“Brescia per Passione” Open Day 14, 15 e 16 dicembre

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Da oggi fino domenica l’associazione Brescia per Passione apre le sue porte per farsi conoscere e per far conoscere. Una delle più concretamente dinamiche e giovani associazioni bresciane “ha deciso di raccontarsi, rispondere alle tue domande, creare momenti di confronto … Continua a leggere

Hammarby Sjöstad – e noi stiamo a guardare

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Lo scorso luglio ho scritto di Hammarby Sjöstad dopo aver letto un articolo su un noto settimanale. A un amico e alla sua compagna che recentemente hanno fatto un viaggio proprio in quel quartiere ho chiesto di riportare le loro … Continua a leggere

Colle del Cidneo e Ronco di Collefiorito: due vini con Brescia nel cuore

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La possibilità di poter gestire un vigneto urbano mi ha sempre affascinato e, non lo nascondo, la cosa non è affatto difficile quando alle spalle di casa tua te ne trovi uno di quattro ettari. Detto questo, dimenticatevi che io … Continua a leggere

Design urbano camuno: Art Of Sool per Boario Terme

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Avete presente le torrette grigie e/o giallastre dell’Enel, quei parallelepipedi di cemento alti 5 o 6 metri sparsi ovunque e che sono restati al loro posto anche se non più in funzione? Sicuramente ne avete uno vicino casa, nel vostro … Continua a leggere

Un progetto per salvare il vigneto urbano più grande del mondo, esiste.

La Vigna del Castello di Brescia non è solo il vigneto urbano più grande del mondo ma anche la raffigurazione vivente dei resti di una cultura che si è persa, alla quale si sono preferite forme di sviluppo che oggi palesano importanti difetti strutturali.

Il Ronco Capretti deve essere considerato alla stessa stregua di un museo che racchiude le tracce del passaggio di una cultura rurale, fortemente votata alla viticoltura. È un anello di congiunzione tra le zone vinicole di tutta la Provincia, con una funzione catalizzante per il messaggio che -le stesse- intendono divulgare a vantaggio di ognuno dei sistemi vitivinicoli che rappresentano, a favore della tutela di ogni territorio o di quello che ne è rimasto.

Nel 2006 ho redatto un progetto per tutelare la vigna, che ho già presentato al Sindaco di Brescia. Un progetto che intende tornare a sensibilizzare i bresciani attorno al vigneto, sia in chiave economica sia culturale. Vuole essere uno strumento di tutela con il fine che il Ronco Capretti, sia riconosciuto patrimonio della città e dei cittadini rendendolo intoccabile per sempre.

Dal 2000 coltiviamo (con Andrea Arici) gli antistanti ettari vitati in via Colle Fiorito, che altro non sono, se non la continuazione naturale del Ronco che in passato si estendeva a nord, su buona parte dell’attuale via San Rocchino.

Le uve erano vinificate nella casa che si trova sulla curva d’intersezione tra via Turati, Pusterla e San Rocchino. Le cantine, dismesse da tempo, ospitano una trattoria.

Dal 2004, vinifichiamo sperimentando a ogni vendemmia, poco più di dieci ettolitri di mosto ottenuti dal vitigno Invernenga (presente nella “Vigna del Castello”)ma coltivato a Cellatica. Proviamo a fare un vino che ci piaccia, che ci emozioni e che possa palesare l’unicità di un vitigno che un tempo, rappresentava la regola nella cultura vitivinicola di questo territorio. Perché ogni vino è un sistema, un confine che demarca una zona nella quale l’uomo esprime una precisa volontà. Un contenitore culturale che segna le sorti dello sviluppo di un’area geografica.

In passato, in Italia, il vino era fonte di sostentamento per ogni famiglia. Poi si è evoluto e in alcune sue espressioni è diventando un prodotto per certi versi elitario, come da modello francese. Dalla Francia ne abbiamo appreso il valore economico, senza capire però che lo stesso è imprescindibile dal valore storico-culturale che rappresenta una fonte inesauribile per la tutela paesaggistica di un territorio, senza il quale non è possibile creare vino. Quando si giunge in Champagne o in Borgogna, a nessuno può venire in mente che lì, si possa produrre qualcosa di diverso che non sia vino.

In Italia l’abbiamo capito tardi, solo dopo aver creato troppe fonti di reddito facilmente esauribili e, si è visto, irrimediabilmente dannose. Il vino è tempo, è sviluppo, è economia, è uno sfruttamento intelligente del territorio è una biblioteca del sapere, è un’appendice dell’uomo.

Serve un vino, un grande vino che con la sua immagine e con l’indotto economico che saprà sviluppare, avrà la funzione di salvaguardare e sviluppare ciò che di verde è rimasto in città e di raccontare Brescia nel mondo.

Sono certo che dalla Vigna del Castello si possa ottenere un vino straordinario sotto ogni punto di vista, organolettico e non. La vigna e il suo vino devono diventare qualcosa per cui un bresciano sia orgoglioso della sua città. La sua tutela è un esempio di buon senso e il suo sviluppo a vantaggio di tutti, una chiara garanzia.


Bikemob Brescia: e son soddisfazioni!

Anche questo è “Fare Territorio” come piace a me.

Straordinari tutti i ragazzi di Brescia per Passione che hanno saputo dare concretezza a un’idea, nata da un’esigenza e sviluppata da un incondizionato amore per il territorio, per Brescia.

Bravi!

P.S. Mi spiace per i frustrati da prestazione che vanno a cercare il buco di cellulite sul culo di Rosa Fumetto -ai tempi di un famoso spot- solo perché consapevoli di non poterlo mai toccare. Il risultato parla da sé.

TerroirVino: adoro le cose ben fatte

C’è poco da dire che non sia già stato detto, in merito a Terroirvino, la manifestazione che da sette anni(son di più?) Filippo Ronco organizza in quel di Genova. C’ero stato come curioso alla prima edizione e poi, causa impegni più o meno contingenti, ci sono tornato solo quest’anno in veste di espositore. Non sono (come ho già scritto ai ragazzi di Brescia per Passione, in merito allo strepitoso successo del bikemob tenutosi martedì in Piazza della Loggia) “capitan complimento” ma non posso esimermi dal dire che Terroirvino si è rivelata una manifestazione di assoluto spessore. Un’organizzazione perfetta, fatta di persone attente e capaci di intervenire prima che l’ombra di un problema potesse presentarsi. Molte manifestazioni più pompate ma costantemente ricche d’imperfezioni, dovrebbero prenderne spunto. Un pubblico interessato, lontano dai fenomenismi (solo uno si è espresso come un enogeobionaturoscienziatomondiale-super, sparando cose irripetibili) composto e interessato. Un luogo stupendo i Magazzini del Cotone al porto vecchio. Io e Arici siamo potuti arrivare in barca, guadando Oglio, Po’ e Scrivia, ormeggiando a vista proprio di fronte ai nostri occhi. ;-)

Bravi, perché ognuno ha potuto raccontare e far degustare tutto alla perfezione.

Photo di Lucia Bellini

Biciscatenate al Bike Mob di martedì 21 giugno

Le ragazze e i ragazzi di Brescia per Passione non rimangono immobili davanti all’ultima ordinanza voluta dal vicesindaco Rolfi che, per questioni di “decoro”, rimuove e multa le biciclette parcheggiate fuori dagli appositi spazi in stazione e in Corso Zanardelli. Per dire NO all’ordinanza che colpisce le biciclette, i mezzi di trasporto più deboli, abbiamo deciso di trovarci martedì 21 giugno in Piazza Loggia dalle ore 19.00 alle ore 20.00 per dar vita al Bike Mob. L’invito è esteso a tutti. Siamo contenti che altre associazioni e gruppi, che hanno aderito alla nostra iniziativa, parteciperanno alla manifestazione. La Rete e il passaparola ci stanno dando una grande mano. Le persone ci confermano con entusiasmo, sempre maggiore con il passare delle ore, che non mancheranno all’appuntamento. Animeremo la piazza con la nostra presenza di cittadini che credono che una città diversa possa crescere e svilupparsi. Sarà il nostro modo per dire tutti insieme: NO “ALL’ORDINANZA COLPISCILABICI” SI AD UNA CITTA’ CHE AMA LE BICICLETTE E VUOLE ESSERE BELLA, NON INQUINATA, PIU’ ORDINATA E VIVIBILE. Per partecipare è necessario portare una bicicletta, una catena e un messaggio personalizzato appeso sulla bici (possono ovviamente partecipare anche i pedoni). Cosa succederà lo vedremo lì. La manifestazione è il nostro modo pacifico per dire all’Amministrazione e alla cittadinanza che non si risolvono i problemi del decoro del centro cittadino “rimuovendo” le biciclette. Anzi, solo favorendone l’impiego e diffondendo la pedonalizzazione si possono cambiare radicalmente qualità e convivenza del centro. Questo è il bene che vogliamo. Ci vuole volontà e tempo da parte di tutti perchè si trovi il giusto equilibrio.

Valténesi: tra promozione e incoerenza.

Domani alle ore 17e30 Mattia Vezzola, Roberto Ferrarini, e il presidente del Garda Classico Sante Bonomo moderati dal giornalista Angelo Peretti si confronteranno a Polpenazze del Garda (Bs) sul tema “Vini e Terroir: Franciacorta-Valtènesi-Valpolicella”. L’appuntamento, fissato per le 17.30 nella cornice di Villa Avanzi, rappresenta il tradizionale evento di anteprima della Fiera del Vino Garda Classico Doc di Polpenazze, che quest’anno celebra la sua 61esima edizione dal 28 al 31 maggio, ed è stato organizzato in collaborazione tra l’amministrazione comunale di Polpenazze e il Consorzio Garda Classico.

Per precedenti inderogabili impegni non potrò essere presente all’incontro, ma mi piacerebbe che fossero presenti Luca Zanelli e Corrado Corradini per sostenere, con l’appoggio di tutte le persone dotate di cervello e senso del territorio, le ragioni della loro indignazione nel non volere un Mc Donald nel comune di Polpenazze del Garda, nel cuore dell’enoica Valténesi.

Vi riporto di seguito un estratto dell’articolo pubblicato sul BresciaOggi di domenica 11 aprile, a firma di Enrico Grazioli, relativo all’oggetto in questione.

L’area, nei pressi della rotonda di via Serraglie, sulla quale si sta lavorando per costruire … Un McDonald’s sarebbe o no in aperta contraddizione con le tradizioni di un paese con oltre 20 anni di politica a favore dei prodotti locali?

NEL 2009 Puegnago ha speso 70mila euro per la promozione del territorio e dei suoi prodotti, quest’anno altri 100mila saranno destinati alla Fiera dedicata al vino Groppello e all’olio Casaliva.

Le perplessità sono che all’ingresso del paese, arrivando da Salò, dopo il cartello di confine comunale con Puegnago e la scritta promozionale della Fiera con Groppello e Casaliva, si incontrerebbe l’insegna del fast food. Per il primo cittadino non c’è contrasto, perché «chi vuol comprare olio e vino potrà farlo in ogni caso». Si è anche parlato di una possibile promozione dei prodotti locali, un po’ come avvenuto con la campagna McItaly, promossa dal ministro delle politiche agricole Luca Zaia, ma durata meno di due mesi. Il permesso di fatto lo darà l’ufficio commerciale. Intanto la minoranza invierà una lettera a bar, ristoranti, agriturismi, bed and breakfast, aziende agricole alla ricerca di sostegno, affinché il consiglio comunale bocci la variazione urbanistica.

Ieri sera si è tenuta la commissione “Fiera di Puegnago – Groppello Casaliva” presso la sala consigliare del comune di Polpenazze del Garda. Alla commissione era presente solo un produttore, nessun imprenditore ma in compenso un folto stuolo di persone che partecipano volontariamente alla realizzazione della fiera. Qui potete leggervi com’è andata la serata.

Ora, considerando che Puegnago non è un’isola ma bensì un anello importante di un territorio (la Valténesi)che, come scrive il Consorzio per la Tutela del Garda Classico nell’ultimo comunicato “Il Garda Classico, la sponda lombarda del Garda, riscopre la propria millenaria identità enologica attorno ad un prodotto – il Groppello –  ad un territorio ed una comunità – quella della Valtènesi – simbolo delle produzioni enologiche di vini rossi e del Chiaretto – spiega il presidente Garda Classico Sante Bonomo-. Il processo di identificazione territoriale, iniziato in Valtènesi da almeno un trentennio, ha subito una forte accelerazione grazie alla nuova OCM vino, che tendendo alla globalizzazione e standardizzazione, ha come reazione l’identificazione dei produttori nel proprio vino, territorio e tradizioni”.

Bene, detto questo mi chiedo perché fosse presente un solo produttore, ma ancor di più mi chiedo per quale motivo non ci sia stata una levata di scudi da parte di chi dovrebbe avere l’obbligo morale di tutelare il proprio territorio e la sua identità.

Chiedo, oltre che ai produttori di vino (non solo di Puegnago ma di tutta la Valténesi) anche al presidente del Consorzio, Sante Bonomo, come sia possibile pensare che l’imbarbarimento urbano e culturale di un territorio così piccolo, possa essere coerente con gli sforzi che si stanno facendo per promuoverlo. Come si può dichiarare fesserie(come avvenuto ieri) che il Mc Donald possa fare da traino ai prodotti tipici locali?

Quanto può essere credibile un territorio e le persone che lo abitano, se incapaci di tutelare la propria cultura, la propria storia e le proprie tradizioni?