Valtènesi: Profumi di mosto 2012

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Trovare informazioni in merito al consorzio del Garda Classico è una delle cose più difficili di questo pianeta, quasi come cercare il tesoro del capitano Achab. Complimenti all’ufficio stampa! Comunque, di seguito riporto il comunicato della prossima edizione di Profumi … Continua a leggere

Il Groppello, dove lo metto?

Un paio di mesi fa il Consorzio del Garda Classico ha presentato i primi risultati sulla sperimentazione del vitigno Groppello (come avevo scritto QUI). In linea di massima oggi possono affermare che esistono due tipi di Groppello: quello “gentile” –il più diffuso- e quello di “mocasina”. A stabilirlo l’esame del DNA sui due vitigni.

Nell’articolo apparso sul Giornale di Brescia dello scorso 24 febbraio(a firma Portieri e del quale potete leggervi la versione integrale QUI), viene evidenziato dal curatore del progetto, Marco Tonni, come questa sperimentazione non tenga in considerazione come si deve coltivare l’uva di Groppello e come la si deve vinificare, ma dice quali risultati si ottengono usando un certo clone e quali altri si ottengono cambiando tecnica di vinificazione.

Un’altra cosa che non è stata presa in considerazione, è l’incidenza del microclima in ogni parte del territorio dove per altro, sono state riscontrate difformità sensibili ma senza avere la possibilità di tracciarne un grafico, poiché sprovvisti di strumenti per tali misurazioni.

Si torna anche a parlare del Rosso della Valtenesi (o Valtenesi Rosso) che a quanto pare continua ad accrescere la quantità di Groppello al suo interno, interno che per ora non contiene ancora nulla.

Un’altra cosa che non si è tenuta in considerazione è il “dove piantarlo”, questo Groppello. La difformità dei suoli, ben evidenziata nello studio di zonazione, e l’incidenza del microclima(purtroppo non misurata ma lampante) avrebbero mostrato come vi siano zone nelle quali questo delicato vitigno matura perfettamente, dando ottimi risultati nella trasformazione in vino, mentre in altre marcisce ancora prima di colorarsi.

Francamente, la vedo come una “mancanza” non da poco, soprattutto se penso che tre anni “se ne sono andati” e che non tornano più. Siamo certi che il Groppello si possa coltivare in tutta la Valtenesi, almeno con risultati discreti?

Siamo certi che, nel caso si scelga per un 70% di Groppello minimo nella produzione di “Valtenesi Rosso”, ci sia almeno il 70% dei vigneti in grado di sostenere tale coltura?

Non mi pare una cosa da sottovalutare.

Il Mocasina de “La Torre”, a spasso per la cucina bresciana

Nemmeno il rumore delle foglie degli alberi al vento, si sente più provenire dal Garda Classico, o meglio dalla Valténesi. Un silenzio che spero tanto possa essere il preludio a qualcosa di veramente interessante e concreto. Una quiete che stimola la curiosità con l’aspettativa di vedere cosa inventerà il nuovo direttivo del consorzio. Nell’attesa che qualcuno possa almeno farci vedere il tanto atteso Valténesi Rosso, Attilio Pasini in quel di Calvagese del Garda non se ne sta con le mani in mano, e riesce a coinvolgere una serie di ristoratori, dal Lago alla città, per un percorso gastronomico che vede al centro di tutto il vitigno autoctono gardesano, il Groppello. In questo caso si tratta del Groppello di Mocasina(sensibilmente diverso rispetto al Groppello Gentile) chiamato appunto, da Attilio, “Mocasina” vino che rappresenta di certo il più stretto rapporto tra il territorio della Valténesi e la sua idea di produttore.

L’ultima volta che ho avuto modo di degustare il vino di Attilio è stato lo scorso anno. I miei appunti riportano un vino all’olfatto pieno e ricco, con note di mora e frutta matura e pepe in abbondanza. Un rosso brillante e più intenso rispetto al cugino “gentile”, e più maschio ma senza essere burino. Goloso, polposo ma non stucchevole. Un vino “dinamico”, sostenuto da una buona acidità che lo rende facilmente beverino e non banale.

Potete trovare QUI ogni genere d’informazione in merito all’iniziativa dal titolo “Il Groppello a spasso nella cucina bresciana”.

Bravo Attilio!

“Groppello: l’autoctono della Valtènesi”

E’ fissata per lunedì 20 dicembre alle ore 18.00 presso l’hotel ristorante Il Monastero via Aldo Moro 1 – 25080 Soiano del Lago (BS), la presentazione del lavoro triennale che, il Centro Vitivinicolo Bresciano con il Consorzio del Garda Classico, hanno dedicato al Groppello. All’evento sono stati invitati l’Assessore Regionale e Provinciale all’Agricoltura, i Sindaci dei comuni del Garda Classico e altre autorità. I presenti verranno omaggiati di una copia della pubblicazione e una campionatura di mesovinificazioni del Groppello realizzate presso il Centro Vitivinicolo di Brescia. La partecipazione alla presentazione è aperta a tutti.

Di seguito quella che presumibilmente dovrebbe essere la prefazione del volume.

G.A.

“Groppello: l’autoctono della Valtènesi”

Questo lavoro ambisce a fornire elementi concreti e sufficientemente completi riguardo ai vitigni autoctoni della sponda bresciana del Lago di Garda, da sempre coltivati e custoditi nel fulcro della zona chiamata Valtènesi, che rispondono ai nomi di Groppello Gentile e Groppello di Mocasina.

Per la prima volta si analizzano approfonditamente le interazioni ambientali e le potenzialità enologiche dei Groppello, oltre che tracciare un esaustivo riassunto delle ampie conoscenze genetiche già in essere e puntualizzare alcuni aspetti dell’inquadramento pedologico realizzato anni fa.

Lo strumento di una conoscenza che diversamente o privatamente le Aziende non potrebbero mai conseguire, viene in questo modo messo a disposizione di chi vorrà fruirne per migliorare la propria preparazione ed operare scelte produttive in modo oculato e ragionato.

Questo lavoro non vuole essere un punto di arrivo, ma di partenza, da portare ad esempio di come, seppur con mezzi misurati, ma con buon coordinamento e molto impegno, si possano ottenere risultati apprezzabili e divulgabili, a beneficio di tutto il settore, in modo da garantirne una crescita qualitativa ed organica.

Ciò nondimeno, possiamo affermare senza tema di smentita che questo lavoro rappresenta un caposaldo mai raggiunto finora nella conoscenza del comportamento viticolo ed enologico dei Groppello, una traccia da considerare attentamente prima di ulteriori sviluppi della ricerca e della pratica operativa, nonché un buon esempio nell’approccio scientifico e statistico per la valutazione dei dati.

Non sarebbe mai stata possibile la sua realizzazione senza il coinvolgimento attivo delle Aziende del territorio, né senza l’impegno finanziario della Regione Lombardia che ha creduto nella bontà del Progetto.

Profumi di Mosto 2010

Ricevo e pubblico.

G.A.

È fissato per domenica 10 ottobre 2010 l’ormai tradizionale appuntamento con “Profumi di Mosto”, il circuito enogastronomico nelle cantine della riviera bresciana del lago di Garda: una domenica per assaporare colori, sapori ed atmosfere della vendemmia gardesana, con la degustazione dei «Rossi della Valtènesi» abbinati alle tipicità del territorio e ai piatti preparati in cantina dagli chef dei migliori ristoranti della zona. Le cantine partecipanti sono 21, suddivise in tre itinerari.  A Puegnago l’«Oasi della Valtènesi» con tutti i vini in degustazione..

Con l’arrivo dell’autunno torna puntualmente in scena anche “Profumi di Mosto”, il circuito enogastronomico che ogni anno celebra la vendemmia nelle cantine del Garda Classico, in Valtènesi, sulla riviera bresciana del lago di Garda. Un evento enogastronomico fra i più popolari e seguiti della Lombardia, la cui nona edizione è in programma per la giornata di domenica 10 ottobre dalle 11 alle 18: sono 21 le aziende che hanno aderito al circuito, e che i partecipanti potranno visitare in tre suggestivi itinerari, ognuno costituito da sette cantine, articolati fra le colline moreniche lombarde del Garda tra Desenzano porta a Puegnago, attraversando sia i comuni dell’entroterra come Calvagese, Bedizzole, Polpenazze e Soiano che quelli rivieraschi come Moniga, Manerba e Padenghe. Grandi protagonisti della giornata saranno i Rossi della Valtènesi, ovvero i vini rossi riuniti sotto il marchio creato dal Consorzio del Garda Classico per identificare alcune delle migliori produzioni vinicole del territorio in vista della prossima entrata in scena della nuova doc “Valtènesi”, approvata dai soci del Consorzio con l’obbiettivo di sintetizzare in un’unica denominazione tutte le caratteristiche che distinguono in modo univoco ed originale il terroir della Valtènesi.

La principale novità di quest’anno è rappresentata dalla partecipazione all’evento del mondo della ristorazione e degli agriturismi: ogni cantina infatti proporrà in degustazione un vino abbinato a piatti della tradizione gastronomica gardesana proposti in collaborazione con gli chef di alcuni fra i migliori ristoranti della zona, tranne che in un paio di casi dove verranno proposte particolari specialità “della cantina”. I visitatori potranno confrontarsi direttamente con i produttori ed i ristoratori, farsi guidare nella visita alle cantine, approfondire le peculiarità del Groppello e dei Rossi della Valtènesi oltre che le caratteristiche storico-culturali del territorio. Il tutto in un’atmosfera suggestiva e di grande fascino legata agli ultimi scampoli della campagna vendemmiale.

Nell’Oasi della Valtènesi, che viene ospitata a rotazione dai comuni della Valtènesi e che  quest’anno avrà come cornice il castello di Puegnago, saranno in degustazione libera tutti i 21 rossi selezionati dalle cantine per la giornata: un vero e proprio banco d’assaggio sulle diverse tipologie di rossi locali. Dalle 14.00 sono previste ogni ora degustazioni guidate in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier di Brescia.

All’Oasi è prevista anche la presentazione grafica del Progetto Valtènesi, destinato a portare attraverso la nuova doc Valtènesi una visibilità nuova alla produzione dei Rossi e del Chiaretto del Garda Classico prodotti prevalentemente con uve di Groppello, vitigno autoctono nel territorio delle colline moreniche della Valtènesi. Il ricavato delle vendite dei rossi della Valtènesi realizzate nell’Oasi sarà destinato ai bambini emopatici, attraverso A.B.E., l’associazione che da anni sostiene loro e le loro famiglie. La chiusura della manifestazione è prevista alle 18.30 sempre al castello di Puegnago, con un appuntamento musicale ed un brindisi con gli spumanti rosè prodotti nel territorio della Valtènesi.

Per ognuno dei tre itinerari previsti il ticket costa 25 euro e comprende il set da degustazione, le degustazioni nelle sette cantine del percorso prescelto e l’ingresso all’Oasi della Valtènesi: il biglietto è prenotabile con uno sconto di 2 euro sul blog www.profumidimosto.it o acquistabile in alternativa in una qualunque delle aziende aderenti.


Il Garda Classico si “rinnova”

Dopo tanto vociare, finalmente il Garda Classico rinnova le sue cariche (la notizia -non ancora ufficiale- è di poche ore fa)e lo fa partendo dalla riconferma di Sante Bonomo alla presidenza. Ma le novità “più ghiotte” sono i due nuovi vice presidenti ossia Mattia Vezzola, reduce da una Franciacorta che gli ha già dato tutto(qualcuno sostiene più del dovuto), e Fabio Contato che ha tappezzato i giornali locali di pubblicità, lo scorso anno, per aver conseguito i “tre bicchieri” (tra le polemiche)con un lugana.

Seppellito l’urlo de “largo ai giovani”, anche la Valtènesi si rifugia nella nostalgia dei successi del passato. In attesa di vederli tutti e tre dimenarsi in mirabolanti capriole per il territorio e soprattutto di vedere se nei prossimi tre anni oltre al famigerato “mettiamo l’accento alla Valtènesi” (che in pochi hanno capito da che parte debba cadere) ci sarà altro, oppure se si andrà avanti con un progetto che fino ad ora non ha ancora mostrato nulla di concreto al grande pubblico. 

Al nuovo direttivo il mio più sincero augurio ma… Giovani rassegnatevi: l’Italia funziona così.

Valténesi: qualcosa si muove.

In attesa di vedere se sarà riconfermata la carica di Sante Bonomo, come presidente del Consorzio del Garda Classico(che se cominciasse a chiamarsi anche Valténesi non sarebbe male…sempre che sia possibile)alla fine di settembre, ecco i primi risultati concreti dell’era Bonomo.

Venerdì 3 settembre (oggi)alle ore 18, in apertura della 34ª edizione della Fiera di Puegnago del Garda, il Consorzio Garda Classico presenterà in anteprima una sintesi dei risultati della ricerca triennale sul vitigno groppello.

Per la prima volta si affronta un’analisi approfondita sul vitigno, famiglia composta di molti e diversi “individui” parti facenti capo principalmente al Groppello Gentile e al Groppello di Mocasina. La ricerca effettuata dal Consorzio Garda Classico e dal Centro Vitivinicolo Provinciale, che ha utilizzato i migliori metodi d’indagine scientifica oggi disponibili, è un punto di riferimento basilare per il futuro della viticoltura valtenesina e in particolare per il lancio del “Valtènesi”, la nuova doc finalizzata a dare identità alla produzione tipica del Garda occidentale. Il produttore potrà trarre gli elementi necessari per comporre il mix di cloni o pseudo cloni, e le modalità di coltivazione e di vinificazione  necessari a raggiungere il risultato produttivo più elevato.

Finalmente qualcosa di radicalmente utile per i produttori! Lo dico senza ironia alcuna.

Non possiamo di certo dire che il consorzio stia facendo le “fiamme”, come velocità nel trasformare le idee in fatti. Non a caso, siamo al primo atto per definire un vino, il futuro Valténesi, che ha già un disciplinare ma non una sperimentazione, quantomeno comprensibile. Bisogna pur sempre ricordare che con questa gestione, si è usciti dall’immobilismo che per anni, ha disegnato cicatrici nel futuro di questo splendido territorio.

Devo certamente rendere atto che Bonomo e i suoi colleghi hanno mosso le acque, in un territorio che però necessita di maggior coesione d’intenti da parte dei suoi vignaiuoli, ancora troppo distratti da “conflitti concorrenziali” che non giovano di certo all’intero sistema vinicolo della Valténesi.

La speranza, nel caso ci fosse un Bonomo bis(al quale ricordo comunque che aspetto ancora sue risposte in merito a edilizia selvaggia e territorio), è quella di continuare nell’opera intrapresa, magari aggiustando qualche virgola, accelerare i tempi e di sperimentare in continuazione. Nel caso Bonomo abbandonasse, il mio augurio è che salga un giovane dinamico e appassionato, che sappia imprimere un ritmo diverso, che sappia coinvolgere e unire e che voglia continuare nell’opera appena iniziata con maggior energia e non il solito statico riciclo, del riciclo, del riciclo…

L’accento è stato messo, ora è tempo di vedere qualcosa di più concreto.

Valténesi: continuità o cambio radicale?

Nei prossimi mesi, in Valténesi, si svolgeranno le elezioni per il nuovo consiglio e quindi per la presidenza del Consorzio di tutela del Garda Classico. Tre anni passati come un lampo, nei quali tanto è stato fatto, molto di più è stato detto e mai concretizzato e altro ancora è stato solo abbozzato e mai ripreso. A prescindere dai tempi biblici con i quali affrontano ogni argomento, bisogna ammettere che quest’ultima giunta qualcosa ha fatto, o almeno questa è la sensazione. Uscire dall’immobilismo imperante degli anni precedenti era di certo la priorità. Si è “dato vita” ad un progetto di comunicazione, si è cercato di mettere le basi per creare un vino che sia in grado di rappresentare il territorio tutto (oggi più che mai frammentato da una serie infinita di denominazioni) ma che, a quanto pare, a distanza di tre anni non trova ancora il consenso unanime di tutti i produttori.

Rumori insistenti, voci, danno per certa la candidatura di un gruppo di produttori capitanata da un “veterano”, con l’intento di stravolgere o cancellare il lavoro fatto finora dall’attuale consiglio. Altre, danno per certa la ricandidatura di Bonomo nel segno della continuità.

Francamente non mi preoccupo troppo di chi e come si vorrà affrontare l’intricato e poco chiaro caso Valténesi, ma spero che si possano fare avanti giovani con il giusto senso del territorio e con una regolare visione della realtà delle cose.

Si farà avanti qualcuno? Me lo auguro davvero.

Territorio: tra chi mostra di crederci davvero e chi decisamente no.

L’ho già scritto diverse volte di quanto sia “policroma” la provincia di Brescia. Tante zone, ognuna con la propria identità, o almeno tante, con la potenzialità per esprimere qualcosa di unico e spesso di grande. Diversità di suoli, di climi, di uomini, di storie e di culture. Diversificazione netta che si fa sentire, oltre che nei vini, anche negli uomini, nell’approccio nei confronti del territorio dal quale attingono passione, sogni speranze e denaro.

Mentre la mia richiesta di avere una presa di posizione da parte del Consorzio del Garda Classico, in merito a una delle tante vicende legate al territorio, è inesorabilmente caduta nel vuoto, “qualcun altro” (in un altro territorio)ha risposto, mostrando grande onestà intellettuale.

Quando ho sollecitato per l’ennesima volta il Garda, nella figura di uno dei suoi rappresentanti di “spicco”(per intenderci, esistono un presidente e due vice…) mi è stato risposto così: “caro Giovanni, una persona può scegliere se aprire un dialogo, oppure no”.

Ma come? Il territorio e la sua tutela non è un argomento privato! Chiedere, a chi parla di territorio, esclusivamente per interessi economici, una presa di posizione in merito a questioni che coinvolgono la collettività, mi pare francamente il minimo e rispondere, in questo caso, non deve essere cortesia ma un obbligo morale nei confronti dei consumatori e di chi nel territorio ci crede davvero.

Riflettiamo.