Parlare di sé non è cosa semplice. Un viaggio introspettivo alla ricerca delle giuste parole per raccontare il proprio vissuto. Il percorso che mi ha portato qui oggi è tortuoso, fatto di cambi di rotta e incontri con persone che mi hanno saputo ispirare e spronare. Se mi si chiede dov’è è nata la mia passione, so esattamente a quale angolo della memoria attingere. Ripenso ai nonni materni, alla loro casa in campagna (la bassa veronese, dove tutt’ora vivo) e ad una vecchia vite che cresceva sotto il loro porticato. Quante volte seduta sui gradini fuori casa ho assaggiato quell’uva. Nascere in un contesto rurale, tra vacche da latte, mais e galline è certamente un forte imprinting, ma devo a loro il mio essere qui (e così) oggi. Mi diplomo come agrotecnico. La passione per il mondo del vino si era fatta strada in quegli anni. Nei miei sogni di allora, la volontà di proseguire gli studi enoici. Ma la vita ti porta a volte a dover fare delle rinunce e così, conseguito il diploma inizio il mio percorso lavorativo al controllo qualità per una nota azienda alimentare mantovana. Giovanissima e alle prime armi, ho goduto solo in parte di quell’opportunità. L’esperienza si conclude e quasi per caso (esiste il caso?), inizio un percorso che mi avrebbe portato per i successivi 8 anni (davvero troppi!) ad occuparmi di tutt’altro. 
Gli ultimi 5 anni sono stati un susseguirsi di situazioni lavorative precarie, centinaia di curriculum inviati e di “no” ricevuti. Sono stati però anche gli anni in cui ho deciso di assecondare le mie passioni e iniziare il mio percorso di riavvicinamento al mondo del vino. Passioni che ho riscoperto con Onav e Ais e che mi hanno spinto ad approfondire le tematiche legate all’analisi sensoriale. Frequento così un corso per Panel Leader presso il Centro Sudi Assaggiatori e “ne imparo i segreti”, collaborando con questa società per circa un anno. Un periodo davvero intenso, una grande occasione di crescita professionale e umana. Questa esperienza si conclude, ma l’esigenza di portare questo bagaglio nel “mondo che vorrei” inizia a diventare assordante. In questo periodo scopro inoltre un altro straordinario mondo, quello delle birre artigianali. Un colpo di fulmine. Le storie a volte bizzarre dei birrai, fatte di pura passione (e spesso pochi guadagni) mi colpiscono. Emozioni da bere e da raccontare. Nasce Luppolo Parlante.
Condividere. Dovessi “riassumermi” credo sarebbe questa la giusta semantica. E quindi l’insegnamento in alcuni istituti alberghieri ed enti privati. E quindi la narrazione, la scrittura. E ora un presente che assomiglia ad una fitta ragnatela di esperienze, incontri, condivisioni e soprattutto persone. E sono molte le persone in cui mi sono rivista in questo presente. La sensibilità alle problematiche di chi fa agricoltura nel rispetto del territorio, la volontà di preservarlo, valorizzandolo per le sue peculiarità e la capacità di essere spesso strumento (anche) di denuncia, mi hanno avvicinato al progetto TerraUomoCielo.
Chi sono? ho sempre avuto qualche difficoltà a spiegare chi sono e cosa faccio. E’ davvero necessario scegliere? Io sono una con delle passioni -coltivate negli anni- che sente l’esigenza di condividere, con ogni mezzo possibile. Sono la strada che sto percorrendo.
Questo è un altro viaggio e la strada procede nella stessa direzione, quella che sognavo.
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