Enodissidenze: Torino, il balon e il cielo blu.

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Mentre metà ciurma era a Monforte per “Barolo Boys in fuorigioco“, Claudio Camossi e la sottoscritta lo scorso week end portavano il Franciacorta nella capitale sabauda a Enodissidenze. Sabato mattina Torino mi ha accolta con una fantastica giornata primaverile. Il … Continua a leggere

Merano come Gardaland

Non potevo titolare “Merano, parco giochi per enofili” perché già usato da Fiorenzo Sartore qui. Ma il messaggio è lo stesso. Entri nella kurhaus con un catalogo che già sfogliarlo è un’impresa, visto peso e dimensioni,  direttamente proporzionali alla quantità di cose buone che in quest’occasione si possono assaggiare. Perché è vero che il biglietto costa un capitale, e che i bicchieri me li dovresti regalare e non chiedere 10 € di cauzione, ma io tutte queste bottiglie insieme quando le ritrovo? Sono così tante che rimani un po’ spiazzato, serviva un programma di assaggi, e io non me l’ero preparato!

Avevo comunque qualche idea, l’elenco dei produttori era on line e gli avevo dato una sbirciata. La prima tappa sarebbe stata da un viso conosciuto, per prendere confidenza con le sale e la folla tra i banchi. I pieghevoli erano finiti, sicché l’unica bussola per orientarmi era il pesante tomo lucido la cui lettura necessitava di un angolo per appoggiarmi. E mi sono imbattuta nel primo viso conosciuto, al banco di Intravino, tal Alessandro Morichetti. Ora potevo iniziare a bere. ;)

Bollicine, subito. E bresciane assolutamente, che già appena valicato il passo del Tonale (che collega e segna il confine tra Brescia e Trento) ho notato di non essere a casa, per come sono tenute le strade, i ponti, gli spazi verdi. Anche le foglie cadute dagli alberi mi sembravano più ordinate. Ma qualcosa di buono lo sappiamo fare anche noi, quindi, sano patriottismo bresciano mi ha spinto verso la Kursaal.

Primi assaggi e ri- assaggi. Il Mosnel (Parosè 2006),  Monterossa (Cabochon riserva rosè 2005 – “solo se so di avere davanti un interlocutore esperto” cit. la gentil signora che mi ha scambiata per tale ), Bersi Serlini (extrabrut riserva 2003).

Sento parlare molto su twitter dell’aglianico del vulture, e voilà, Don anselmo 2007 Paternoster e La firma 2008 di Cantine del notaio. Ho preferito il primo. Scortata da un imponente altro elemento intravinico, Antonio Tomacelli, ho conosciuto Gianfranco Fino e il suo premiato e chiacchierato ES 2009, in tutta la sua dolcezza, buono ma che stanca facilmente il mio palato.

Per rifocillarsi basta spostarsi nel padiglione esterno che ospita culinaria (tutto attaccato, mi raccomando) e incontrare i sapori d’Italia e non solo attraverso  salumi, i formaggi, olii evo, conserve, cioccolato e per finire il panettone del forno di Pietro Freddi.

Era ora di Piemonte. Chiarlo, Bruno Giacosa, Produttori del Barbaresco e altri. Da qualche tempo sono affascinata dal nebbiolo, e ho passato una bella ora tra bottiglie che ne imprigionano la magia, il potere di farmi sorridere quando avvicino un calice prodotto con questo vitigno al naso.

Ultimi assaggi. Francia. Sauternes. La dolcezza che non mi stanca.

Il festival è stato, oltre ad un parco divertimenti per i curiosi avvinazzati come me, un bel momento per rivedere tanti amici, appassionati e produttori, e conoscerne alcuni che finora erano solo un avatar di twitter. Bella gente! ;)

A MWF sembra che il vino e tutto quello che ci ruota intorno sia ancora argomento maschile. La fila al bagno era lunga, ma a quello degli uomini! Per la prima volta nel bagno delle signore non c’era coda, sintomo di partecipazione femminile in numero ridotto. Ma le presenti ( e non mi escludo) erano di un livello qualitativo elevato, almeno quanto i vini in degustazione. :D

21a Mostra Mercato Bienno

Ci siamo. Sabato 20 Agosto, nella splendida cornice del borgo di…. momentomomentomomento: cornice è riduttivo!!  Bienno sarà luogo, centro, ombelico, cuore della 21a edizione della mostra mercato, settimana di vita intensa tra artigianato musica e spettacoli, suoni luci e colori, che guidano lo stupito avventore tra i vicoli e le corti, nei palazzi e nelle torri medioevali. Volgete in alto lo sguardo, lasciatevi trasportare dagli odori, provate a perdervi tra gli anfratti, entrate nelle cantine, osservate il lavoro delle abili mani degli artigiani.

Un piccolo borgo con tanta storia alle spalle, il ferro, il fuoco e l’acqua come filo conduttore, guidano il turista alla scoperta delle fucine e del mulino, con le ruote di legno mosse dalla forza idraulica del vaso re.

Candele e lampade illumineranno il lento camminare, i punti ristoro allieteranno stomaci affamati con le specialità della zona, spettacoli di arte di strada distrarranno grandi e piccini, la bellezza dei manufatti esposti, ed il poter conoscere come vengono creati direttamente dagli artigiani- artisti, vi faranno tornare a casa arricchiti nel cuore per aver letto nei loro occhi la passione per ciò che fanno.

L’evento inizia sabato 20 agosto e termina domenica 28. L’ingresso è libero e gratuito, cani al guinzaglio.

il programma completo lo potete trovare qui.

Nonostante tutto, non vedo l’ora che inizi. Per noi biennesi è una settimana di festa, e anche se qualcuno lo nega, ci inorgoglisce; vediamo tanta gente incantata dalla bellezza del nostro borgo, e cogliamo l’occasione per invitare amici e parenti, vicini e lontani, che immancabilmente tornano gli anni successivi, godendo dell’incanto del nostro piccolo gioiello, Bienno.

In bocca al lupo ai volontari, alle associazioni e ai biennesi tutti!!

le foto (a parte la prima che è mia)  sono dello studio fotografico sedani, Breno. (BS)

Regola acquea

Promemoria:

uno
Tutte le specie e gli ecosistemi hanno diritto
alla loro quota d’acqua su questo pianeta.

due
C’è un filo liquido che ci lega tra noi umani
e lega noi alle altre specie.
Si chiama ciclo e non va spezzato, aggrovigliato
o non potrà più tornare a scorrere.

terzo
L’acqua è gratis, ma può costare cara,
quindi non sbarrate ancora, non deviate ancora,
non prosciugate ancora, nell’illusione di bonificare
perché incalcolabile è il danno che farete per fare del bene.

quarto
Non escludere, l’acqua è un dono, nessuno e
chi progetta di trasformarla in merce da tubo o bottiglia
sta rubando ai poveri per vendere ai ricchi.

quinto
L’acqua può bastare a questo pianeta
solo se impariamo a farla bastare, non solo perché costa,
ma perché vale più di quello che costa.

sesto
L’acqua non è un brevetto, non è un marchio, non è un logo
e come aria non rispetta confini e va lasciata libera
di passare da nazioni e proprietà perchè l’acqua
che non è vagabonda diventa morta

settimo
Non ne abusare, non è tua, non è nostra, siamo
custodi e non padroni.
Ogni permesso di inquinare, ogni consumo industriale esagerato
è una truffa legale al nostro pianeta, a tutti noi,
nessuna merce potrà sostituirla.

L’acqua non è un sottoprodotto della Coca Cola.

Voi che pensate di averne ancora da vendere, comprare, sporcare, buttare,
vivete già su un altro pianeta.

Firmato, per ora, noi lombardo-veneti:
Seveso, Lambro, Olona, Adda, Ticino, Serio, Oglio, Mincio, Adige,
Brenta, Sile, Piave, Livenza, Isonzo, Tagliamento e Po, …ma solo un po’.

ANDIAMO A VOTARE PER I REFERENDUM!! ACQUA PUBBLICA!!

#Barbera2

Devo approfondire la mia conoscenza della barbera. In valcamonica ce n’è una fantastica ;) …. Per agevolare il mio apprendimento, mi trasferisco per una giornata nella regione dove questo vitigno è maggiormente diffuso, per conoscere i produttori ed ascoltarli mentre, con parole semplici ed accessibili a tutti, raccontano il loro lavoro e la voglia di comunicare un territorio attraverso il nettare di Bacco.

A Nizza Monferrato (AT), in occasione di #barbera2  (il cancelletto sta a significare che è un evento nato e  organizzato su twitter) ci sarà una degustazione di 5 barbera piemontesi e 5 barbera  provenienti dalla costa occidentale degli Stati Uniti. 10 vini 10 produttori. Per parlare di vino non solo agli esperti, ma agli appassionati e ai consumatori, al popolo della rete, a chi il vino lo beve per piacere e vuole conoscere la storia che c’è dietro ad una bottiglia. Con grande attenzione alle donne, pare saremo la metà dei partecipanti…

Sono entusiasta di poter assistere a questo evento, sarà soprattutto un incontro di amici, per ora virtuali, con una grande passione in comune…

Ci si vede sabato!!!!! :D

Grazie a Gianluca Morino aka gianlucamorino e Monica Pisciella aka Wineup per la splendida organizzazione!!

Il Mercato della Terra di Milano

Sabato prossimo si terrà a Milano il Mercato della Terra. E’ un evento del quale sono venuto a conoscenza grazie a Eugenio Signoroni di Slow Food che a sua volta, mi ha presentato Carlo Fiorani, entusiasta attivista di questa iniziativa e del ben più ampio progetto “Nutrire Milano“. Causa un impegno fastidioso come una mosca, non riuscirò (almeno credo)a essere della partita ma sarebbe bello che un partecipante raccontasse emozioni, profumi e colori del Mercato della Terra, per i lettori di questo blog.

Di seguito vi riporto la descrizione dell’evento, rubata con un “copia-incolla” dal sito di Slow Food, Milano.

G.A.

 

Verso il Mercato della Terra® di Milano

Sabato 20 novembre, dalle 9 alle 14
Giardini Largo Marinai d’Italia, Palazzina Liberty

San Martino al Mercato!

Negli spazi dove era ospitato l’antico verziere, lo storico mercato ortofrutticolo cittadino nei dintorni della Palazzina Liberty, oggi parco Fomentano, Slow Food festeggia in piazza con i contadini l’Estate di San Martino!!!
Troverete cinquanta produttori di prossimità, provenienti dal Parco Agricolo Sud Milano e dalle aree agricole di Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Monza e Brianza, Paviaall’interno di un raggio di 40 km dalla città e ospiti da Brescia Varese e il Presìdio Slow Food® del Caffè di Huehuetenango.
Nelle bancarelle si possono acquistare frutta e ortaggi di stagione, pane, birra e vino formaggi a latte crudo, salumi e molto altro; insomma, la migliore qualità del territorio si propone alla città, con la più sicura delle garanzie e delle certificazioni esistenti: la faccia del produttore.
Davanti alla Palazzina Liberty, tra i produttori del Parco Agricolo Sud Milano, saranno a disposizione dei tavoli, per coloro che vogliono godere di una  tappa golosa o fare semplicemente “due chiacchiere da mercato” e, a partire dalle 12:30, in collaborazione con Boxing Catering, degustazioni di piatti realizzati con i prodotti del Mercato.

Un momento di piacevole e rilassato incontro in una città  eccessivamente frenetica.

Per i più piccoli, Elisa Zipo, giovane produttrice di Zibido San Giacomo, farà unlaboratorio sulla produzione di formaggio primo sale.

Nello spazio “Assaggi di Laboratori del Gusto®” sarà  presentato dalle autrici il libro “Dolci e Fiori per ogni stagione dell’anno” e a seguire una degustazione delle uova di quaglia prodotte nel carcere di Opera a cura della “La Fattoria al Cappone”.

Il Mercato della Terra di Milano fa parte del più ampio progetto Nutrire Milano, energie per il cambiamento, realizzato da Slow Food in collaborazione con Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dipartimento INDACO del Politecnico di Milano ed è sostenuto dal Parco Agricolo Sud Milano, dalla Fondazione Cariplo e dal Comune di Milano.

 

Con il Sole in faccia e l’Abruzzo nel cuore: tre giorni a parlar di Territorio Bresciano e Franciacorta

Ogni volta che vado in Abruzzo le emozioni mi gonfiano lo stomaco. Territorio, gente, cultura si fondono all’unisono creando uno spessore emozionale che sempre, lascia cicatrici indelebili nella mia memoria.

L’Abruzzo tra mare e montagna. L’Abruzzo, che in uno dei suoi angoli più nascosti si aggrappa con intelligenza alle tradizioni per dare slancio al futuro, partendo dalla tutela del territorio.

Ne ho parlato spesso ma non mi stancherò mai di farlo di come San Martino sulla Marrucina sia uno straordinario esempio di virtuosità territoriale e ancor meno mi stancherò di ricordare che tutto questo è partito da un produttore di vino.

Gianni Masciarelli amava il vino ma non prima di amare il suo territorio, casa sua, San Martino e tutto l’Abruzzo.

A Gianni devo il profondo senso per il territorio che mi guida nella mia attività. A Gianni devo l’amore che provo per l’Abruzzo che ho potuto girare in lungo e in largo in Vespa, seguendo i percorsi che mi tracciava lui, durante le colazioni da Peppino a Villa Maiella. A Gianni devo un sacco di cose.

Da questa sera fino sabato prossimo, sarò impegnato nel suo Abruzzo a raccontare del mio territorio, della mia provincia bresciana. Parlerò di Franciacorta stimolando con la degustazione i sensi di chi parteciperà a questo trittico di serate in tre province diverse.

Parlerò di territorio con l’ausilio di fotografie che mostreranno tutta la straordinaria variabilità che si cela in un territorio tanto piccolo quanto meraviglioso come la Franciacorta.

Pescara, Teramo e Chieti per una tre giorni che sarà certamente entusiasmante.

Stare dalla mia parte non e assolutamente necessario e tanto meno auspicabile al contrario, una dose di curiosità, come di fronte a una creazione estranea, con un’ironica resistenza, mi parrebbe una posizione incomparabilmente più intelligente nei miei confronti.”

Gianni Masciarelli

 

Il Viaggio, il Vino, la Musica

E’ vivamente consigliato far partire il video sotto, prima della lettura.

Trovarsi ancora sulla strada, quella che alla fine si cerca, si vuole, la strada che rappresenta il viaggio stesso. La prima tappa a Castellucchio, vicino a Mantova. Una serata splendida con interlocutori attenti e appassionati, per una degustazione che mi ha visto sconvolgere l’ordine di servizio dei vini. Siamo partiti con il Saten di Camossi e subito dopo il Rosè. Due vini completamente dissimili in ogni loro aspetto, espressioni uniche di due vitigni agli “antipodi”, proseguendo e terminando con il Brut Camossi e il Dosaggio Zero di Colline della Stella, entrambe vendemmia 2007. Una composizione varietale pressoché simile, per un’espressione in vino assolutamente distinta, figlia dei tratti “somatici” di due terreni differenti. Questo è quanto emerso dalle parole dei partecipanti alla degustazione.

La serata non si è dilungata troppo e quindi, verso mezzanotte ci siamo rimessi in marcia, con l’intento di avvicinarci il più possibile a Senigallia. Giunti dalle parti di Imola, dopo quasi due ore, il buon Orini opta per la soluzione Autogrill. Pareva di essere al raduno mondiale dei TIR! Ferma il camper, mi impone il silenzio e poi esclama:

Lo senti Vecio?

E io: Cosa??

Il camion frigo! Non si può dormire se nel raggio di duecento metri c’è un camion frigo! Senti!

Ascoltando bene, in realtà si sentiva un leggero ronzio, quasi una nenia, conciliante il sonno. Lui mi guarda e mi assicura che dormire, sarebbe stato impossibile. Decide così di uscire dalla “grande lingua d’asfalto” e di addentrarsi a Imola. Sono le due e trenta. Ormai le mie palpebre somigliano a dei bignè e il Nostro, decide di parcheggiare (probabilmente consigliato dal suo spirito guida) in un luogo buio, affermando:

Vecio, è il posto giusto!

Sono le tre.

Una città dinamica Imola, infatti, alle sei e trenta pareva d’essere nel mezzo del grande raccordo anulare! Una dormita senza dubbio indimenticabile.

A Senigallia le cose sono andate diversamente, ma non per la notte. Stavolta pareva d’essere a Monza durante le prove del GP.

La serata però, è stata davvero bella, lunga ma bella. Un plauso a Giovanni e Serena e tutto lo staff del Caffè Letterario “Le Boudoir” davvero ottimi interpreti della loro passione. Francesco ed io su un divanetto di velluto rosso stile Luigi XVI e alla nostra sinistra, un grandissimo Luca Francioso ad accompagnare le nostre chiacchiere e a dar voce al suo talento durante le nostre pause. Sentirlo suonare è stato terapeutico, le note parevano sedativo per l’anima e nerbo per il cuore. Indimenticabile.

Far parlare Orini per oltre quaranta minuti, non è stata cosa facile, ma alla fine “l’uomo al quale non piace parlare in generale” si è disteso e ha saputo interloquire con il pubblico, mentre improvvisavo al momento ogni domanda, facendo anche il “gioco sporco”.

La Stagione della Luce è l’itinerante lavoro che Francesco vuole portare in giro per l’Italia e che vedrà il suo culmine in un libro che racconterà di questa sua splendida avventura.

Forse, perché i “liberi pensatori indipendenti” hanno una naturale predisposizione a cambiare idea.

Stella per un Giorno con il “Due Colombe” di Rovato

Bella serata quella di lunedì al Vecchio Tagliere di Zanica in provincia di Bergamo. Nasce da una sorta di collaborazione tra il locale bergamasco e il neo stellato (Michelin) Due Colombe di Rovato la cena dal titolo, appunto, “Stella per un Giorno”. SN851066

Stefano Cerveni, titolare e chef del ristorante franciacortino, ha cucinato per 65 persone un menù fatto sia di piatti della tradizione che di innovative invenzioni personali. Le cose che maggiormente mi hanno entusiasmato, non me ne voglia Stefano, sono state senza dubbio alcuno la Brulèe di Foie Gras d’Anatra con insalatina di germogli e fiori e aceto balsamico tradizionale e lo Spaghetto tiepido con mazzancolle e polpa di ricci di mare, proprio strepitoso. Davvero ottimi e gustosi, giocati su tenui contrasti e piacevoli delicatezze come i fiori e i germogli con il Fois Gras. Per rappresentare il territorio franciacortino dal punto di vista della viticultura, Cerveni e il competente Oscar Seno, sommelier e responsabile di sala delle Due Colombe, hanno fatto ricadere la loro scelta su tre vini di TerraUomoCielo. Per l’aperitivo Camossi Brut magnum, il Rosè sempre dei Camossi con il primo antipasto, seguito dal Dosaggio Zero di Colline della Stella che ha accompagnato entrambe i piatti sopra citati. In rappresentanza della produzione bergamasca due vini de La Brugherata, nella presenza in sala di Frida Tironi (responsabile commerciale) con un Valcalepio Riserva “Doglio” del 2004 e un Moscato di Scanzo “Il Doge” del 2005 ad accompagnare rispettivamente il Manzo all’ Olio e la Mille Foglie Scomposta, spuma di mascarpone, lime e polvere di liquirizia. 1insegna-bergamo-200-web

Nella serata sono stato accompagnato al tavolo sia dai fratelli Camossi che da Andrea Arici oltre a Mauro Begni comunicatore di TerraUomoCielo per la Zona di Bergamo. Seduti con noi anche Oscar Seno con la moglie in quanto per una sera si è fatto giustamente “servire” godendosi la serata e i piatti di Stefano.

Un grazie devo esprimerlo anche nei confronti di Fausto, vulcanico titolare del Vecchio Tagliere e di altri tre locali sparsi nella provincia Bergamasca.

Grazie davvero a tutti quanti!

P.S. Mi devo invece scusare con un amico di Bergamo che, per colpa di una mia leggerezza, non ho invitato alla serata.