Sedetevi, fate partire il video qui sotto e, al primo attacco di voce, cominciate a leggere.
Fatico sempre più a stupirmi della leggerezza con la quale molte persone affrontano i compiti che loro stessi, si sono affidati.
Per esempio, se io dovessi decidere di scrivere una guida, in grado di offrire un supporto figlio di un autorevole giudizio rivolto al consumatore, il primo obiettivo che sentirei di impormi è quello del rigore. Giudizi seri, non di certo da santone giacché stiamo parlando sempre del mio parere, dei miei punti di vista, del mio palato. Siamo in un campo dove tutto è opinabile e nulla può essere dato per certo. Siamo nel mondo del più becero edonismo.
Poi m’imporrei la costanza, che per altro non dovrebbe essere un problema anteponendo la passione ai meri interessi.
In sostanza cercherei di fare le cose per bene, dal momento che voglio vendere un servizio!
Complice la segnalazione di un amico, della serie “Mi è giunta la voce”, mi ritrovo a leggere il “Giornale di Brescia” di martedì scorso, dove in un articolo a firma Michele Turelli (che non conosco) si segnalano i trionfalismi per i punteggi assegnati ai ristoranti bresciani dalla Guida dei Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso.
La “sorpresina”, per la quale non ho potuto far altro che sorridere è che, il ristorante “Cascina Lenga” di Botticino, o meglio, San Gallo, in provincia di Brescia è straordinariamente schizzato dai 76/100 dello scorso anno, ai 77 nella guida 2010.
Beh Signore e Signori, il ristorante è bruciato alla fine del 2007 e non è più stato riaperto!
Ora vi chiedo se non sia straordinario che l’abbiano segnalato per il secondo anno, e poi, se non sia straordinario che abbia preso un punto in più, recuperando quello perso l’anno precedente!
Le possibilità per l’accaduto non sono molte.
L’ispettore (Callaghan, per esempio) che si occupa di Brescia e provincia, evidentemente anarchico, è dal 2007 che non si fa vivo in quel ristorante e non sa nemmeno se esiste ancora. Ma da qui mi chiedo la spericolata necessità di aumentare il punteggio a un ristorante che non visiti da anni, facendoti un autogol di proporzioni bibliche!
Oppure non è stato mandato nessun “Callaghan” da anni e i vertici della guida hanno deciso di copiare le schede del periodo giurassico, gettando una manciata di punti, tipo “ riso a un matrimonio”, per dare quel senso di dinamismo che dovrebbe avere una guida che valuta la ristorazione?
Avendo abbandonato completamente l’idea di avere giudizi simili ai miei, da parte delle guide, speravo che almeno la costanza nel visitare le realtà recensite ci fosse.
E pensare che a Brescia esiste, oltre agli altri, un ristorante aperto da due anni, che rivisita piatti della tradizione bresciana, utilizzando materie prime reperite in provincia, e nessuna guida l’ha mai visitato!
Non per ultimo, mi piacerebbe che un giornalista che scrive per la più importante testata bresciana, avesse quantomeno una minima conoscenza del territorio, ricordandogli che non è peccato se a volte ci si permette di porre l’accento su un “errore” madornale come questo, oltre a descrivere l’aspetto di facciata.
Voi cosa ne pensate di tutto questo? Non è straordinario?
Io continuo in ogni modo a credere negli uomini… sono ottimista!












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