del comitato no amianto di Gianico, che consiste nell’informare la popolazione camuna su quanto è stato progettato. E’ incredibile, nonostante l’interesse dei media, quante persone in Valcamonica non abbiano la più pallida idea di quanto si stia valutando di fare nella zona industriale di Gianico. SI PREVEDE LO SMALTIMENTO DI 80.000 TONNELLATE DI AMIANTO ANNUE, ATTRAVERSO UN PROCESSO DI INERTIZZAZIONE CHE NON GARANTISCE LA NON USCITA DI FIBRE D’AMIANTO DURANTE LA LAVORAZIONE. A RISCHIO LA NOSTRA SALUTE.

La Valcamonica ha dei record, e sono quelli del numero di tumori e di altre patologie (tra cui il parkinson precoce)  legate agli insediamenti industriali della lavorazione del tondino. A distanza di anni, gli studenti di Darfo Boario Terme hanno livelli di manganese 10 volte sopra la media. Ignoriamo questi dati? O li vogliamo far incrementare?

Secondari, ma non meno importanti, i rischi del territorio, legati al trasporto su gomma che porterà nuovo traffico dall’autostrada fino alla Valle. Attraversando la franciacorta, e probabilmente costeggiando tutto il lago d’Iseo, magari dovrà evitare anche le gallerie, si sa mai. Vorrei sapere cosa ne pensano il consorzio per la tutela del franciacorta, gli albergatori del lago d’Iseo, quelli di BOARIO TERME, il consorzio adamello ski, perché al momento non mi pare abbiano preso posizione in merito.

Nel frattempo continua la raccolta firme, ormai intorno alle 11.000, ma dobbiamo darci da fare, in valcamonica siamo quasi 120.000!!

Informate zii, zie, nonne, nonni, cugini, cugine, nipoti, fidanzati e fidanzate, suocere, amanti e trombamici: potranno firmare qui:

Sabato 11
A Boario  banchetto firme per il mercato ( 9 -12)
a Lovere, nel pomeriggio, presso la scuola elementare, dove c’è un convegno sull’alimentazione sana.
Domenica 12
a Pisogne banchetto firme dalle 10 alle 16
Martedì 14
Banchetto di raccolta firme a Breno per San Valentino.
Serata informativa a Rogno con l’amministrazione comunale,  presso il Teatro, con la presenza del prof. Vangelisti, medico dell’ ASL di Vallecamonica;
Mercoledì 15
Banchetto di raccolta firme a Darfo per la fiera di San Faustino, davanti al Municipio
Venerdì 17
Serata informativa a Pisogne con l’Associazione giovanile del KAG .
INFORMIAMO!

Centrale a Biomasse di Rodengo Saiano: Caro Delbarba…

Caro Delbarba,

ti  scrivo in merito al progetto della centrale a biomasse di Rodengo Saiano e al video che riporto qui sotto.

Francamente pensavo che l’avvento di un giovane alla guida di un’importante azienda di servizi, potesse davvero portare a un cambio di tendenza in quelli che sono sempre stati i giochi di forza tra politica ed economia, in altre parole in quelle decisioni che non tengono mai conto del volere dei cittadini.

Ambiente… futuro… e tutte quelle frasi a effetto che sott’intendono un miglioramento della vita di tutti e il buon animo di chi costruisce tale opera perché lo fa per le famiglie, mi hanno un stufato per loro costante strumentalizzazione.

Hai chiesto a quelle 4mila famiglie se hanno piacere ad avere un inceneritore nel giardino di casa? Sicuramente no perché la legge non prevede questo: basta che uno prenda voti, diventi sindaco per poi fare quello che gli piace o che gli conviene. A voi interessa quello che decide, non quelli che poi subiscono. Però anche il giudizio popolare vuol dire ambiente, anche se si ignora sempre.

Siamo certi che non inquini? Sei disposto tutte le mattine a portarci i tuoi figli per una corsetta attorno? Sarebbe un ottimo modo per dimostrare che non inquina: però se mancate per due settimane, l’inceneritore deve essere dismesso entro le due successive. Ci stai?

Poi, lo fai in Franciacorta in un territorio dov’è presente una fervente attività vitivinicola già sufficientemente martoriata da opere inutili quanto dannose e questo cozza paurosamente con il tuo interesse ambientale per il territorio e con quanto di buono fatto da Cogeme.

Se “questo è il futuro” –come dici- credo sia giunto il momento che tu faccia capire se ti riferisci al futuro di Cogeme o a quello di chi vive nel territorio in cui Cogeme opera. Perché questo fa la differenza.

Le persone sono il futuro del territorio e la loro salute non può essere ulteriormente compromessa dagli interessi, soprattutto se in nome dell’ambiente. È un paradosso.

Parla con i 4mila e dimostra in maniera inequivocabile i vantaggi e gli svantaggi di quest’opera e ascolta anche quello che hanno da dire. E’ importante.