Parco della Macogna. La politica preferisce una discarica

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La politica ha perso l’ennesima occasione per dimostrarsi utile per il futuro dei cittadini e non solo, si rivela sempre più dannosa per l’esistenza dell’essere umano. Era il 15 dicembre del 2011 quando su questo blog chiedevo una firma alla … Continua a leggere

V**O – GLI ESTREMI DEL VINO (chi non viene è un pitoto)

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L’idea, quella di organizzare una manifestazione con protagonista il vino, c’era da un po’. Se ne parlava al PiccoloLord, il locale di Massi. Avevamo voglia di far venire amici a conoscere la Valcamonica, i prodotti della sua terra e dei … Continua a leggere

Slow Food spiega alla politica cosa si deve fare. Capiranno?

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Ho ricevuto solo oggi il comunicato stampa congiunto delle cinque condotte Slow Food della provincia di Brescia e domani, in una conferenza stampa rivolta ai candidati e ai cittadini, spiegheranno per l’ennesima volta cosa si deve fare per la vita … Continua a leggere

In un gesto

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Conosco Claudia da un paio d’anni, solo virtualmente. Non ci siamo mai incontrate di persona, ma abbiamo molto in comune. Siamo molto legate al nostro territorio e alle nostre rispettive vallate, divise da passi alpini e splendidi panorami. Vi avevo … Continua a leggere

UN CAMPO DI VOLO AL POSTO DI CAMPI COLTIVATI

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Ancora una volta le amministrazioni (questa volta è la provincia) hanno ben chiara la situazione: l’agricoltura non va salvata. Succede a Cividate Camuno, piccolo paese della media Valcamonica con origini romane. Si pensa bene di utilizzare quell’ultimo spazio di verde … Continua a leggere

Ancora su Monte Isola e il cemento che avanza

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Un video che riassume la situazione, anche con le immagini, di quanto sia in progetto a Monte Isola, di cui via abbiamo già parlato (qui, qui e qui). CEMENTO COME SE PIOVESSE, come unica e ultima panacea per risanare i … Continua a leggere

Lugana: un gioiello di economia agricola in pericolo per la TAV.

La TAV, quella straordinaria opera seconda solo al ponte sullo stretto e prima micidiale –per me- perdita di stima nei confronti di Monti, il quale dovrebbe comprendere che oltre la matematica può esistere qualcos’altro.

La TAV che altro non rappresenta se non un accordo politico, un intreccio d’affari sempre connessi alla politica partitica, la cui unica utilità è rappresentata da profitti privati e forse pubblici, è uno degli investimenti più bizzarri (per non dire stupidi)della storia italiana.

Chi l’ha progettata e chi l’ha concessa, devono essere parenti o in qualche modo si sono formati insieme, perché non hanno tenuto conto di niente. Il progettista ha tracciato delle righe su una carta fisica del ‘49 e l’altro gli ha detto che andava bene.

Queste persone non si sono minimamente rese conto dell’urgenza ambientale che ci soffoca, non hanno tenuto conto dell’importanza di un’economia agricola in rapporto alla vita dell’uomo e la cosa peggiore è che non ascoltano le ragioni di chi vive in una -e di una- fascia di terra. Come se i voti presi a predicare insolute promesse, fossero garanzia e il lasciapassare per decidere qualunque cosa, spesso in nome di un illegale e vergognoso tornaconto personale.

La TAV passerà anche da Brescia e soprattutto andrà a tagliare in due il territorio di Lugana, un altro vincente esempio d’imprenditoria vitivinicola bresciana.

Ettari di vigneto al macero per far passare il trenino e un sistema agricolo fortemente in pericolo, non solo in chiave ambientale ma anche perché l’immagine della zona produttrice, sarebbe colpita al cuore. In Italia l’agricoltura non vale nulla perché sfruttata dal commercio di massa e realtà capaci di fare sistema come la Lugana devono essere portate ad esempio.

Le pagine bresciane del Corriere della Sera danno spazio al tema (e per fortuna dico io!)e dopo il bell’articolo Vittorio Messori di mercoledì insiste intervistando, tra gli altri, Francesco Montresor Presidente del Consorzio di Lugana nel pezzo di Matteo Trebeschi.

Esistono progetti alternativi che aspettano solo di essere presi in considerazione. Progetti che permetterebbero la convivenza di un patrimonio agricolo e di quella grottesca opera che risulta essere la TAV.

Faccio un appello alla Politica bresciana tutta, di non sentirsi esclusa da questa emergenza e che per una volta, abbia la decenza di cancellare quel pensiero che non gli consente di guardare oltre il confine del suo giardino.

È arrivato il momento che la Politica dimostri di essere utile alla collettività e non un fardello. Ci sono progetti alternativi alle righe tracciate dal progettista, che devono essere valutati in ogni loro aspetto e il tempo a disposizione è sempre meno: usatevi per questo.

Agli amici di Lugana, a Carlo Veronese, metto a disposizione questo blog per qualunque comunicazione, per qualunque cosa.