Il “Parco delle Colline di Brescia” in un progetto per salvaguardare la biodiversità dei nostri boschi.

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Questa segnalazione è merito di Nico che salito sul monte Regogna a Rezzato per testare un bob dopo “big snow”, si è imbattuto nei cartelli che vi riporto di seguito. Con una breve ricerca sono risalito alla matrice del progetto … Continua a leggere

La città del futuro esiste e ricicla anche la “sex energy”.

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Pensate a un posto e guardate a nord, a Stoccolma. Pensate che l’acqua per lo sciacquone sia quella piovana e ciò che il vostro corpo genera diventa biogas utilizzato per alimentare i mezzi pubblici e i riscaldamenti di alcune case … Continua a leggere

Centrale a Biomasse di Rodengo Saiano: Caro Delbarba…

Caro Delbarba,

ti  scrivo in merito al progetto della centrale a biomasse di Rodengo Saiano e al video che riporto qui sotto.

Francamente pensavo che l’avvento di un giovane alla guida di un’importante azienda di servizi, potesse davvero portare a un cambio di tendenza in quelli che sono sempre stati i giochi di forza tra politica ed economia, in altre parole in quelle decisioni che non tengono mai conto del volere dei cittadini.

Ambiente… futuro… e tutte quelle frasi a effetto che sott’intendono un miglioramento della vita di tutti e il buon animo di chi costruisce tale opera perché lo fa per le famiglie, mi hanno un stufato per loro costante strumentalizzazione.

Hai chiesto a quelle 4mila famiglie se hanno piacere ad avere un inceneritore nel giardino di casa? Sicuramente no perché la legge non prevede questo: basta che uno prenda voti, diventi sindaco per poi fare quello che gli piace o che gli conviene. A voi interessa quello che decide, non quelli che poi subiscono. Però anche il giudizio popolare vuol dire ambiente, anche se si ignora sempre.

Siamo certi che non inquini? Sei disposto tutte le mattine a portarci i tuoi figli per una corsetta attorno? Sarebbe un ottimo modo per dimostrare che non inquina: però se mancate per due settimane, l’inceneritore deve essere dismesso entro le due successive. Ci stai?

Poi, lo fai in Franciacorta in un territorio dov’è presente una fervente attività vitivinicola già sufficientemente martoriata da opere inutili quanto dannose e questo cozza paurosamente con il tuo interesse ambientale per il territorio e con quanto di buono fatto da Cogeme.

Se “questo è il futuro” –come dici- credo sia giunto il momento che tu faccia capire se ti riferisci al futuro di Cogeme o a quello di chi vive nel territorio in cui Cogeme opera. Perché questo fa la differenza.

Le persone sono il futuro del territorio e la loro salute non può essere ulteriormente compromessa dagli interessi, soprattutto se in nome dell’ambiente. È un paradosso.

Parla con i 4mila e dimostra in maniera inequivocabile i vantaggi e gli svantaggi di quest’opera e ascolta anche quello che hanno da dire. E’ importante.

Monte Maddalena a Brescia: Disboscamento privo di senso

Continuo a non capire la politica, o meglio, continuo a non capire come si possano affidare a persone incompetenti certi compiti, certe decisioni. Voglio essere chiaro senza troppi giri di parole e riprendere sinteticamente, arrivando al nocciolo del problema, il post biblico (non si poteva fare a rate?) ma bellissimo, apparso su “Muro di Cani” e ripreso anche da Giovanni Armanini.

Si sta disboscando, senza creanza, il monte Maddalena in pieno centro città. Il più grande polmone verde di Brescia. La Maddalena fa parte delle Prealpi bresciane e misura 874m s.l.m. I dettagli li potete leggere nei blog sopra citati.

Ora voglio porre direttamente una serie di domande a chi ha preso queste decisioni e lo voglio fare come se fossimo due amici in un bar del centro.

Che cazzo hai nella testa, uccelli di cemento?

Quante città conosci che possano vantare di avere una montagna nel mezzo?

Hai mai pensato di integrarla e valorizzarla nei percorsi turistici?

Lo sai che la gente viene a Brescia grazie alle mostre al museo di Santa Giulia, ma finita la mostra, il turista non viene più fino a quella successiva (forse)?

Abbiamo un’opera della natura, come se fosse una mostra permanente e tu invece di valorizzarla e di progettarci qualcosa, ci fai la legna per l’inverno?

Dai da bravo, che con tutti i problemi d’inquinamento, cementificazioni assurde che in passato hai pure appoggiato con l’entusiasmo di un Unno, non c’è bisogno di togliere continuamente del verde! Cerca di gestirlo al meglio cazzo! No?

Per una volta, visto che qualcuno non l’ha fatto quando ha deciso di metterti al mondo, pensa al futuro. Impara ad amare il tuo territorio, se vuoi farci buona politica e vedrai che penserai a fare, invece che disfare per creare grottesche cazzate che palesano la tua incompetenza. Prova a metterti in discussione e vedrai, con tuo immenso stupore, che esistono persone più competenti di te e che potrebbero aiutarti per evitare delle figuracce simili. Pensaci.

Ah, il caffè lo paghi tu.

Il Territorio, il Vino e la Gente Pensante

Brescia con la sua Provincia rappresenta un Territorio tra i più vari al mondo. All’interno di questo confine politico esistono macroscopiche difformità geo-fisiche che rappresentano il patrimonio di questa terra. Laghi, montagne, colline e pianure se vogliamo osservare il Territorio soltanto dall’alto di un aereo, ma se volessimo approfondire meglio la conoscenza di questa Provincia e se volessimo comunicarla al mondo, non credete che uno degli “strumenti” più importanti possa essere il vino? Il vino come cultura, come storia, come tradizione e come elemento in grado di sviluppare un turismo intelligente e rispettoso.

Ieri sera ho partecipato a un convegno dal titolo “Brescia del Futuro una Sfida Comune” organizzato dall’amica Laura Castelletti e dalla sua associazione Brescia per Passione, che ha visto all’attenzione di un gremito pubblico, una serie d’interventi tra i quali quello di Flavio Pasotti, lungimirante imprenditore bresciano e di Carlo Spinelli (28 anni) entusiasta architetto che opera nell’Urban Center di Torino e quindi per e con Torino.

I loro interventi mi hanno colpito più di altri, perché in piena sintonia con la mia visione di Territorio all’interno di una progettualità comune, nella quale è emersa la loro consapevolezza che un progetto possa definirsi grande solo se tutte le sue variabili convergono dinamicamente in un unico obiettivo. Il Territorio, il suo sviluppo, la sua tutela e la necessità di porre il tema ambientale sopra ogni cosa. Una città –una Provincia- in grado di riprogettare se stessa, dove le persone siano in grado di capire il valore del Territorio e conseguentemente di tutelarlo e di trarne profitto con intelligenza. In poche, pochissime parole ho cercato di riassumere i ben più ampi concetti espressi dai due. Una descrizione più accurata della serata, fatta da un giovane bresciano, la potete trovare QUI.

Qualcuno potrà chiedersi che nesso possa esserci tra quanto ascoltato ieri e il mondo del vino… Semplice, sempre e solo il Territorio.

Il vino nel corso degli ultimi cinquant’anni è passato dall’essere prodotto agricolo a prodotto commerciale, lasciando per strada cultura e tradizioni. Non ha saputo auto-regolarsi inflazionando la memoria e conseguentemente il Territorio. Non è una novità che nel sud Italia si stiano espiantando molti ettari di vigna  perché il valore delle uve è molto vicino allo zero.

Con il vino, visto esclusivamente come prodotto commerciale, sta facendo i conti anche Brescia. Piccole ma in passato importanti zone quali Botticino o Capriano del Colle o la Vallecamonica, stanno rischiando di scomparire. Zone fantastiche, nelle quali se pianti una vigna di Barbera a Botticino o in Vallecamonica, per esempio, (stesso clone) hai tempi di maturazione, conformazione del grappolo ed espressione in vino completamente dissimili. Da qui bisogna solo scegliere se valorizzare queste peculiarità –riportando il vino nella storia e nella tradizione- o se appiattirle ad appannaggio di un commercio senza regole.

A mio avviso sarebbe necessario che le istituzioni, così come i Consorzi di Tutela, chi il vino lo produce, chi si occupa degli aspetti turistici di questa Provincia, iniziassero a interrogarsi e a confrontarsi per sviluppare il turismo legato al vino. E’ necessario che vi sia una maggior tutela degli aspetti paesaggistici, che vi sia un ordinamento e che TUTTI capiscano la necessità di muoversi coesi per un obiettivo comune. Se il Territorio agisce per il vino, agisce per il turismo, agisce per l’ambiente e opera per lo sviluppo di TUTTI.

E’ di assoluta importanza che oasi felici quali la Franciacorta o la Valtènesi (leggi ancora Garda Classico) capiscano di non dover tutelare solo il territorio nel quale operano e dal quale traggono profitto, perché anche il più bel diamante del mondo, se si trova in mezzo alla merda prima o poi affonda.

E’ indispensabile che si cominci a guardare alla politica, scevri da preconcetti di colori o simboli (destra e sinistra non esistono più, esistono gli stupidi e quelli no)ed è fondamentale che la stessa capisca il valore smisurato che il territorio provinciale porta in seno. Lo dico a chi amministra, sindaci dei comuni, funzionari enti privati, enti turisti, al presidente della provincia Molgora, al sindaco di Brescia Paroli e al milione e trecentomila abitanti di questo fantastico territorio. Lo dico a chi ha scelto di fare informazione nel Territorio. Mi piacerebbe vedere un giornalista bresciano con un po’ di passione. Diamoci da fare per non finire come il diamante sopra citato.