Risotto con “conécc” alla senape in abbinamento a Ronco Calino Franciacorta Nature 2008

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Ingredienti per 4 persone: un coniglio, 350 gr di riso Acquerello, senape in semi, 125 gr di ricotta, 1 porro, olio EVO , sale, pepe, Franciacorta per sfumare, verdure per il brodo, Grana Padano e burro. Disossare il coniglio e … Continua a leggere

Dosaggio Zero “scritta rossa” Andrea Arici

Un successivo passo verso il nostro progetto maturato in questi anni, nei quali abbiamo sperimentato e capito molto di più di quello che possiamo ottenere dalle nostre terre, è certamente identificato in questo vino.

foto di Luigi Fracchia

La nostra marcia che ci porterà in futuro a Millesimare una parte sempre crescente di Dosaggio Zero “base”, è evidenziata da una partita di 4000 bottiglie che riportano la data di sboccatura in colore rosso e che sono in commercio dallo scorso trenta gennaio. Ogni anno dalla vendemmia 2007, complice l’invecchiamento dei vigneti e il taglio di Pinot Nero introdotto, abbiamo deciso di allungare il tempo di permanenza sui lieviti del Dosaggio Zero.

Queste bottiglie indicano un punto di partenza, più che per le stesse(quelle con la scritta rossa sono vendemmia 2007 con oltre 30 mesi sui lieviti), per quelle della vendemmia 2008 per le quali abbiamo innalzato la media dei mesi in catasta, dai soliti 18-22 agli oltre 24.

Un passo obbligato per questo vino, che rappresenta la più profonda identità di Andrea Arici e delle sue terre calcaree.

Dosaggio Zero Andrea Arici: piccola variazione, ottimo risultato

Quotazioni per un uggioso sabato di gennaio.


Uno spiraglio di luce, dalla porta socchiusa del bagno, taglia in due i miei occhi gonfi di sonno.

Sono le otto. La faccia allo specchio non è nemmeno “vicina” a quella della sera prima!

Piove e fa un freddo “becco” qui in Franciacorta. Raduno le poche energie finite sotto i talloni, per trascinarmi al “Caffè degli Artisti” sotto casa. Sono già le undici.

Si vagliano le possibilità per muoversi. Pranzo dai miei, dove mio padre avrà certamente cucinato qualcosa di ricercato, oppure tappa “gastronomia e panetteria” per uno spuntino casalingo?  La pigrizia si fa padrona di me e opto per l’ipotesi meno dinamica.

Rincasato dopo un cammino di circa 300 metri con la “piva nel sacco”, mi accorgo che manca la cosa più importante, il vino. Apro lo “scrigno del nulla” ovvero il mio frigorifero, il quale “vede la luce” un paio di volte la settimana, e mi trovo una bottiglia di Dosaggio Zero sboccata il 16 ottobre, quindi la prima sboccatura della vendemmia 2007. Sto parlando del Dosaggio Zero “base”, naturalmente. Con quest’annata abbiamo deciso di inserire, in taglio, un 5% di Pinot Nero. Andrea lavora terreni nei quali negli anni scorsi abbiamo deciso di piantare questa varietà d’uva, perché in quella terra, è in grado di esprimere peculiarità interessanti, sin dalla forma del grappolo stesso. Quindi, man mano che queste vigne invecchiano, vanno ad arricchire, con la loro uva, il varietale di questo vino, la cui principale caratteristica si ritrova sempre nella sapidità che conquista il palato. Al naso la pietra focaia, caratterizzante di quei suoli calcarei, ma anche tutta la “gentilezza” di quella piccola parte di uva rossa, in grado di“addolcire” al palato questo vino, che di zuccheri ne ha solo 2 grammi per litro. Diversa rotondità rispetto alle annate precedenti, dove lo chardonnay da solo, esprimeva tutta la sua irruenza, che io continuo a trovare stupefacente, soprattutto dopo anni di sboccatura.

Ancora più complesso, ancora più goloso da bere. Due bicchieri, non di più. Poi lo degusterò nuovamente a febbraio, quando lo metteremo in commercio.

Ore 13. Magari mi dinamizzo, magari.