Con una bella stretta sui tempi, spesso biblici per questioni di quest’entità, Maurizio Zanella è uscito allo scoperto come meglio non avrei potuto sperare: “Basta cemento o il vino rischia”. “Se non si cambia, se non si smette di gestire il territorio nella maniera disinvolta con cui si è fatto negli ultimi anni, la Franciacorta vitivinicola non andrà avanti. Anzi, non potremo nemmeno mantenere l’attuale posizione”.
La fonte dalla quale prendo le parole di Zanella è il Giornale di Brescia di ieri(QUI l’intero articolo), che racconta dell’incontro tenutosi sabato a Provaglio d’Iseo durante il quale si sono poste le basi per un patto che valorizzi il territorio con una crescita sensata. Attori i comuni dell’area franciacortina, Cogeme e il Consorzio per la Tutela del Franciacorta, la Provincia di Brescia e la Camera di Commercio di Brescia(che ha ribadito di voler essere della partita). Un patto ideale, per ora, ma che traccia -senza alcun dubbio- l’interesse per il comparto vitivinicolo che dipende necessariamente anche dall’aspetto e dalla salubrità (in ogni senso) del territorio. A questo punto è chiaro che a tutti il futuro del territorio interessa, ora bisogna dimostrarlo. Maurizio Zanella mi aveva più volte detto della sua ferma volontà di trovare una formula per far dialogare attorno allo stesso tavolo, tutti gli enti e i comuni dai quali dipende il futuro del territorio e ora l’ha dimostrato. Adesso tocca ai comuni che devono comprendere la necessità di una politica per un “consumo di territorio zero”, alla Provincia nel supportare con forza e senza sconti tale iniziativa, alla Camera di Commercio di sostenere con progetti mirati, essenziali -e meno dispersivi- la promozione della Franciacorta che passa soprattutto attraverso il suo prodotto simbolo, il vino. Il Franciacorta, la cui economia può fare davvero la differenza nella tutela del territorio perché, capace di creare un’alternativa intelligente e sostenibile rispetto al cemento.
Oggi c’è di che essere davvero entusiasti, perché è stata messa una pietra -in questo caso più che esclusivamente ideale- importante e come mai indispensabile. Molto bene!




Cena all’ostello del comune di Piverone, cucinata magistralmente dalla amica twittera Sandra
Per i passiti: Caluso passito doc Cariola 1997 di Ferrando ; il caluso passito doc Alladium 2004 di Cieck; caluso passito doc 2003 di Giacometto Bruno; Caluso passito doc sulè 2005 di Orsolani .
















