Happy Day! tra succo d’arancia a 7cent e franciacorta a 3,90euro.

Cosa ci si può aspettare a questo punto? L’Italia agricola è sempre più appesa a un filo e la sopravvivenza di chi lavora la terra, è strettamente legata alla capacità del contadino di evolversi e di trasformare i frutti della terra stessa in qualcosa di commerciabile.

Nel frattempo la Coca Cola rinuncia alle arance di Rosarno, giusto per lavarsene le mani in fretta e per non rischiare di rimanere invischiata in qualcosa che potrebbe minare “la grazia dei suoi spot televisivi”.

Perché invece di abbandonare Rosarno, non ha offerto almeno il doppio del valore che ha pagato fino a ieri per il succo d’arancia? Non avrebbe fatto una figura migliore?

Nel frattempo avanza l’utilizzo sconsiderato dell’immagine rurale e naturale di certi prodotti. Immagine, appunto.

Le grandi multinazionali certamente non violano leggi (come la stessa Coca Cola ha dichiarato) ma impongono il prezzo di ciò che vogliono acquistare e spesso, è al disotto delle spese di produzione che un agricoltore deve sostenere.

Chi stabilisce i prezzi delle materie prime è chi acquista e trasforma in larga scala e non chi coltiva. In Italia la situazione è insostenibile perché le grandi aziende affossano il mercato facendo cartello, imponendo prezzi bassi per un profitto che non torna mai alla terra in alcuna forma.

A questi si aggiunge una concorrenza sleale che spesso parte del “furbo” di turno: “l’uva vale un euro al chilo ma se la compri da me te la posso dare a 0,90”. Una politica che non premia e non arricchisce nessuno, solo, impoverisce un sistema.

Il caso del franciacorta –segnalato qui da Franco Ziliani- a 3,90 euro, è l’emblema di un sistema produttivo -a livello nazionale- che vede a capo di alcune aziende persone la cui competenza è tutta da verificare, imprenditori che non hanno nemmeno la più pallida idea di quello che stanno facendo e dove lo stanno facendo (sorvolo sul “come lo stanno facendo”).

Al Consorzio Franciacorta, oltre a chiedere interventi incisivi quali l’espulsione e la necessità di prendere nettamente le distanze per questa e altre aziende che adottano politiche simili, mi permetto di ricordare una cosa:

Quando si comunicano cose che hanno a che fare solo con i successi, è necessario accertarsi di essere inattaccabili, altrimenti l’effetto boomerang può essere devastante.

P.S. Voglio aggiungere che ho già parlato personalmente con Maurizio Zanella il quale ha dichiarato che non è cosa facile intervenire in merito ai prezzi, in quanto la legge impedisce azioni in questo senso. Però, dico io, è necessario trovare una soluzione.

Arici, Camossi e Togni insieme alla Mozzarella di Bufala Campana Dop

Martedì di ritorno da Roma farò tappa a Milano, da Enocratia. Sono stato invitato da Davide Mingiardi e Alessandro Marra, in una sorta di amichevole competizione nella quale gli avventori sceglieranno l’abbinamento perfetto tra la Mozzarella di Bufala Campana Dop e quattro vini di Lombardia in degustazione. Di seguito riporto il comunicato stampa con i dettagli.

P.S. Personalmente mi chiamo fuori dal voto perché insieme a Marra, abbiamo deciso di scofanarci birra a profusione. Almeno un giorno al mese è necessario staccare… ;-)

G.A.

 

La Mozzarella di Bufala Campana Dop e i vini di Lombardia saranno i protagonisti della tappa milanese del Bufala&Wine Wedding (http://www.mozzarelladop.it/wine_wedding.html), percorso gustativo che si concluderà con la finale del 10 marzo alla Città del Gusto di Napoli. Gli ospiti della serata voteranno l’abbinamento “preferito” con uno dei vini in lista – il Franciacorta Extra Brut di Claudio e Dario Camossi, il Franciacorta Dosaggio Zero di Andrea Arici, la Schiava “Martina” Vecchie Vigne diEnrico Togni e l’Oltrepò Pavese Brut Nature “Profilo” di Andrea Picchioni - consentendo così al “vincitore” di accedere alla finale partenopea.

Questa è una bufala!, inoltre, è un modo tutto “Enocratico” per vivere l’esperienza del “matrimonio cibo/vino”, assaporando la Mozzarella di Bufala Campana anche in abbinamento con il Verdicchio dei Castelli di Jesi di Alessandro Bonci (La Marca di San Michele), l’insolito uvaggio bianco di Gianluigi Bera(Bera Vittorio & Figli), il bianco macerato di Elena Pantaleoni (La Stoppa), il metodo classico didurella di Matteo Fongaro (Fongaro Spumanti)… e la Straff di Luigi Schigi D’Amelio (birrificio artigianale Extraomnes).

La partecipazione alla degustazione è di 15 euro (tutto incluso).
In carta, per l’occasione, un piatto creato appositamente dallo Chef Eugenio Boer.

L’appuntamento è per martedì 28 febbraio, alle ore 20, da Enocratia – Il Governo del Vino (Milano, via Sant’Agnese 14).

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Bagolino, non solo bagòss

Bagolino è una perla della valle del Caffaro, nella provincia di Brescia. Un borgo medioevale, ricco di vicoli, scalinate, strade tortuose, portici, piazze e fontane. Conosciuto ai più per la produzione del formaggio bagòss, un trionfo di profumi e di sapori che difficilmente si scordano. Ma Bagolino non si fa dimenticare nemmeno per il suo carnevale. Parteciparvi è un’emozione che continua nei ricordi dei canti, dei balli, delle bevute, dei ballerini con i cappelli preziosi e delle maschere con la palpatina intima facile.

Qualche anno fa ho avuto la fortuna di essere a Bagolino nella domenica di carnevale, che è la giornata “dedicata ai turisti”. Il vero carnevale bagoss (dei bagoss, ovvero gli abitanti di Bagolino) inizia infatti con la messa delle 6.30 del lunedì. In questa occasione le due facce del carnevale, quella sacra e quella profana, si fondono davanti all’altare, per iniziare due giorni di baldoria attesi per tutto l’anno. Dal 1500 oggi come allora.

Per capire cos’è e quanto sia sentito dagli abitanti vi lascio due filmati, uno ufficiale, e uno di una televisione on line brasiliana, a dimostrazione dell’interesse per questa forte tradizione anche dall’estero.

Al prossimo anno!

Festival Franciacorta a Roma il 27 febbraio!

Copio spudoratamente dal sito del Consorzio e aggiungo due informazioni di servizio:

Per Camossi ci saranno in degustazione due Extra Brut: il 2006 e il S/A (che comunque è un 2008).

Per Colline della Stella, il Dosaggio Zero e il Dosaggio Zero Rosé(e non come precedentemente annunciato, il “Nero”).

G.A.

Il tour 2012 dei Festival Franciacorta itineranti riprende il prossimo 27 febbraio dalla Capitale, importante tappa in cui si alterneranno dalle 14 alle 21 incontri e degustazioni.
Anche quest’anno, il Consorzio Franciacorta organizzerà nelle principali località italiane speciali iniziative dedicate agli appassionati di vino per far assaggiare la piacevolezza e l’intrigante complessità dei suoi prodotti.
Al prossimo Festival Franciacorta, nella cornice dell’Hotel Rome Cavalieri, 37 cantine e i migliori sommelier AIS proporranno a stampa, operatori del settore vino e grande pubblico, banchi d’assaggio con le loro etichette Franciacorta Brut, Rosé, Satèn, Millesimati.
Rivolto agli esperti del settore e agli appassionati, l’appuntamento delle 16.30: un seminario dedicato a 10 Grandi Riserve di Franciacorta per scoprire le caratteristiche di questi particolari vini, custoditi in cantina per oltre cinque anni e mezzo. Il corso ha un costo di 30 euro a persona: per informazioni e prenotazioni, contattare l’Ufficio Eventi Franciacorta, eventi@franciacorta.net – tel. 0307760477 int. 4, fax. 0307760467.
Festival Franciacorta a Roma c/o Hotel Rome Cavalieri – Via A. Cadlolo, 101 Roma
Orari: 14-16 ingresso riservato  alla stampa
16-18  ingresso riservato agli operatori 
18-21 apertura al pubblico – Ingresso: 10 euro

manifestazione no amianto

Per preparare al meglio la manifestazione di sabato, ci troviamo venerdì 24 alle 20:45 presso la saletta del municipio di Gianico!

Sono ammesse lenzuola, carta, cartelloni e quant’altro serva per manifestare.