“Menù per l’estate” a Brescia niente musica per le strade ma si potrà contare sui burattini. (regredire sempre)

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Forse dovrei aprire una rubrica e chiamarla “le cose che mi fanno ridere” perché ogni volta che m’imbatto in alcune dichiarazioni degli attuali assessori che governano Brescia, c’è da ridere. Amaro. L’ultima riguarda il “Menù per l’estate” che, avviato nel … Continua a leggere

La più bella serata della mia vita

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Mercoledì 6 marzo al Teatro Odeon di Lumezzane alle ore 20e45, “La più bella serata della mia vita”. I posti sono limitatissimi e per informazioni in merito vi rimando alla mail del teatro info@teatro-odeon.it.

Slow Food spiega alla politica cosa si deve fare. Capiranno?

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Ho ricevuto solo oggi il comunicato stampa congiunto delle cinque condotte Slow Food della provincia di Brescia e domani, in una conferenza stampa rivolta ai candidati e ai cittadini, spiegheranno per l’ennesima volta cosa si deve fare per la vita … Continua a leggere

“Brescia per Passione” Open Day 14, 15 e 16 dicembre

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Da oggi fino domenica l’associazione Brescia per Passione apre le sue porte per farsi conoscere e per far conoscere. Una delle più concretamente dinamiche e giovani associazioni bresciane “ha deciso di raccontarsi, rispondere alle tue domande, creare momenti di confronto … Continua a leggere

Hammarby Sjöstad – e noi stiamo a guardare

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Lo scorso luglio ho scritto di Hammarby Sjöstad dopo aver letto un articolo su un noto settimanale. A un amico e alla sua compagna che recentemente hanno fatto un viaggio proprio in quel quartiere ho chiesto di riportare le loro … Continua a leggere

Il caso Monte Isola arriva a Roma

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Ricevo e pubblico da Stefania Itolli, attivista dell’associazione “Brescia per passione”. G.A. Ecomostri sul lago d’Iseo: i senatori Della Seta e Ferrante chiedono al Ministro dei beni culturali di intervenire per tutelare Monte Isola Il circolo ECODEM di Brescia si … Continua a leggere

Condividete e firmate se credete davvero che il Mondo si possa migliorare.

Questo appello è rivolto agli amici, ai nemici, a chi conosce il significato profondo della parola Territorio e l’importanza della sua tutela, a chi ama il vino e a chi possiede una sensibilità capace di guardare al futuro di tutti. Ai blogger, tutti.

Di certo se guardiamo l’obiettivo nel suo insieme, migliorare il Mondo intero appare opera assai ardua e se poi si pensa di farlo in un colpo solo si rischia di essere inghiottiti da depressione da “idee utopiche”. Credo nei piccoli ma pesanti passi, ai successi fatti di obiettivi concreti e come me, l’associazione Brescia per Passione  che mi porta a conoscenza questo importantissimo progetto:

È necessario che le istituzioni riconoscano il Parco della Macogna, così che un’area già sfruttata non lo possa essere ulteriormente, perché possa tornare allo splendore di un tempo e a uso futuro di tutti. La politica da sola non è ancora in grado di comprendere l’importanza della tutela del territorio, perché è incapace di pensare a un interesse futuro e che riguardi la collettività, quindi dobbiamo aiutarla ancora -a un passo dal 2012- con un foglio con sopra un sacco di firme. Loro guarderanno inebetiti il foglio, come se fosse l’opera prima di un artista sconosciuto ma a quel punto, solo a quel punto, dovranno cambiare rotta.

Cominciamo da qui. Firmate questo appello.

Grazie

Giovanni Arcari

Gianfranco Comincioli: l’Olio che mi ha stupito

Ci sono cose per le quali andare orgogliosi nel mio territorio, nella mia meravigliosa Provincia presa troppo spesso a calci in faccia da amministratori incompetenti, presuntuosi e profondamente dannosi per la società e che credono di giocare a “Millionaire City” con il futuro di tutti.

Gianfranco Comincioli, con i suoi prodotti, rappresenta un punto fermo nell’ancor troppo confusa Valténesi. Oltre ai vini, impeccabili e profondamente espressivi, c’è l’olio. Un prodotto la cui cultura nel consumatore, è distante anni luce dalla realtà. Sottovalutato e inflazionato da produzioni industriali che l’hanno dipinto come un qualcosa di poco valore, l’olio che sta alla base della cultura italiana non vive facili momenti.

A casa di Nico non manca mai, fra gli altri, l’olio di Comincioli e durante l’ultimo dei nostri turbolenti traslochi (in questo caso il suo), me ne sono accaparrato una bottiglia.

“Numero 1” è un blend di dieci monocultivar denocciolate coltivate in Valténesi.

Ora, chi vi scrive è un profano privo di cultura olearia ma che ama e riconosce quando un olio è ossidato, puzzolente o cattivo(e ce ne sono tanti sugli scaffali dei supermercati) e questo accade in media dopo un anno di bottiglia…

Quest’olio è stato raccolto nel 2008 (certamente non è più in commercio) e la cosa straordinaria è la sua freschezza, la sua assenza quasi totale di fastidiose e maleodoranti ossidazioni. È ancora buonissimo e goloso. È certamente da provare!

Un progetto per salvare il vigneto urbano più grande del mondo, esiste.

La Vigna del Castello di Brescia non è solo il vigneto urbano più grande del mondo ma anche la raffigurazione vivente dei resti di una cultura che si è persa, alla quale si sono preferite forme di sviluppo che oggi palesano importanti difetti strutturali.

Il Ronco Capretti deve essere considerato alla stessa stregua di un museo che racchiude le tracce del passaggio di una cultura rurale, fortemente votata alla viticoltura. È un anello di congiunzione tra le zone vinicole di tutta la Provincia, con una funzione catalizzante per il messaggio che -le stesse- intendono divulgare a vantaggio di ognuno dei sistemi vitivinicoli che rappresentano, a favore della tutela di ogni territorio o di quello che ne è rimasto.

Nel 2006 ho redatto un progetto per tutelare la vigna, che ho già presentato al Sindaco di Brescia. Un progetto che intende tornare a sensibilizzare i bresciani attorno al vigneto, sia in chiave economica sia culturale. Vuole essere uno strumento di tutela con il fine che il Ronco Capretti, sia riconosciuto patrimonio della città e dei cittadini rendendolo intoccabile per sempre.

Dal 2000 coltiviamo (con Andrea Arici) gli antistanti ettari vitati in via Colle Fiorito, che altro non sono, se non la continuazione naturale del Ronco che in passato si estendeva a nord, su buona parte dell’attuale via San Rocchino.

Le uve erano vinificate nella casa che si trova sulla curva d’intersezione tra via Turati, Pusterla e San Rocchino. Le cantine, dismesse da tempo, ospitano una trattoria.

Dal 2004, vinifichiamo sperimentando a ogni vendemmia, poco più di dieci ettolitri di mosto ottenuti dal vitigno Invernenga (presente nella “Vigna del Castello”)ma coltivato a Cellatica. Proviamo a fare un vino che ci piaccia, che ci emozioni e che possa palesare l’unicità di un vitigno che un tempo, rappresentava la regola nella cultura vitivinicola di questo territorio. Perché ogni vino è un sistema, un confine che demarca una zona nella quale l’uomo esprime una precisa volontà. Un contenitore culturale che segna le sorti dello sviluppo di un’area geografica.

In passato, in Italia, il vino era fonte di sostentamento per ogni famiglia. Poi si è evoluto e in alcune sue espressioni è diventando un prodotto per certi versi elitario, come da modello francese. Dalla Francia ne abbiamo appreso il valore economico, senza capire però che lo stesso è imprescindibile dal valore storico-culturale che rappresenta una fonte inesauribile per la tutela paesaggistica di un territorio, senza il quale non è possibile creare vino. Quando si giunge in Champagne o in Borgogna, a nessuno può venire in mente che lì, si possa produrre qualcosa di diverso che non sia vino.

In Italia l’abbiamo capito tardi, solo dopo aver creato troppe fonti di reddito facilmente esauribili e, si è visto, irrimediabilmente dannose. Il vino è tempo, è sviluppo, è economia, è uno sfruttamento intelligente del territorio è una biblioteca del sapere, è un’appendice dell’uomo.

Serve un vino, un grande vino che con la sua immagine e con l’indotto economico che saprà sviluppare, avrà la funzione di salvaguardare e sviluppare ciò che di verde è rimasto in città e di raccontare Brescia nel mondo.

Sono certo che dalla Vigna del Castello si possa ottenere un vino straordinario sotto ogni punto di vista, organolettico e non. La vigna e il suo vino devono diventare qualcosa per cui un bresciano sia orgoglioso della sua città. La sua tutela è un esempio di buon senso e il suo sviluppo a vantaggio di tutti, una chiara garanzia.


Bikemob Brescia: e son soddisfazioni!

Anche questo è “Fare Territorio” come piace a me.

Straordinari tutti i ragazzi di Brescia per Passione che hanno saputo dare concretezza a un’idea, nata da un’esigenza e sviluppata da un incondizionato amore per il territorio, per Brescia.

Bravi!

P.S. Mi spiace per i frustrati da prestazione che vanno a cercare il buco di cellulite sul culo di Rosa Fumetto -ai tempi di un famoso spot- solo perché consapevoli di non poterlo mai toccare. Il risultato parla da sé.