Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti (con Enrico Togni)

Sabato 3 e domenica 4 dicembre 2011 negli spazi di Piacenza Expo si apre la prima edizione delMercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, non è un mercato come tutti gli altri…

In questi due giorni 200 vignaioli da tutta Italia vi aspettano per farvi conoscere e degustare i propri vini, ma anche per raccontarvi i propri territori e il proprio lavoro nel vigneto e in cantina. Andare al Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti sarà allora come ai vecchi tempi, quando il mercato era luogo di incontro, dove si scoprivano e si valutavano i beni esposti, si potevano chiedere informazioni sull’andamento dell’annata e si poteva acquistare direttamente dal contadino o, come in questo caso, dal vignaiolo.

QUI potete trovare l’articolo completo della due giorni piacentina, dove noi saremo presenti con i vini di montagna di Enrico Togni che, contrariamente alle aspettative che lo vedrebbero collocato nell’area destinata alla Lombardia, sarà ospite della Valle d’Aosta.

E son soddisfazioni!

Stavolta un sassolino dalla scarpa voglio proprio togliermelo, alla faccia di chi non crede che Opol possa essere un grande progetto concreto, alla faccia di chi pensa che il successo di Arici e Camossi sia dato esclusivamente dall’immagine del territorio.

Con Enrico in un territorio che, di fatto, non esiste o come dice Morichetti “un posto che a spanne pare in culo al mondo del vino di qualità-  abbiamo dato concretezza alle nostre idee nel più classico degli schemi: prima fare, poi comunicare e poi sperare(perché oggi serve pure quello). ;-) 

La stessa cosa si sta portando avanti (da più tempo)anche con le Aziende franciacortine, con il medesimo schema.

Un sistema dove tutti ci poniamo sullo stesso piano e mettiamo in discussione i nostri sogni, le nostre idee, le nostre competenze e i nostri ideali, non può più essere qualcosa che passa inosservato. Provate cosa abbiamo fatto, venite a visitare le aziende e provate a sedervi a un tavolo con i Contadini a parlare di agricoltura, di natura, di boschi e della vite. Ogni volta che li sento discutere mi gonfio come un pavone e sono l’uomo più orgoglioso del mondo ad averli incontrati e a poter lavorare con loro.

Grazie Andrea, Claudio, Dario ed Enrico e a tutte le persone che credono in noi.

Per gli altri, parlano i risultati(che non arrivano), a dimostrazione che il territorio lo fanno gli uomini e non le storielle.

Opol una speculazione? Tua sorella forse!

Il mondo è un guazzabuglio di chiacchiere. C’è chi sostiene una cosa, chi ne contesta la tesi per poi scontrarsi su basi aleatorie e mai dotate di confutabilità. Chiacchiere da entrambe i lati. Ciance, delle quali se ne leggono e se ne vedono tante anche nel mondo del vino. In passato mi scontravo con più impeto, oggi aspetto che il consumatore arrivi al punto di minima comprensione(perché ogni appassionato c’arriva) prima di inveire alle idiozie che spesso mi trovo a sentire. Molte me le lascio scivolare addosso, altre no.

Il caso vuole che mi siano giunte notizie in merito a quello che stiamo facendo in Valcamonica. Mi sarei atteso una certa gelosia per quel poco di successo che stiamo ottenendo con Opol, ma speravo in critiche intelligenti, anche prive di basi concrete ma intelligenti. Invece mi sento accusare di speculazione. C’è chi sostiene che il progetto Opol (con vino annesso) altro non sia se non un’operazione commerciale che come unico fine, conosce il guadagno e nient’altro.

A queste sventurate persone ricordo che il progetto Opol acquista uve al doppio del valore di mercato, quindi se volessimo speculare avremmo deciso diversamente. Vorrei sapere quanti decidono di spendere più del dovuto per creare un vino. I magnum prodotti sono stati 3300 e li vendiamo a 9,50 euro (+ iva) al ristoratore e per gli investimenti fatti, cominceremo a vedere la luce vendendo la vendemmia del 2011(sempre che si riesca a vendere tutto).

In oltre, il progetto Opol non rappresenta un cerchio chiuso, bensì un modo di fare sistema per il territorio, lo stesso territorio che ha scartato a priori la possibilità di incontrarmi anni fa e che oggi bisbiglia, diffamando e cercando di raccontare cose che la limitatezza umana di qualcuno non potrebbe nemmeno immaginare. Opol vuole fare sistema con attori attenti e capaci di comprendere il valore di un territorio, è un progetto aperto a chiunque voglia fare sistema. Agli altri consiglio(e i consigli arrivano una volta sola) di non farmi incazzare oltre, di tapparsi la bocca e di mostrare quello che valgono invece di scadere nel più bieco pettegolezzo che altro non fa, che svalutare loro stessi e il territorio.

 

Slow Wine a Londra: ci sarà anche “Opol”!

Il prossimo 11 marzo a Londra, andrà in scena la presentazione della guida Slow Wine. Più di 100 produttori italiani -che hanno conseguito il simbolo della Chiocciola- avranno la possibilità di far degustare il frutto del loro lavoro nella capitale britannica.

Noi saremo presenti con il progetto “Opol” ovvero il vino che Enrico Togni produce in Valcamonica e che si prefigge di tutelare il territorio vitivinicolo di quella parte di provincia bresciana.

Molti amici spesso mi “accusano” di queste mie sortite estere. Mi rimproverano perché sostengono che le aziende di TerraUomoCielo producono poco vino (in questo caso tremila magnum)con il quale non si riesce nemmeno a soddisfare le richieste che arrivano dall’Italia.

Da sempre ritengo che prima di avere l’arroganza di andare all’estero per vendere del vino, ci si debba sforzare di comunicare il messaggio che si cela dentro una bottiglia, di farlo degustare e non solo. E noi abbiamo un messaggio che riteniamo molto importante, da diffondere, un messaggio che spesso, in un’Italia troppo distratta a disquisire di insostenibili “verità assolute”, viene archiviato nello scaffale delle cose che non fanno audience.

Per tutte le informazioni in merito alla degustazione londinese, cliccate QUI e anche QUI dove Jancis Robinson (che spererei di trovarmi al tavolo per degustare un bicchiere di Opol insieme :-) ) ha scritto dell’evento.

p.s. ho qualche problema tecnico con i link. scusatemi.

I’ll see you in London!

Incontro tra “Chiocciole” Bresciane

Sabato 11 dicembre, presso l’Osteria Al Bianchi in via Gasparo da Salò a Brescia, si terrà l’incontro tra due imprese che hanno ottenuto il più prestigioso riconoscimento dall’associazione di Bra, nelle rispettive categorie. La chiocciola, che non è una novità per “il Bianchi”, lo è invece per Enrico Togni che rappresenta una delle centosessanta aziende agricole italiane, che hanno ottenuto il medesimo riconoscimento nella neonata guida Slow Wine 2011.

L’Osteria Al Bianchi rappresenta la cultura storica della gastronomia del territorio bresciano e l’Azienda Agricola Togni e Rebaioli di Darfo Boario, s’impegna per la sopravvivenza del patrimonio vitivinicolo di Valle Camonica. È proprio per questo profondo rispetto per le tradizioni del territorio, che si è voluto realizzare questo matrimonio tra culture bresciane.

Nel consueto appuntamento dell’aperitivo del sabato con il “Bertagnì”(dalle ore 11e30) sarà abbinato, per tutti gli avventori che lo chiederanno, “Opol”, il vino frutto del progetto che Enrico Togni con TerraUomoCielo stanno promuovendo per la tutela della viticoltura Camuna.

L’evento, promosso dall’associazione Brescia per Passione, da questo Blog, oltre che dall’Osteria Al Bianchi e da Enrico Togni, è patrocinata da Slow Food, nella figura di Eugenio Signoroni, responsabile della guida Slow Wine per la Provincia di Brescia e nuovo curatore, con Marco Bolasco, della Guida alle Osterie d’Italia sempre di Slow Food.

Il valore dei prodotti del territorio, dipende direttamente dal valore del territorio stesso. L’Osteria Al Bianchi raffigura un esempio di tutela delle tradizioni bresciane, sia culinarie che culturali. Un luogo capace di gestirsi in una formula che dura da decenni e che vede nel più profondo senso del termine “Osteria” la chiave di un successo che si rafforza ogni anno. L’azienda Togni e Rebaioli con il progetto Opol vuole dare vigore alla viticoltura della Valle, che negli ultimi cinquant’anni ha visto sparire oltre duemila ettari di vigneto. Il vino Opol è un esempio virtuoso della volontà di tutelare quello che è rimasto della storia e della cultura enoica del più vasto territorio della Provincia Bresciana.

Un monumentale incontro con il Cibo(e il Vino)dello straordinario Territorio Bresciano

IL 29 NOVEMBRE 2010

ALL’ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO

PER I SERVIZI ALBERGHIERI E DELLA RISTORAZIONE

“ANDREA MANTEGNA” DI BRESCIA.

L’irrinunciabile occasione è originata dalla presentazione di OSTERIE D’ITALIA 2011, che vedrà protagonisti, 15 osterie, trattorie, ristoranti del nostro Sussidiario del mangiarbere all’italiana con oltre 25 produttori, pescatori e panettieri – per mettere in forte rilievo la necessità di dare ai consumatori consapevoli (i co-produttori) la corretta informazione da parte della ristorazione attraverso l’indicazione chiara della provenienza delle materie prime con nome e cognome del produttore (la tracciabilità) – che trasformeranno in piatti prelibati i prodotti di eccellenza della terra bresciana. Ad accompagnarli i produttori vitivinicoli con i loro pregevoli vini. La proposta della serata è seducente: tre viaggi nella terra bresciana attraverso i nostri tre principali giacimenti gastronomici, la MONTAGNA, la PIANURA, i LAGHI declinati in tre menù con i vini e i pani.

Le tre cucine e le rispettive sale che il Mantegna ci mette a disposizione accoglieranno i fortunati partecipanti a questo viaggio gastronomico e saranno protagonisti di una bella avventura anche gli studenti di quarta e quinta del diurno e del secondo e terzo anno del serale, insieme ai loro insegnanti.

Tutto si traduce in una festa dalla valenza culturale e di solidarietà: la destinazione degli utili sarà devoluto all’iniziativa lanciata da TERRA MADRE “Mille Orti in Africa” che saranno gestiti dalle Comunità di Terra Madre e dagli studenti africani che si sono laureati all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la Fondazione Slow Food per la Biodiversità onlus gestirà i contributi e coordinerà le attività in Africa.

PROGRAMMA

Lunedì 29 novembre

Istituto IPSSAR Andrea Mantegna di Brescia – Via Fura, 96

ore 18,30 registrazione/accoglienza dei partecipanti

ore 18,45 presentazione di Osterie d’Italia con Bianca Minerdo della redazione di Slow Food Editore

ore 19,45 aperitivo con bollicine BRUT Franciacorta delle aziende FERGHETTINA, FRATELLI BERLUCCHI ed ENRICO GATTI; tutte le cantine hanno ricevuto “la bottiglia” della Guida Slowwine

ore 20,00 inizia la cena “Mangiando Locale” – suddivisi nelle tre sale dell’istituto – con i tre principali territori che caratterizzano la terra bresciana:

SALA 1 – LA MONTAGNA

LE FRISE  di Artogne con:

Sformato di porri con crema di Fatulì e scaglie di tartufo nero della Valle Canonica

LAMARTA  di Treviso Bresciano con:

Bigoli al capriolo

LA MADIA  di Brione con:

Pasta con farina di castagne della Valcamonica con stracotto di pecora camuna – farina di castagne e pecora dell’Az. Agr. Cristina Pellegrini

IL CASTELLO  Di Serle con:

Spiedo valsabbino con polenta di mais bresciano – farina dell’Az. Agr. La Grande Ruota di Dello

ROSSO DI SERA di Esine con:

Tortina di grano saraceno con gelato e confettura di lampone

Il pane è della Forneria Salvetti di Malonno

VINI:

Brut Franciacorta e Pinot nero La Valletta dell’Az. Agr. Il Pendio (Slowine) di Monticelli Brusati

Opol 2009 (vino slow della Guida SloWine) e Vidur 2007 (barbera) dell’Az. Agr. Enrico Togni Rebaioli (Slowine) di Darfo Boario Terme

FRANIC Rosè Demi Sec dell’Az. Agr. Villa di Monticelli Brusati (€)

SALA 2 – LA PIANURA

Il GALLO di Rovato con:

Paniere di affettati del territorio con sformato di carciofi e crema di parmigiano e porri dolci

Al BIANCHI  di Brescia con:

Malfatti con spinaci burro e salvia – l’Az. Agr. Filippini – Cascina Mantova – di Bassano Bresciano fornisce la verdura di stagione

L’OSTERIA DELL’ANGELO di Gussago con:

Lasagnette con salsiccia, funghi e zafferano – il Salumificio Franciacorta di Cortefranca fornisce la Salsiccia al Terre di Franciacorta

LA GROTTA  di Brescia con:

Fiandra di puledro

LOCANDA DEL VEGNOT di Borgo San Giacomo con:

Crostata con farina di farro e ricotta di bufala

Il pane è della forneria ASTORI di Coccaglio

VINI:

Capriano del Colle Bianco D.O.C. 2009, Capriano del Colle Rosso D.O.C. 2008, Capriano del Colle Rosso Riserva D.O.C. “Riserva degli Angeli” 2007 dell’Az. Agr. Lazzari di Capriano

Drajibo – Benaco bianco passito dell’Az. Agr. Perla del Garda di Lonato

SALA 3 – I LAGHI

ALLE ROSE di Salò con:

Luccio in consa con polenta

ANTICA LOCANDA DEL CONTRABBANDIERE di Pozzolengo con:

Ravioli al ragout di pesce del lago di Garda – la Cooperativa agricola Tra pescatori fornisce il pesce

Il CACCIATORE di Sulzano con:

Garganelli con il pesce persico del lago d’Iseo – il pescatore è Marzio Danesi

La DISPENSA PANI & VINI di Adro con:

Coregone del lago d’Iseo “pane e sale” – pescatore è Nando Saordi di Montisola

LA MINIERA di Tignale con:

Torta rustica di cioccolato fondente e noci all’olio extravergine Bio di Tignale, con crema morbida al miele millefiori e grappa di lugana

Il pane è di STUANI di Lonato

VINI:

Zublì 2009 bianco biologico (vino quotidiano) della CIVIELLE di Moniga

Lugana 2009 (vino quotidiano) di Cà Lojera di Sirmione (€)

Lugana 2004 (vino slow della Guida SloWine) – Cà dei Frati di Sirmione

Lume di Cantine Colli a Lago – Selva Capuzzadi Pozzolengo

Per la partecipazione alla serata è richiesto un contributo di € 35,00.

Per i soci Slow Food € 25,00. Al Vostro arrivo ci sarà la possibilità di iscriversi a Slow Food per poter quindi godere dello sconto riservato ai soci.

Per le prenotazioni rivolgersi al signor Ezio Marossi, tel. 349 6006251 oppure tramite mail a slowfood.brescia@gmail.com

la scelta dei menù sarà fatta all’atto dell’iscrizione, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Slow Food e la carica dei giovani

È fuori discussione il fatto che mi faccia un piacere immenso, vedere che qualcuno si sia accorto di un progetto che seguo personalmente, ma la soddisfazione maggiore è ravvisare che a comprendere l’essenza di quello stiamo portando avanti in un territorio sconosciuto ai più, siano ragazzi della mia età.

“Il giovane che avanza” all’interno dell’associazione di Brà, che nel dopo Gambero Rosso pare voglia radicare la propria identità, prestando grande attenzione al fondamento del vino e non soltanto ai suoi aspetti edonistici.

Infatti, in quest’articolo a firma Giancarlo Gariglio, si parla di Opol, in altre parole il progetto (e il vino), che con Enrico Togni stiamo realizzando in Valle Camonica, per la Valle Camonica.

Non soltanto Gariglio, in una squadra di ragazzi “sani”, capaci di mettersi in discussione, senza grilli per la testa e senza la frustrazione da prestazione, ben radicata in molti comunicatori del pianeta vino. Altri, come Eugenio Signoroni (bresciano doc) che ho avuto modo di conoscere anni orsono, “al Volto” a Iseo quando portai per la prima volta all’amico Vittorio Fusari, una bottiglia di Dosaggio Zero di Andrea Arici da degustare. Non ancora trentenne, fra i primi (il terzo, per la precisione) a laurearsi all’università di Pollenzo.

A loro e a tutti gli altri collaboratori di quella che sarà la nuova guida dei vini di Slow Food, va il mio plauso, perché per una volta si percepisce nel concreto, la “presa di forma” di un impegno corale (dichiarato in precedenza qui) davvero indispensabile, per un sistema vino italiano che deve ritrovare le proprie radici.

Maggior concretezza e minor esaltazione della forma, in una carica che stavolta, è suonata da giovani dotati di passione e criterio.