Valtènesi: Profumi di mosto 2012

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Trovare informazioni in merito al consorzio del Garda Classico è una delle cose più difficili di questo pianeta, quasi come cercare il tesoro del capitano Achab. Complimenti all’ufficio stampa! Comunque, di seguito riporto il comunicato della prossima edizione di Profumi … Continua a leggere

Benvenuta Valtènesi D.O.C. !

di Daniele De Martis

Come molti già sapranno, con la vendemmia 2011, sulla sponda Bresciana del lago di Garda nasce la D.O.C. Valtènesi.

Questa zona fatta di colline moreniche, compresa tra Salò e Desenzano, è alla ricerca di una piu’ chiara identità territoriale da diversi anni, e sembra finalmente averla trovata con questa nuova denominazione, con la quale si è deciso di valorizzare tutti e cinque i suoi vitigni principali e non solo l’autoctono Groppello, raramente vinificato in purezza, che ne costituirà comunque la base.

Di seguito una sintesi sul disciplinare e sulle aspettative future, scritta dall’amico, e stimato produttore, Alessandro Luzzago dell’Azienda Agricola Le Chiusure di Portese.

 

I VINI

La D.O.C. Valtènesi prevede due tipologie di vino basate sul Groppello, presente con una percentuale non inferiore al 51%:

Valtènesi D.O.C.

(esclusivamente rosso anche se non specificato in etichetta)

Valtènesi Chiaretto D.O.C.

(rosato tipico della zona)

Le altre uve utilizzabili nel Valtènesi D.O.C. sono quelle autorizzate in provincia di Brescia e, oggi, più diffuse:

Sangiovese, Barbera, Marzemino, Rebo e un massimo del 10% di vitigni internazionali.

 

 

ZONA DI PRODUZIONE

La D.O.C. comprende i sette comuni della Valtènesi storica:

San Felice, Puegnago, Manerba, Polpenazze, Moniga, Soiano e Padenghe.

 

IMMISSIONE AL COMMERCIO

Il nuovo disciplinare prevede l’uscita del Valtènesi Chiaretto non prima del 14 Febbraio successivo alla vendemmia, e del Valtènesi non prima del 1° Settembre successivo alla vendemmia.

 

COME PROMUOVERLI

Il Valtènesi dovrà essere fatto conoscere come un vino territoriale a base di Groppello, niente di diverso da quello che sono, per esempio, il Chianti o il Brunello di Montalcino: vini territoriali a base di Sangiovese.

Di fronte alla necessità di una migliore identificazione presso i consumatori ed il mercato, i produttori hanno scelto di promuovere i propri vini attraverso il nome che storicamente rappresenta il territorio.

Questo significa che il nome Valtènesi dovrà inizialmente marginalizzare e, poi, completamente sostituire gli altri nomi presenti sulle etichette provenienti dal Garda Occidentale; a cominciare dal vitigno Groppello e dagli appellativi di zona come Garda Classico e Garda Bresciano.

Spero che questo testo di Alessandro aiuti a comprendere di più questa nuova denominazione del nostro territorio, e aiuti così molti dei piccoli produttori presenti in zona a farsi strada nel mercato italiano, spesso monopolizzato da realtà più grandi e meno tipiche.

Un nuovo condottiero guiderà Slow Food Garda, in barba alla politica e lavorando per il territorio.

Pazzo Mondo, che non finisci mai di stupirmi, di schiaffeggiarmi, di prendermi a calci in culo e che poi sei sempre lì, pronto per non farmi mai smettere di sorridere e di farmi avere ancora voglia di credere negli uomini.

Così, in una medio-fredda mattina il mio telefono s’illumina con la scritta “Ti ho cercato: Giannone delle Rose”(con me in una fotografia scattata da Francesco Orini qualche anno fa) nome che potrebbe evocare i cavalieri dello zodiaco. Lo richiamo.

“Sei nel casotto a sparare a qualche falco pellegrino??”

Sono a Paderno, ti devo parlare (ma forse sai già cosa devo dirti), mi dice, e in tre secondi organizziamo un caffè volante con visita in laboratorio.

Ammetto che ero preparato alla notiziona ma che sono andato cauto e l’ho lasciato parlare.

Responsabile per la condotta “Slow Food Garda” che spazia da Pozzolengo a Limone e tutta la Val Sabbia, in un pezzo di provincia Bresciana che confina con Mantova, Verona e Trento e quindi, anche della Valtènesi dei vini. La battuta più scontata che mi è venuta “non so se a essere messo peggio sia tu che hai accettato, o Slow Food per avertelo chiesto, vista l’idea politica di base diametralmente opposta!” ma Gianni era preparato ed è stato il primo a ironizzare.

E però, anche in quello che esternamente potrebbe sembrare il peggior matrimonio del secolo, traspare amore vero. Un sentimento che forse non lambisce per reciprocità i confini dell’anima dei due sposi ma, che si proietta tutto verso un terzo soggetto che dell’amore di entrambe necessita. Il territorio, il Garda, la Valtènesi.

Forse siamo arrivati a comprendere che esiste qualcosa al disopra dell’uomo e di quelle bandiere che -oggi più che mai- si mostrano i baluardi dell’incapacità umana, all’interno di una politica bidimensionale incapace di generare idee ed esperta in promesse (che non saranno mai mantenute) e nell’arricchimento personale illecito?

Forse oggi siamo giunti a raschiare il fondo del barile -che ci siamo accorti di aver riempito per anni di cazzate- e la necessità di anteporre idee concrete a interessi personali o a stupidi e obsoleti simboli politici dimostratosi incapaci di salvare l’uomo dalla sua stupidità.

Sono felice perché Gianni Briarava mi ha detto: “il tesseramento in questa condotta non dovrà avvenire perché oggi ci sono io ma, per i risultati che con la mia opera saprò conseguire per l’intero territorio”, proprio come da anni si sta facendo a “Brescia per Passione”, dove idee e risultati sono tangibili e rappresentano un nuovo modo di fare politica, dove prima si fa e dove il voto è la conseguenza di un’azione e non di flebili promesse.

A Gianni i miei auguri e l’avvertimento che sarà marcato stretto. :-)

L’attività della condotta Slow Food Garda si apre con l’iniziativa che vi riporto nella locandina sotto.

“Al Porto” a Moniga del Garda: tutto il Lago nel piatto

Vi siete mai seduti a un tavolo davanti al mare, sbronzandovi di un vino che entusiasma al primo sorso e che accompagna piatti realizzati con materia prima proveniente dall’antistante mare? Come non ricordare Giacchetti a Portonovo, dove nelle quattro volte che ci sono stato, mi sono lavorato (è il caso di dirlo) quintali di Raguse, con i piedi nella sabbia.

Ora provate a definire un orizzonte allo specchio d’acqua che avete davanti agli occhi, conditelo con qualche collina morenica, un paio d’isolotti e desalinizzate l’acqua. Siete al lago e magari questa volta sul Garda. Alle vostre spalle si produce un vino che si chiama Groppello e di fronte a voi, oltre l’acqua, se ne fa un altro, diverso, che si chiama Bardolino. 

Magari siete a Moniga del Garda e allora tutto può prendere forma, come da Giacchetti ma senza Raguse e Moscioli. Qui si parla di Cavedano, di Sarda di Lago, di Persico, di Tinca e pure di Luccio.

Ha deciso –e da ventotto anni, persevera- di servire il Lago nel piatto, Wanda Perotti nel suo ristorante “Al Porto” in quel di Moniga. È certamente complesso interpretare il pesce d’acqua dolce e mi rendo conto che chi deve valutare questo ristorante, deve necessariamente avere una “marcia in più” e capire di trovarsi di fronte a creazioni di forme nuove e che i sensi, necessitano di un reset temporaneo per assorbire l’unicità di questi gusti. Io mi permetto, in punta di piedi, di descrivervi (veramente a farlo è Daniele De Martis, responsabile di sala con una viscerale passione per il vino)ciò che ho potuto mangiare e che mi ha entusiasmato.

Conditella di verdure con persico e crema di finocchi

Verdure sbollentate servite tiepide, con filetti di pesce persico cotti a bassa temperatura sopra un letto di crema di finocchi.

Toast di sarda di lago con salsa alla senape antica

Rivisitazione del toast classico, dove il cotto è sostituito da un filetto di sardina di lago, con pomodoro ciliegino fresco. Assemblato e cotto nel forno, viene servito con un’insalatina di germogli di spinaci e accompagnato da una salsa di senape antica, ammorbidita dal succo di arancia fresco con il quale viene montata a mano.

Strozzapreti all’amatriciana di lago

La pasta è fatta a mano(farina bianca, semola, acqua). La salsa è una classica Amatriciana a base però di pesce persico, cipolla rossa di Tropea, peperoncino, guanciale di Sauris e ricotta tipica dall’Isola di Vulcano. Saltati in padella, impiattati e finiti con guanciale e ricotta.

Luccio tiepido all’olio extra vergine e maggiorana con mousse di patate

Il luccio è cotto a bassa temperatura (65° per 25 min. in base alla pezzatura). Condito con il nostro olio extra vergine (e quando dicono “nostro”, è perché lo producono davvero loro)aromatizzato alla maggiorana, viene servito tiepido accompagnato da una mousse di patate.

Tutto questo Lago l’ho accompagnato con:

Brut Ier Cru 2005  D.Henriet-Bazin: davvero fresco(probabilmente sboccato da poco) al naso leggermente chiuso e verdognolo, ma in bocca è salato, lungo, armonico e piacevole. Il prezzo lo rende ancor più interessante. Woesendorfer Kollmuetz Gruener Veltliner Smaragd 2006 Rudi Pichler, bello, pieno e ricco. Ancora teso e giovane ma veramente buono, buonissimo! Piesporter Goldtroepfchen Riesling Kabinett 2009 di Reinhold Haart in chiusura, si è comportato come il cacio sui maccheroni. Spalle larghe e slancio verso l’infinito, per un’eccellente chiave di lettura di questo vitigno. Una chiusura perfetta dopo un pranzo da applausi.

Fate un giro a Moniga, andate a trovare Wanda, Daniele e tutto lo staff. Andate a mangiarvi il Lago di Garda. Arrivate con la mente sgombra da pregiudizi e con l’animo pronto a cogliere qualcosa di assolutamente unico.

Bravi!

Il Groppello, dove lo metto?

Un paio di mesi fa il Consorzio del Garda Classico ha presentato i primi risultati sulla sperimentazione del vitigno Groppello (come avevo scritto QUI). In linea di massima oggi possono affermare che esistono due tipi di Groppello: quello “gentile” –il più diffuso- e quello di “mocasina”. A stabilirlo l’esame del DNA sui due vitigni.

Nell’articolo apparso sul Giornale di Brescia dello scorso 24 febbraio(a firma Portieri e del quale potete leggervi la versione integrale QUI), viene evidenziato dal curatore del progetto, Marco Tonni, come questa sperimentazione non tenga in considerazione come si deve coltivare l’uva di Groppello e come la si deve vinificare, ma dice quali risultati si ottengono usando un certo clone e quali altri si ottengono cambiando tecnica di vinificazione.

Un’altra cosa che non è stata presa in considerazione, è l’incidenza del microclima in ogni parte del territorio dove per altro, sono state riscontrate difformità sensibili ma senza avere la possibilità di tracciarne un grafico, poiché sprovvisti di strumenti per tali misurazioni.

Si torna anche a parlare del Rosso della Valtenesi (o Valtenesi Rosso) che a quanto pare continua ad accrescere la quantità di Groppello al suo interno, interno che per ora non contiene ancora nulla.

Un’altra cosa che non si è tenuta in considerazione è il “dove piantarlo”, questo Groppello. La difformità dei suoli, ben evidenziata nello studio di zonazione, e l’incidenza del microclima(purtroppo non misurata ma lampante) avrebbero mostrato come vi siano zone nelle quali questo delicato vitigno matura perfettamente, dando ottimi risultati nella trasformazione in vino, mentre in altre marcisce ancora prima di colorarsi.

Francamente, la vedo come una “mancanza” non da poco, soprattutto se penso che tre anni “se ne sono andati” e che non tornano più. Siamo certi che il Groppello si possa coltivare in tutta la Valtenesi, almeno con risultati discreti?

Siamo certi che, nel caso si scelga per un 70% di Groppello minimo nella produzione di “Valtenesi Rosso”, ci sia almeno il 70% dei vigneti in grado di sostenere tale coltura?

Non mi pare una cosa da sottovalutare.

Il Mocasina de “La Torre”, a spasso per la cucina bresciana

Nemmeno il rumore delle foglie degli alberi al vento, si sente più provenire dal Garda Classico, o meglio dalla Valténesi. Un silenzio che spero tanto possa essere il preludio a qualcosa di veramente interessante e concreto. Una quiete che stimola la curiosità con l’aspettativa di vedere cosa inventerà il nuovo direttivo del consorzio. Nell’attesa che qualcuno possa almeno farci vedere il tanto atteso Valténesi Rosso, Attilio Pasini in quel di Calvagese del Garda non se ne sta con le mani in mano, e riesce a coinvolgere una serie di ristoratori, dal Lago alla città, per un percorso gastronomico che vede al centro di tutto il vitigno autoctono gardesano, il Groppello. In questo caso si tratta del Groppello di Mocasina(sensibilmente diverso rispetto al Groppello Gentile) chiamato appunto, da Attilio, “Mocasina” vino che rappresenta di certo il più stretto rapporto tra il territorio della Valténesi e la sua idea di produttore.

L’ultima volta che ho avuto modo di degustare il vino di Attilio è stato lo scorso anno. I miei appunti riportano un vino all’olfatto pieno e ricco, con note di mora e frutta matura e pepe in abbondanza. Un rosso brillante e più intenso rispetto al cugino “gentile”, e più maschio ma senza essere burino. Goloso, polposo ma non stucchevole. Un vino “dinamico”, sostenuto da una buona acidità che lo rende facilmente beverino e non banale.

Potete trovare QUI ogni genere d’informazione in merito all’iniziativa dal titolo “Il Groppello a spasso nella cucina bresciana”.

Bravo Attilio!

Il Sindaco di Puegnago vuole i vini del Garda nel nuovo Mc Donald’s. “Strategia di Marketing territoriale”.

La Valtenesi appare oggi come un’opera incompiuta, nella quale sono evidenti i segni (i solchi)lasciati dallo scorrere del tempo, come una vittima della confusione e della cementificazione priva di buon senso, oltre che di buon di gusto.

La Valtenesi sfregiata nella sua storica bellezza e usurpata dall’ignoranza di chi passa sulle cose con la pesantezza di un bisonte. La Valtenesi del vino, quella del Groppello, quella che oggi sta cercando, con le unghie, di far percepire al pubblico la propria identità ancora troppo evanescente.

Una Valtenesi per certi versi agghiacciante, se si percorre la statale che da Salò porta a Desenzano. Una strada che pare un gigantesco centro commerciale, in grado di resettare la mente delle persone facendogli scordare che li, si produce vino e olio.

È proprio su questa strada che alla fine(le proteste e il richiamo a una coscienza territoriale, non sono serviti a nulla) è comparso anche il tanto discusso Mc Donald, ovvero il più grande ristorante di questo territorio storicamente vitivinicolo.  Olè!

Ora, tutto si potrà dire del sindaco di Puegnago, ma di certo non lo si può tacciare d’incoerenza! Infatti, aveva dichiarato: “Il Mc Donald’s farà da esca promozionale!”. Giustamente non si è fatto attendere, memore della forza con la quale ha sostenuto questa tesi, eccolo a sguainare l’asso nella manica. Leggete QUI le sue strategie di marketing per il territorio. Rasentiamo il grottesco.

È di ieri mattina la telefonata di Paolo Pasini, che ha turbato profondamente la mia “quiete natalizia”: “Giò, il sindaco di Puegnago sta contattando le aziende perché presentino e inseriscano i loro vini nel nuovo Mc!”.

Straordinario, no?? Non lo trovate un perfetto sposalizio tra culture differenti?? Non credete che il nuovo Mc possa aiutare i produttori di vino, a trovare definitivamente l’identità che stanno rincorrendo e magari a vendere più vino??

In attesa che trovino un pirla, in grado di dirci se abbinare il Groppello al Crispy McBacon sia la scelta migliore, oppure se sia più sensato un Chiaretto con il McChicken, vi chiedo di segnalare -se mai ci fossero- le aziende che aderiscono a questa iniziativa. Non voglio accusare nessuno, ci mancherebbe, ma vorrei chiedere loro quale straordinario impeto li ha spinti a fare una scelta simile.

Avanti così, Zeni, che con questa crisi c’è bisogno di idee nuove e brillanti che possano dare una scossa positiva al territorio.

“Groppello: l’autoctono della Valtènesi”

E’ fissata per lunedì 20 dicembre alle ore 18.00 presso l’hotel ristorante Il Monastero via Aldo Moro 1 – 25080 Soiano del Lago (BS), la presentazione del lavoro triennale che, il Centro Vitivinicolo Bresciano con il Consorzio del Garda Classico, hanno dedicato al Groppello. All’evento sono stati invitati l’Assessore Regionale e Provinciale all’Agricoltura, i Sindaci dei comuni del Garda Classico e altre autorità. I presenti verranno omaggiati di una copia della pubblicazione e una campionatura di mesovinificazioni del Groppello realizzate presso il Centro Vitivinicolo di Brescia. La partecipazione alla presentazione è aperta a tutti.

Di seguito quella che presumibilmente dovrebbe essere la prefazione del volume.

G.A.

“Groppello: l’autoctono della Valtènesi”

Questo lavoro ambisce a fornire elementi concreti e sufficientemente completi riguardo ai vitigni autoctoni della sponda bresciana del Lago di Garda, da sempre coltivati e custoditi nel fulcro della zona chiamata Valtènesi, che rispondono ai nomi di Groppello Gentile e Groppello di Mocasina.

Per la prima volta si analizzano approfonditamente le interazioni ambientali e le potenzialità enologiche dei Groppello, oltre che tracciare un esaustivo riassunto delle ampie conoscenze genetiche già in essere e puntualizzare alcuni aspetti dell’inquadramento pedologico realizzato anni fa.

Lo strumento di una conoscenza che diversamente o privatamente le Aziende non potrebbero mai conseguire, viene in questo modo messo a disposizione di chi vorrà fruirne per migliorare la propria preparazione ed operare scelte produttive in modo oculato e ragionato.

Questo lavoro non vuole essere un punto di arrivo, ma di partenza, da portare ad esempio di come, seppur con mezzi misurati, ma con buon coordinamento e molto impegno, si possano ottenere risultati apprezzabili e divulgabili, a beneficio di tutto il settore, in modo da garantirne una crescita qualitativa ed organica.

Ciò nondimeno, possiamo affermare senza tema di smentita che questo lavoro rappresenta un caposaldo mai raggiunto finora nella conoscenza del comportamento viticolo ed enologico dei Groppello, una traccia da considerare attentamente prima di ulteriori sviluppi della ricerca e della pratica operativa, nonché un buon esempio nell’approccio scientifico e statistico per la valutazione dei dati.

Non sarebbe mai stata possibile la sua realizzazione senza il coinvolgimento attivo delle Aziende del territorio, né senza l’impegno finanziario della Regione Lombardia che ha creduto nella bontà del Progetto.

Profumi di Mosto 2010

Ricevo e pubblico.

G.A.

È fissato per domenica 10 ottobre 2010 l’ormai tradizionale appuntamento con “Profumi di Mosto”, il circuito enogastronomico nelle cantine della riviera bresciana del lago di Garda: una domenica per assaporare colori, sapori ed atmosfere della vendemmia gardesana, con la degustazione dei «Rossi della Valtènesi» abbinati alle tipicità del territorio e ai piatti preparati in cantina dagli chef dei migliori ristoranti della zona. Le cantine partecipanti sono 21, suddivise in tre itinerari.  A Puegnago l’«Oasi della Valtènesi» con tutti i vini in degustazione..

Con l’arrivo dell’autunno torna puntualmente in scena anche “Profumi di Mosto”, il circuito enogastronomico che ogni anno celebra la vendemmia nelle cantine del Garda Classico, in Valtènesi, sulla riviera bresciana del lago di Garda. Un evento enogastronomico fra i più popolari e seguiti della Lombardia, la cui nona edizione è in programma per la giornata di domenica 10 ottobre dalle 11 alle 18: sono 21 le aziende che hanno aderito al circuito, e che i partecipanti potranno visitare in tre suggestivi itinerari, ognuno costituito da sette cantine, articolati fra le colline moreniche lombarde del Garda tra Desenzano porta a Puegnago, attraversando sia i comuni dell’entroterra come Calvagese, Bedizzole, Polpenazze e Soiano che quelli rivieraschi come Moniga, Manerba e Padenghe. Grandi protagonisti della giornata saranno i Rossi della Valtènesi, ovvero i vini rossi riuniti sotto il marchio creato dal Consorzio del Garda Classico per identificare alcune delle migliori produzioni vinicole del territorio in vista della prossima entrata in scena della nuova doc “Valtènesi”, approvata dai soci del Consorzio con l’obbiettivo di sintetizzare in un’unica denominazione tutte le caratteristiche che distinguono in modo univoco ed originale il terroir della Valtènesi.

La principale novità di quest’anno è rappresentata dalla partecipazione all’evento del mondo della ristorazione e degli agriturismi: ogni cantina infatti proporrà in degustazione un vino abbinato a piatti della tradizione gastronomica gardesana proposti in collaborazione con gli chef di alcuni fra i migliori ristoranti della zona, tranne che in un paio di casi dove verranno proposte particolari specialità “della cantina”. I visitatori potranno confrontarsi direttamente con i produttori ed i ristoratori, farsi guidare nella visita alle cantine, approfondire le peculiarità del Groppello e dei Rossi della Valtènesi oltre che le caratteristiche storico-culturali del territorio. Il tutto in un’atmosfera suggestiva e di grande fascino legata agli ultimi scampoli della campagna vendemmiale.

Nell’Oasi della Valtènesi, che viene ospitata a rotazione dai comuni della Valtènesi e che  quest’anno avrà come cornice il castello di Puegnago, saranno in degustazione libera tutti i 21 rossi selezionati dalle cantine per la giornata: un vero e proprio banco d’assaggio sulle diverse tipologie di rossi locali. Dalle 14.00 sono previste ogni ora degustazioni guidate in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier di Brescia.

All’Oasi è prevista anche la presentazione grafica del Progetto Valtènesi, destinato a portare attraverso la nuova doc Valtènesi una visibilità nuova alla produzione dei Rossi e del Chiaretto del Garda Classico prodotti prevalentemente con uve di Groppello, vitigno autoctono nel territorio delle colline moreniche della Valtènesi. Il ricavato delle vendite dei rossi della Valtènesi realizzate nell’Oasi sarà destinato ai bambini emopatici, attraverso A.B.E., l’associazione che da anni sostiene loro e le loro famiglie. La chiusura della manifestazione è prevista alle 18.30 sempre al castello di Puegnago, con un appuntamento musicale ed un brindisi con gli spumanti rosè prodotti nel territorio della Valtènesi.

Per ognuno dei tre itinerari previsti il ticket costa 25 euro e comprende il set da degustazione, le degustazioni nelle sette cantine del percorso prescelto e l’ingresso all’Oasi della Valtènesi: il biglietto è prenotabile con uno sconto di 2 euro sul blog www.profumidimosto.it o acquistabile in alternativa in una qualunque delle aziende aderenti.