Luca Formentini nuovo presidente del Consorzio del Lugana

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Ricevo e pubblico, facendo i miei sinceri auguri a Luca Formentini. G.A.   Il 21 giugno è stato eletto il nuovo consiglio del consorzio del Lugana e lunedì 25 si è deciso all’unanimità che il successore di Francesco Montresor sia … Continua a leggere

Terremoto elettorale nel Consorzio del Lugana. Fuori dai giochi Giovanna Prandini

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Il periodo è quello giusto, perfetto per i ribaltoni e logorante per chi crede di avere certezze. La Lugana è terra rossa (quasi tutta) è una striscia schiacciata da due provincie a contendersene la paternità in uno scenario di pace … Continua a leggere

“Hosp & Food” e pure Flop

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Brixiaexpo è una sorta di gelida quanto mastodontica struttura, sorta qualche anno fa nel mezzo di un crocevia di strade tangenziali e a ridosso della A4 Milano Venezia. Posizione strategica? Dipende dai punti di vista. Dal 21 al 24 ottobre … Continua a leggere

Da cosa è determinato il valore di un vigneto?

Leggo sul Giornale di Brescia dello scorso martedì, un articolo assai curioso dal titolo ancor più interessante: “Il vigneto costa di più se è vista lago”.

Nell’attenta analisi di Gianmichele Portieri, sono evidenziati che i cali hanno interessato tutta Italia, mentre la nostra provincia regge bene lo scossone con prezzi che rimangono stabili.

All’interno del servizio è riportata una tabella (fonte Winenews) dove sono evidenziati i valori medi di un ettaro di vigna per zona d’appartenenza.

Così scopriamo che la Franciacorta si attesta sui 300mila euro ettaro, la zona di Barolo sui 400, Montalcino 350, il Prosecco 300, mentre sorprendentemente il nostro Garda raggiunge picchi di 450mila euro per la Lugana e la Valtènesi. Prezzi, così dice l’articolo, giustificati dal fatto che i vigneti con vista lago valgono nettamente di più di quelli nelle zone interne.

Non vi nascondo il mio stupore, poiché ho sempre ritenuto che il valore di un vigneto fosse da considerasi sulla base economica che lo stesso è in grado di generare, conseguentemente al valore vitivinicolo del territorio e del vino che viene prodotto.

Una zona come la Franciacorta produce un vino che ha un valore medio(al commercio) decisamente più elevato di quanto si possa fare in Valtènesi o in Lugana, che sono poi in netto difetto rispetto a Barolo o a Montalcino. Sul Garda si possono trovare vini rossi sotto i due euro e per la Lugana c’è in questi giorni un’offerta all’Esselunga per tre.

Se non è per l’economia che un vigneto può generare, se non è per il prestigio di una zona o di un vino riconosciuto nel mondo, cos’è che determina certi valori, dal momento che anche le richieste d’acquisto sono calate?

Non sarà il solito miraggio che un giorno, quel vigneto vista Lago, possa ospitare qualche migliaia di metri cubi di cemento utili per la realizzazione del solito residence da arricchito provinciale medio a farne aumentare il valore?

E voi, dove lo acquistereste il vostro ettaro di vigna?

Vino d’Autore: “Ancilla Lugana”, Mauro Fiorese e Andrea Stella

Il Vinitaly apre i suoi battenti giovedì. Durante la “perlustrazione” del martedì, nella quale abbiamo portato i vini e appeso quello che c’era da appendere (mancano solo le fotografie tratte dalla mostra fotografica “La Stagione della Luce” dell’amico Francesco Orini, che disporrà lui stesso, giovedì) ho avuto modo di notare una cosa interessante. I corridoi del Palaexpo, nell’area della Franciacorta sono all’incirca la metà. Parlo ovviamente della larghezza. Un bel problema, se consideriamo l’affluenza dello scorso anno! Capisco che siano aumentate le aziende, capisco che lo spazio sia quello, ma non capisco perché si è ritenuto di non avvisare le aziende, che pagano gli stessi soldi dello scorso anno!

Polemiche a parte (per ora), venerdì 9 aprile, dopo la giornata veronese, mi sposterò a Dossobuono di Villafranca, per una serata davvero importante. L’azienda agricola Rossi Maria Teresa, al secolo “Ancilla Lugana” guidata da Luisella Benedetti, sarà il luogo dove il buon vino, arte e impegno sociale potranno esprimersi in un intelligente intreccio culturale. Oltre a poter degustare i lugana dell’azienda, con l’anteprima del lugana “Ella” 2009, la seratà vedrà presentare la “Bottiglia d’Autore di Ancilla Lugana”, ovvero un numero di bottiglie limitatissimo, realizzate con la collaborazione dell’artista veronese, Mauro Fiorese. Sarà possibile acquistare queste bottiglie e il ricavato sarà totalmente devoluto all’associazione “Lo Spirito di Stella”. Vi consiglio di guardare il sito dell’associazione e di leggervi con attenzione la storia di Andrea Stella, della sua tenacia e della sua grande volontà, nonché delle straordinarie iniziative che ogni anno mette in campo. Andrea sarà presente alla serata di venerdì.

Per informazioni:

info@ancillalugana.it

“Lugana ….. un Vino, una Terra”

Lunedì 22 Marzo alle ore 14,30 al Bar Barracuda di Sirmione il Consorzio Tutela Lugana DOC con la collaborazione di Arte in Tavola e del Circolo ACLI del Garda organizza un evento – degustazione dal titolo “Lugana ….. un Vino, una Terra”.

L’evento è destinato agli addetti della ristorazione e dell’ospitalità gardesana e agli amici del territorio. Il Direttore del Consorzio, Carlo Veronese racconterà agli ospiti storia e anedoti del “grande bianco del Garda” con una degustazione di vini Lugana che rappresentano al meglio il territorio con interventi liberi del Presidente del Consorzio Francesco Montresor e degli esperti di Arte in Tavola guidati da Carlo Conti grande professionista della ristorazione bresciana. I presenti portanno assaggiare liberamente i vini di alcune aziende del territorio accompagnati dalle specialità del Bar Barracuda.

Il Sole, il Quadrifoglio e l’Elicottero Giallo

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Ore 20 e 50, al telefono: “Scusa, mi confermi che all’asilo – leggi scuola materna – il mio “simbolo di riconoscimento” fosse il quadrifoglio??”

E’ quello che ho chiesto a mia madre dopo essere entrato in casa di Nico (il Sole), rimanendo conquistato da un’immagine evocativa di un passato tanto straordinario quanto lontano. Simona, stava cucendo il simbolo di riconoscimento sulla sacca del cambio e sulla salviettina del kit di sopravvivenza per l’asilo di Tiziano, che di tutta risposta mi ha detto “no è asilo! E’ cuola materna”. L’Elicottero Giallo. Naturalmente mi ha spiazzato per la perentorietà con la quale si è espresso, sto nano di tre anni (!), ma dopo dieci minuti era nel mezzo dell’ingresso in mutande, brandendo tra le mani un asciugacapelli più grande di lui, “fonandosi” la testa dal basso verso l’alto e prendendo così le sembianze di Thomas Milian in “Faccia a Faccia”.faccia_a_faccia

A quel punto, ma solo a quel punto, le mie certezze che si potesse chiamare ancora Asilo, cominciavano a prendere forma.

Parte la cena, io seduto di fronte al “Fonato”. Subito ci lanciamo un guanto di sfida per chi finisce prima quello che c’è nel piatto – è palese il mio debole per lui, forse anche perché non potrò mai dimenticare la notte passata con suo padre, quando è venuto al mondo -.Sfida senza storia, poiché ero affamato e Nico nel piatto mi ha servito un risotto fantastico, mantecato con un formaggio cremoso delle nostre valli, che gridava di essere mangiato. Il secondo ha visto un tripudio di bisteccone alla piastra, accompagnate da cornetti al vapore.

A “innaffiare” tanta bontà di cucina casareccia, una bottiglia di Lugana 2002 di Ca’ Lojera. Appena versato nel bicchiere pareva soffrire, al naso, di un’eccessiva maturità da bottiglia, ma dopo pochi minuti ne è uscito di slancio con una nota ossidativa davvero gradevole, in un tangibile ma piacevole contrasto alla frutta matura che si coglie poi. In bocca c’è vita eccome! Equilibrata uniformità espressiva con una ben definita acidità a ricordare ancora una volta come questo territorio “brescian – veronese” con le sue argille sia in grado di creare vini di grande spessore comprovabile nel tempo. Un plauso va certamente alla sempre dolce Ambra Tiraboschi per la tenacia che riesce a trasferire nei suoi vini.DSCN1132

Questo Blog ha come preciso obiettivo quello di rivelare un progetto che naviga nel confuso mondo del vino, cercando di raccontare come lo vivono le persone e, conseguentemente, le aziende che ne fanno parte. Si parla e si parlerà, sempre più, di quello che avviene nelle aziende Camossi, Cantrina e Colline della Stella, ma anche di cose altrettanto interessanti come il lugana di Ambra, i dati della vendemmia, o ancora le mie piccole polemiche. In ogni modo, alcune cose sono raccontate con la dovuta serietà, altre invece devono essere espresse nella miglior forma, per essere in grado di ricordare che il vino, è anche aggregazione e condivisione in alcuni dei momenti più belli della nostra vita.

Ora: stappatevi una bottiglia – quella che vi piace di più, quella che vi va – e bevetene un bicchiere di gusto. Poi bevetene un altro, un po’ per sentirlo meglio e un po’ per prendere lo spunto e il coraggio di scrivere qui sotto il “simbolo di riconoscimento” che vi era stato assegnato all’asilo. Sono certo che vi ricorderete sempre, da qui in futuro, di quella volta che a trentaquattro anni – nel mio caso – avrete svelato in un blog il vostro simbolo. Allo stesso modo ricorderete sempre il vino che vi ha aiutato a farvi “scucire” tale segreto e i più fortunati, avranno modo di ricordarlo unitamente a una splendida serata, magari in compagnia di un caro amico e della sua famiglia.

Quindi, vi ricordate il vostro “simbolo di riconoscimento”?

Lugana: un’identità di successo

Ben organizzata e di sicuro effetto la serata orchestrata dal Consorzio per la  tutela del Lugana in collaborazione con il Gambero Rosso in quel di Sirmione. Una giornata segnata da un forte vento e da minacciosi nuvoloni, che però non hanno spaventato la gente accorsa in buon numero all’evento. Palazzo Callas nel centro della cittadina lacustre è un bellissimo edificio adatto ad una manifestazione simile, ma con un numero maggiore di produttori presenti credo sarebbe stato un problema, in quanto lo spazio a disposizione era davvero al limite.

Lugana logo

Un territorio oggi ben identificabile che conta circa 850 ettari, con una produzione che supera i 7 milioni di bottiglie, e con l’obiettivo di arrivare presto a 1000 ettari vitati. Bella presenza di pubblico, ho detto, e ottima partecipazione di vini di annate “vecchie” come il lugana S. Cristina 1996 di Zenato, il ’98 di San Giovanni, il Ca’ Maiol ’96 di Provenza, il Brolettino ’97 di Ca’ dei Frati e ancora il Vigna Silvia ’99 della simpatica Ambra Tiraboschi di Ca’ Lojera. Tra le novità voglio segnalare che mi son piaciute particolarmente il lugana Ella ‘08 dell’azienda agricola Ancilla  guidata da Luisella Benedetti, il Feliciana ’08 della Feliciana e il Mandolara ’08 di Valerio Zenato. Al di la delle mie personali preferenze, devo dire di essere felice della crescita qualitativa di tutto il territorio, non che di quella identificabilità territoriale riscontrabile in un’altissima percentuale di vini degustati. Alcuni produttori usano “tagliare” la loro Turbiana con qualche vitigno che probabilmente considerano essere migliorativo, (cosa per altro permessa dal disciplinare, con vitigni non aromatici, in percentuale non superiore al 15%) ma ho notato come in moltissimi casi ci sia l’orgoglio di affermare l’utilizzo del vitigno autoctono al 100%. Scelta che approvo pienamente. Nella sala sovrastante è stato proiettato il film che lo stesso consorzio ha realizzato con il Gambero Rosso, rappresentato da Marco Sabellico, nel quale si notavano scorci di lago, di vigne ed interviste ai produttori. Solo una cosa non mi è stata chiara, (probabilmente ho interpretato male io (?) ) relativa all’intervento del presidente Francesco Montresor, il quale ha dichiarato che la Lugana non è fatta di individualismi, ma bensì è un insieme che si presenta coeso. Assolutamente d’accordo sulla coesione, ma credo che un territorio sia fatto da tanti individualismi che hanno come obiettivo comune quello di rappresentare il territorio. Le piccole diversità ben regolamentate, come per esempio da un disciplinare ferreo, fanno sistema consapevoli del valore del territorio che deve essere individualizzabile dal consumatore, in tutte le bottiglie riportanti la scritta Lugana in etichetta. Gli individualismi sono importanti, anzi,  sono il valore aggiunto di un vino e di un territorio contro l’omologazione dei mercati e mi pare che in Lugana ne esistano diversi. Ma ripeto che forse, ho interpretato male io il pensiero di Montresor che comunque può replicare qui. In ogni caso complimenti a questi uomini e donne che hanno saputo fare grande un così piccolo territorio. Bravi!

P.S. Per Carlo: non si potrebbe mettere sul sito un riferimento mail in bella evidenza?

Lugana, armonia senza tempo

Ricevo da un amico produttore, e pubblico, il comunicato stampa relativo ad una iniziativa in terra di Lugana. Nel cuore della brescianissima Sirmione, il banco d’assaggio dei vini di un territorio “conteso” tra due provincie. La Lugana, un piccolo territorio che, nonostante le dimensioni, ha saputo costruirsi un’identità chiara e decisa nel variopinto panorama enologico italiano. Sabato andrò a degustare cosa di interessante proporranno, le 26 aziende presenti.

G.A.

 

E’ Palazzo Callas di Sirmione ad ospitare sabato 6 giugno, dalle 17.30 alle 23, “Lugana, armonia senza tempo”:  “evento – degustazione” promosso e organizzato dal Consorzio di Tutela del Lugana DOC. Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti e gli appassionati del buon bere.

Lugana logo

Molte le ragioni per tuffarsi in questa “armonia” di sapori e di atmosfere tutte gardesane che contraddistinguono e caratterizzano questa ricchezza del territorio: 830 ettari di vigneto immersi nell’anfiteatro morenico del lago di Garda, tra i Comuni di Peschiera – unico della provincia veronese che ospita per altro anche la sede del Consorzio che è attualmente presieduto da Francesco Montresor di Peschiera  - e Sirmione, Pozzolengo, Lonato e Desenzano in provincia di Brescia.

L’appuntamento di Sirmione, infatti, sarà occasione non solo per incontrare la qualità dei vini Lugana ma anche per conoscere da vicino questa piccola e preziosa DOC attraverso il video “Il mio Lugana” di Marco Sabellico: coordinatore nazionale “Guida Vini d’Italia” del Gambero Rosso che prenderà parte all’evento. Un filmato che accompagnerà lo spettatore in un vero e proprio viaggio all’interno del mondo del Lugana: dalla sua valenza turistica alla tipicità del suo monovitigno autoctono, dalla particolarità del terreno argilloso su cui cresce al successo di cui gode sul mercato nazionale e internazionale.

Nelle sale dello storico Palazzo, gentilmente messo a disposizione dall’Amministrazione comunale, nel cuore del centro storico di Sirmione, in una suggestiva cornice d’arte, 26 aziende allestiranno ognuna un proprio punto di degustazione, per un totale di oltre 80 diversi Lugana. E tra questi alcuni Lugana di annate passate: l’origine di quella “armonia senza tempo” che è lo slogan scelto dal Consorzio proprio per sottolineare la straordinaria e ancora pressoché sconosciuta possibilità di invecchiamento del Lugana.

Ad accompagnare le bottiglie una rassegna altrettanto qualificata dei prodotti più tipici della gastronomia del territorio.

Il Consorzio di Tutela del Lugana Ti aspetta.

 

L’ingresso è gratuito per i giornalisti e per i soci delle Associazioni enogastronomiche (Ais, Onav, Fisar, Slow Food, ecc.). Per informazioni e accrediti contattare la sede del Consorzio ai recapiti indicati nell’intestazione.

Gambero Rosso: e farvi qualche chilometro in più?

Scrivo di corsa quest’ultima notizia appresa stamane. La guida del Gambero Rosso ha deciso che quest’anno degusterà i vini del consorzio Garda Classico nella sede del consorzio del Lugana.

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Fino allo scorso anno le degustazioni avvenivano presso la sede dell’ Ente Vini Bresciani in via della Bornata in città. Conseguentemente anche gli altri consorzi minori (per dimensioni) come il Botticino o il Capriano del Colle verranno giudicati nella suddetta sede. Mi domando se non sarebbe opportuno, anche per una questione di identità territoriale, che i signori che devono giudicare si facciano qualche chilometro rispettando il lavoro e il territorio di chi il vino lo produce. Appello ai produttori della provincia tutta (con esclusione della Franciacorta che già sa farsi valere) : mandate una lettera ai vertici della “super guida” dicendo che i vostri vini debbano essere valutati a casa vostra, a Brescia e non come ripiego in Lugana. Credetemi che farebbe molto più rumore una vostra imposizione di questo genere, che non la valutazione sulla guida più discussa del momento. Fatevi valere!